Una creazione immersiva unisce performance, arti visive e sperimentazione linguistica negli spazi di Palazzo Diedo.
Dal 6 al 21 giugno 2026 Venezia accoglierà una delle più audaci celebrazioni dedicate all’universo radicale di Samuel Beckett. Berggruen Arts & Culture e la compagnia Gare St Lazare Ireland presentano infatti la prima mondiale della performance live di How It Is (Com’è), romanzo tra i più enigmatici e linguisticamente rivoluzionari del Premio Nobel irlandese.
Gli spazi di Palazzo Diedo – oggi tra i poli più vivaci dell’arte contemporanea veneziana, sede delle mostre Strange Rules e Ceal Floyer – si trasformeranno in un ambiente performativo dove letteratura, corpo e suono si intrecciano in un’esperienza immersiva.
Sotto la guida della pluripremiata regista Judy Hegarty Lovett, l’opera prende forma grazie a un ensemble creativo che da oltre un decennio esplora il testo beckettiano.
Protagonisti sono due interpreti di straordinaria caratura: Conor Lovett, considerato tra i più profondi lettori scenici dell’autore, e Stephen Dillane, attore britannico premiato con il Tony Award e noto al grande pubblico per il ruolo di Stannis Baratheon in Game of Thrones. Dillane mette la sua intensità al servizio della prosa frammentata e visionaria di Beckett.
Accanto a loro, il nucleo storico della compagnia: il compositore e sound designer Mel Mercier e il light designer Simon Bennison, capaci di trasformare l’assenza di punteggiatura del testo in una partitura sensoriale che amplifica ritmo, sospensione e densità emotiva.
A rendere l’evento un’esperienza interdisciplinare è il coinvolgimento dell’artista irlandese Michael Craig-Martin, invitato da Hegarty Lovett a creare un intervento visivo unico per il palazzo settecentesco. Dopo aver seguito le prove della compagnia, Craig-Martin ha concepito un allestimento che dialoga con la natura sovversiva del romanzo, amplificando la tensione tra parola, spazio e percezione.
Pubblicato in francese nel 1961 e in inglese nel 1964, How It Is rappresenta una svolta nella scrittura di Beckett. Suddiviso in tre sezioni e composto da brevi paragrafi privi di punteggiatura, il testo segue una figura solitaria immersa in un paesaggio di fango e oscurità, trascinando un sacco di lattine e un apriscatole mentre ripete le parole di una voce che percepisce dentro e fuori di sé.
Un dispositivo narrativo che spinge il linguaggio oltre i suoi limiti, trasformando la frammentazione in ritmo e la rarefazione in visione.
Come ricorda Conor Lovett: «Beckett è uno di quegli artisti che nascono raramente e cambiano tutto. Come Picasso, Bob Dylan, Joan Didion e Virginia Woolf, possiede una maestria e una dedizione capaci di mutare il nostro modo di vedere il mondo».
Info e contatti
Sede: Palazzo Diedo – Berggruen Arts & Culture, Venezia
Date: 6–21 giugno 2026
berggruenarts.org
Biglietti: www.ticketone.it



