Un percorso immersivo racconta l’evoluzione del quotidiano attraverso immagini, memorie e innovazione editoriale.
Il Resto del Carlino celebra i suoi 140 anni trasformandosi in una grande installazione che svela, passo dopo passo, come nasce un quotidiano. A Palazzo de’ Toschi, a Bologna, prende forma 140 – Occhi sulla Storia, una mostra-evento a ingresso gratuito aperta dal 19 dicembre al 14 gennaio, pensata per far rivivere oltre un secolo di informazione attraverso un percorso immersivo ispirato alle rotative e al processo produttivo del giornale.
L’esposizione ripercorre la storia del Carlino e, con essa, quella di una comunità e di un Paese intero. Non solo memoria, ma identità: un viaggio che restituisce lo spirito di un’avventura editoriale iniziata nel 1885 e capace di rinnovarsi senza perdere il proprio carattere. Perché un quotidiano vive nelle persone che lo scrivono, lo leggono e lo mettono alla prova ogni giorno, nei territori che racconta e nelle trasformazioni che attraversa.
Tra foto d’archivio, prime pagine storiche, articoli e testimonianze, il visitatore attraversa i grandi snodi della storia contemporanea: guerre, ricostruzioni, rivoluzioni culturali, scoperte scientifiche, tragedie e rinascite. Un racconto che intreccia volti, epoche e responsabilità del mestiere di informare.
L’allestimento, costruito con materiali sostenibili e pensato come metafora fisica del processo di stampa, guida il pubblico lungo una linea del tempo visiva. Grandi teli sospesi evocano i rotoli di carta delle rotative, mentre un tunnel esperienziale richiama la potenza delle macchine tipografiche. Nella sala multimediale, una bobina scenografica diventa schermo per un racconto visivo che attraversa 140 anni di titoli, immagini e voci.
«Rigorosità, coraggio e passione restano valori indispensabili nell’era della velocità digitale», sottolinea Agnese Pini, direttrice di QN. Un’eredità che guarda al futuro, come ricorda l’editore Andrea Riffeser Monti: «Un giornale che ha attraversato un secolo e mezzo di cambiamenti ha ancora molto da raccontare».
La mostra è un omaggio alla storia, ma soprattutto un invito a riflettere sul ruolo civile dell’informazione e sul legame tra un quotidiano e i suoi lettori, ieri come oggi.



