Ricordo commosso di quando, quindici anni fa, regalò uno spettacolo ai terremotati.
Lunghi applausi a scena aperta, in un Feronia da tutto esaurito, e momenti di commozione quando è stato ricordato uno spettacolo regalato alla città, esattamente quindici anni fa, quale omaggio e segno di solidarietà tangibile verso la popolazione locale colpita dal terremoto che sconvolse le Marche e la vicina Umbria.
Così hanno aperto la loro stagione di prosa, con un’esclusiva regionale di cui è stata protagonista una travolgente Maddalena Crippa, “i Teatri di Sanseverino”. Il botteghino aveva preannunciato già il successo per la fortunatissima rassegna ideata dal direttore artistico Francesco Rapaccioni ma il pubblico della “prima” ha fatto il resto salutando in piedi, sul finale, gli interpreti – insieme alla Crippa la sua band – del recital di musica e poesie portato in scena, anzitutto, da quella che per il teatro è da sempre una diva, avendo interpretato rappresentazioni di grandi maestri della regia come Strehler, Stein e Carsen.
Un pomeriggio spettacolare sulle note di Modugno, Battiato, Fossati, Battisti, De Gregori, Conte, accompagnato dalla poesia di Leopardi e Pasolini. Ad aprire l’ora e mezza vissuta d’un fiato le bellissime parole di Giacomo Leopardi tratte da “All’Italia” mentre la chiusura è stata riserva a “L’italiano” di Toto Cutugno.
Dentro i monologhi sull’onda dell’emozione e della commozione e la Crippa a dare voce alla parola alta di Mariangela Gualtieri ne “Un niente più grande” ed al sempre profetico Pasolini de “La lunga strada di sabbia” ma anche l’attualità del’Italia dei migranti e dei giovani che se ne vanno. La protagonista de “Italia mia Italia” ha fatto venire voglia, seppure per un solo pomeriggio, di sentirsi tutti un pò più italiani.
Nelle foto: alcune immagini dello spettacolo andato in scena al Feronia



