Un villaggio operativo nasce nel cuore del Cadore per sostenere l’organizzazione dei Giochi invernali.
Dall’inizio di febbraio, il Campeggio di Corte delle Dolomiti ospita quasi duecento Alpini impegnati nel servizio d’ordine volontario per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La struttura, nata negli anni ’60 da un’idea di Enrico Mattei come luogo di vacanza per i figli dei dipendenti ENI, comprende 44 tende fisse da sei posti e capanne in legno e cemento a 1.400 metri di quota, perfettamente immerse nel bosco ai piedi dell’Antelao.
Tradizionalmente attivo solo d’estate e privo di impianti di riscaldamento o infrastrutture per l’uso invernale, il campeggio è stato per vent’anni concesso gratuitamente a parrocchie ed enti del terzo settore per campi estivi e attività culturali. Nonostante queste limitazioni, gli Alpini dell’Esercito e dell’Associazione Nazionale Alpini lo hanno scelto per la sua posizione strategica: Cortina d’Ampezzo è raggiungibile in appena quindici minuti.
In pochi giorni, affrontando nevicate abbondanti e condizioni meteo complesse, gli Alpini hanno trasformato l’area nel nuovo Villaggio Alpino, esempio concreto del loro spirito di servizio, della competenza in ambiente montano e della capacità di intervento rapido. Da qui i volontari si muovono quotidianamente verso le diverse venue olimpiche, dove resteranno operativi fino al 15 marzo.
Il Villaggio è stato inaugurato il 6 febbraio con una Messa di benedizione celebrata dal cappellano militare della Scuola Alpina di Aosta, don Fabio Zanin, nella Chiesa Nostra Signora di Cadore, progettata da Edoardo Gellner con la collaborazione di Carlo Scarpa e considerata il cuore spirituale di Corte delle Dolomiti.
Grazie all’intervento degli Alpini, il campeggio torna così a essere, anche in inverno, un luogo di accoglienza e solidarietà, capace di incarnare valori come assistenza, altruismo, determinazione e collaborazione.



