Questo ciclo di composizioni ascoltato a Venezia prevede una struttura compositiva originale e innovativa che permettere ai suoni di creare delle immagini.
La ricerca del 57° Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia, diretta da Ivan Fedele e terminata lo scorso 13 ottobre, si è concentrata principalmente su due aspetti. Innanzitutto la volontà del Direttore di proporre produzione musicali contemporanee che utilizzino il suono e la voce con finalità diverse da quelle dell’utilità pratica immediata. L’armonia prodotta da una serie di strumenti o da uno solo deve fornire a chi ascolta una nuovo punto di vista per comprendere la musica di oggi e proiettarla nel futuro.
A questo aspetto Fedele ne associa un altro ossia concedere l’adeguato spazio a giovani compositori internazionali, al momento trentenni, così da intendere la Biennale Musica 2013 come il manifesto di una nuova vitalità musicale. A queste direttrici di ricerca ha risposto adeguatamente il ciclo di composizioni denominato “Alla Breve” create all’interno del format musicale prodotto da Radio France, che lo scorso 10 ottobre ha visto susseguirsi sul palco del Teatro Piccolo Arsenale di Venezia nove esecutori tra i membri dell’ensamble “L’Instant donné”: Cèdric Jullion al flauto, Matthieu Steffanus al clarinetto, Saori Furukawa al violino , Elsa Balas alla viola, Nicolas Carpentier al violoncello, Croline Cren al pianoforte , Esther Davoust all’arpa e Maxime Echardour alle percussioni.
“Alla Breve”, quindi, sono composizioni che Radio France commissiona a giovani autori della durata di circa dieci minuti per organici che propongono dal semplice solista alla grande orchestra. Le creazioni devono essere musicalmente suddivise in cinque parti di due minuti ciascuna, in modo tale che il pubblico abbia la possibilità di ascoltare in radio un assaggio del componimento, per poi il sesto giorno sentirne uno per intero.
Fedele tra le composizioni “brevi” prodotte ha selezionato cinque partiture che meglio di altre rispondono ai criteri di analisi proposti dalla Biennale di Musica 2013. Rondo di Raphaèle Biston, Der Spiegel im Spiegel di Ryo Dainobu, Pulse di Pasquale Corrado, Tre case di Eric Maestri e Il regno dell’acqua di Zad Moultaka.
Tali partiture sono state scritte senza l’utilizzo della voce, per cui la loro ricerca si concentra sulla novità sonora che emerge dalla struttura compositiva. La particolarità di ognuna di queste, infatti, è insita nei frammenti di suoni che si ripropongono nello stesso brano in un’apparente anarchia musicale. Tali brevi segni, infatti, realizzati con precisione assoluta da parte dei musicisti de “L’Instant donné”, spezzettano il tessuto compositivo in frequenti e scanditi segnali sonori che insieme creano l’armonia.
Ne “Il regno dell’acqua”del 2013, ad esempio, chi ascolta sente ripetersi, in maniera apparentemente meccanica, i suoni delle percussioni che permettono di visualizzare l’acqua che si infrange; allo stesso modo il clarinetto definisce la brillantezza e il luccichio dell’acqua con decisi e continui accenti. In “Pulse” ogni strumento emette un suono ripetuto e costante, in un climax ascendente di intensità in modo tale da creare un contesto musicale in cui l’ansia e il palpitere siano tangibili.
In “Tre case”, invece, la brevità dei segni musicali ripetuti e sviluppati nel corso della composizione serve per creare l’immagine di tre case in cui l’occhio dell’uomo, a seconda della velocità di esecuzione dei frammenti sonori, focalizza l’immagine di una e poi dell’altra. In questo modo il tempo complessivo dell’esecuzione, scandito dal pianoforte, apparentemente dura 10 minuti, ma in realtà è percepito più dilatato in quanto il pubblico è catturato da ciò che riesce ad immaginare attraverso la musica.
Non più, dunque, solo l’armonia crea la narrazione, ma anche la ripetizione. Ciò accade, perché, questa non è mai schematica o banale, ma sempre originale; ogni due minuti ossia quando si ripete la composizione, questa si ascolta arricchita di un suono nuovo, diverso, capace di ampliare di particolari l’immagine creata mentalmente da chi ascolta. Una tale struttura compositiva conferisce un dinamismo musicale vitale per chi crea e per chi ascolta.



