Alzare l’asticella

Alzare l’asticella

Oggi suona ridicolo, ma questo era l’obiettivo del Bologna solo pochi mesi fa.


Alzare l’asticellaUltima gara dello scorso campionato, Bologna-Genoa 0-0, mister Pioli in conferenza stampa annuncia i motivi che l’hanno spinto a prolungare la sua avventura in rossoblu, specificando quale sarà l’obiettivo del prossimo campionato: ”Alzare l’asticella”, sottolineando quale fallimento sarebbe lottare ancora per la salvezza fino alle ultime giornate.

Lo sventurato rispose (direbbe Manzoni) senza sapere – ma potendo intuire – che dà lì a poco la sua squadra sarebbe stata privata, nell’ordine, di Gilardino, Perez, Taider, con el Ruso che tornerà in extremis saltando per l’ennesima volta la preparazione estiva. E i risultati sono visibili ad occhio nudo. Ecco che le prime giornate di campionato fanno subito cambiare idea al mister dei 51 punti, che a breve tornerà sui suoi passi ammettendo che l’unico obiettivo rossoblu è avere almeno 3 squadre dietro a fine campionato. La magica emozione della salvezza.

In realtà, pur nella mediocrità di una rosa indiscutibilmente scarsa, un modo per “alzare l’asticella” ci sarebbe pure, si ripresenta puntuale ogni anno ed è comunemente denominato Coppa Italia. I 1300 tifosi che in una gelida serata di metà gennaio seguirono la squadra fino a S. Siro dimostrano come per il pubblico bolognese questa manifestazione non sia una mera occasione per provare qualche giovane, bensì un’opportunità per sperare in qualcosa di più dei soliti 40 punti.

L’anno scorso la semifinale sfuggì per un nulla, un’uscita errata di Agliardi dopo 120’ minuti durante i quali gli ospiti avevano messo sotto l’Inter di Stramaccioni. Vero è che a quella gara si era pervenuti quasi per caso: il Bologna fitto di giovani e riserve che batte al San Paolo il Napoli titolare, e col dente avvelenato per quanto successo qualche giorno prima.

L’eliminazione contro l’Inter bruciava, brucia ancora per il modo in cui è avvenuta, perché dimostra che basterebbe veramente poco per togliersi qualche soddisfazione, ma soprattutto poiché illuse tutti che l’anno successivo sarebbe stato diverso, la prossima Coppa Italia sarebbe stata onorata seriamente col tentativo reale di andare più avanti possibile. E il calendario era stato benigno: prima Siena, poi Catania, partite abbordabili.

Tuttavia, come di consueto, il Bologna si presenta con 10 riserve (più Sørensen, squalificato in campionato) e regala l’ennesima figuraccia: Bologna.-Siena 1-2, la Coppa Italia finisce qui. Dispiace. Anche per quei pochi baby-talenti (l’emblema è Uros Radakovic, definito da tutti un ottimo prospetto) relegati in tribuna e rispolverati per una partita all’anno. E ora al Dall’Ara arriva la Juventus prima in classifica: visto che i titolari hanno riposato, è lecito attendersi una grande prestazione. E se così non fosse? Ci riproviamo l’anno prossimo.

Foto: http://www.lapresse.it