Ancora una volta Bologna commemora Marco Biagi in bicicletta

Ancora una volta Bologna commemora Marco Biagi in bicicletta

Ogni anno la città felsinea torna a commuoversi insieme, seguendo in bicicletta il percorso che Marco Biagi compiva rientrando dall’Università di Modena.


Un tragitto breve, dalla stazione alla propria abitazione, interrotto il 19 marzo 2002 dall’attentato mortale delle Brigate Rosse. Oggi quel percorso diventa un rito collettivo: una pedalata silenziosa che riunisce familiari, amici, istituzioni e cittadini nel ricordo di un giuslavorista che ha segnato il dibattito sul lavoro degli anni Duemila.

Questa commemorazione restituisce la dimensione domestica di quel percorso. Ripercorrerlo significa ridare vita a un gesto semplice, trasformandolo in un simbolo di resistenza civile contro la violenza politica. La pedalata diventa così un modo per riaffermare l’onestà e la verità di un uomo che la città non vuole dimenticare.

Come ogni anno il corteo dei ciclisti arriva nella piccola piazzetta davanti alla casa di Marco Biagi.  Qui i ciclisti depongono fiori nel punto esatto dell’attentato, mentre cittadini, associazioni e istituzioni si raccolgono in un religioso silenzio. L’atmosfera è composta, intensa, segnata da un rispetto che non ha bisogno di parole.

La cerimonia, ideata anni fa da Mario Mattei e oggi portata avanti dal figlio Alberto, intreccia poesia e musica. Cesare Imposimato legge versi dedicati a Marco Biagi, mentre Enrico Traversa, amico fraterno, suona la chitarra e canta brani che diventano un ponte emotivo tra passato e presente, restituendo profondità al ricordo.

Negli interventi, nelle poesie emerge un tema ricorrente: la forza del confronto democratico. Marco Biagi viene ricordato come un uomo capace di affrontare i conflitti sociali con equilibrio e spirito pacifico, lontano da toni esasperati. Un esempio che, nel clima politico attuale, appare ancora più necessario.

Il giuslavorista Marco Biagi ancora oggi è una figura centrale nel dibattito sul lavoro, un martire civile, ucciso per la lungimiranza delle sue idee.  La sua morte non è solo un lutto privato, ma è una lacerazione per la Repubblica italiana, che la città di Bologna vuole continuare a ricordare e a rielaborare.

A distanza di anni, il dolore dei familiari resta vivo mentre la partecipazione dei cittadini indica e conferma che il sacrificio di Marco Biagi non è stato vano. Il figlio Lorenzo quasi sempre presente alla biciclettata racconta quanto sia difficile trovare ogni volta il coraggio di partecipare a questa pedalata, ma anche quanto sia importante trasmettere ai giovani chi fosse suo padre: uno studioso rigoroso, un uomo mite, un padre presente.

Al seguente link, l’edizioni precedenti.