Scuole di liuteria

Scuole di liuteria
9 marzo 2019

Il commercio di strumenti musicali ad arco in Italia.


Quando si parla  di liuteria viene spontaneo pensare subito  a Stradivari e ai grandi della liuteria classica  da Andrea e Nicola Amati  a Guarneri del Gesù,  a Bergonzi, ai Ruggeri, ai vari membri della famiglia Guarneri  ecc. ecc  e a  Cremona anche se nell’ottocento  proprio Cremona in particolare non aveva più alcun ruolo importante ed  anche la liuteria italiana  aveva “ lasciato il passo “ ad altre nazioni. Si deve solo a  Giuseppe Fiorini e a Simone Fernando Sacconi se il metodo classico stradivariano è tornato ad affermarsi di nuovo e la liuteria italiana ha potuto  tornare a primeggiare nel mondo. Ma veniamo ai giorni nostri.

 

I dati della Disma parlano per il 2017 stimano  una vendita di circa 60 mila strumenti ad arco. Un dato che evidenzia la scarsa propensione degli italiani alla musica e la scarsa attenzione statale e governativa  A  mio avviso però  sono sicuramente un po’ di più ( mi riferisco ovviamente al  sommerso ) e se si considera che già più di 10 anni fa uno studio della CCIAA di Cremona stimava solo nella città di Cremona  una produzione di circa  1500 opere tra violini viole e violoncelli ( e parliamo di opere di qualità ).
 

Per quanto riguarda le chitarre sempre  Disma  per il 2017  segnala la vendita di 58 mila chitarre acustiche e 16 mila  chitarre elettriche. È ovvio che in questi dati sono compresi per gli  strumenti  ad archi  tutti i tipi di prodotti, quindi anche i violini cinesi  venduti a 50/100 euro compresi arco e custodia.

 

Se parliamo di strumenti di  “qualità “  ( lo scrivo con  le  virgolette perché non  evito di sottolineare il fenomeno dei violini in bianco che arrivano dall’Europa dell’est –  Romania e Bulgaria – e dalla Cina  che sono poi rielaborati e verniciati  – fenomeno che pare possa coinvolgere anche alcuni liutai di una certa importanza ) la produzione a Cremona già anni fa’ veniva stimata in più di 1000 violini anno ( 250 violoncelli e altrettante viole e circa 500 violini  cui vanno aggiungi contrabbassi, gli archetti  e alcuni  strumenti particolari come liuti, viole d’amore,  viole da gamba ecc ecc prodotti nelle circa 180  botteghe in più che vantavano circa  200 addetti.

 

Solo quello studio evidenziava anche la presenza di 21 liutai che professavano il mestiere e lo  pubblicizzavano su internet, senza essere professionisti ed essere  iscritti alla CCIAA e aggiungeva una stima da 50 a 100  ( ma io penso più di 100 )   allievi diplomati o iscritti alla scuola  di liuteria che costruivano strumenti ad arco.

 

In città esistevano sempre secondo quello studio, ed ora sono poco di più,  circa  180 botteghe aperte per il 76 per cento da diplomati della Scuola di Liuteria di Cremona, per il 16 per cento da  diplomati da altre scuole italiane o straniere o che avevano frequentato corsi regionali e per l’8 per cento da  autodidatta o da  liutai formatisi in  bottega.

 

Voglio  sottolineare che il 65 per cento dei  1100 diplomati ( e più ) della Scuola  sono  stranieri e  provenienti da oltre  50 nazioni di tutti i continenti, che un buon numero di  titolari di botteghe aperte a  Cremona non sono italiani, anzi  un buon numero  anche “extra comunitari”  e  che pur tuttavia godono di agevolazioni comunali, regionali, distrettuali, consortili in considerazione del fatto che Cremona considera la liuteria  ( che è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco )  fondamentale  per il suo sviluppo turistico e commerciale.


LE SCUOLE DI LIUTERIA IN ITALIA

In Italia le scuole di liuteria sono numerose ma hanno caratteristiche e organizzazione molto diverse. La prima scuola di liuteria in Italia in tutti i sensi :  prima a nascere prima a primeggiare è la Scuola Internazionale di liuteria di Cremona, ora anche liceo artistico e  liceo Musicale,  istituto di Istruzione Superiore Antonio Stradivari. La scuola internazionale di liuteria  – ora una sezione della Scuola – è nata ottant’anni fa e voluta da Farinacci il ras di Cremona.

 

Il 17 ottobre 1928 fu inaugurata  ( era stata  istituita con Regio decreto un mese prima il  24 settembre )  una scuola che tanti cremonesi e non cremonesi avevano cercato di realizzare in particolare  l’industriale di pianoforti Pietro Anelli, il liutaio Aristide Cavalli e suo figlio Lelio fisico acustico, il direttore della biblioteca governativa della città  Illemo Camelli  e il cav maestro Giuseppe Fiorini che nel 1930,  quindi otto anni prima che fosse istituita,  aveva regalato alla città i cimeli stradivariani.

 

Farinacci aveva voluto ritardare   la nascita della scuola per cercare di risalire la china, essendo stato  relegato dal Duce nella sua città,  proprio per legarla alle grandiose manifestazioni che portarono a Cremona il re, Mussolini, tutti i gerarchi e migliaia  di visitatori da tutto il mondo oltre a 137 strumenti classici  ( Stradivari, Amati, Guarneri ).

 

Comunque la scuola non fu realizzata come Giuseppe Fiorini e  Simone Fernando Sacconi avrebbero voluto e cioè  una scuola per liutai non ingabbiata in ferree regole scolastiche. Ci furono per tanti anni molti problemi in particolare all’inizio per la guerra ma anche successivamente per carenze di insegnamento e poi, sino agli anni 60 /70, per  la  mancanza di  sviluppi commerciali.

 

Grazie poi ad una nuova politica scolastica  e alla presenza di  docenti della scuola milanese  Ornati, Garimberti, Bisiach, all’acquisto  di strumentazioni moderne ,  e da parte degli enti pubblici ( EPT e Comune)  all’acquisto di strumenti dei classici di grande valore come “il Cremonese 1715”   e, senza falsa modestia, grazie anche al mio libro sui quarant’anni della scuola che ebbe un grande successo in  tutto il mondo,  si registrò un notevole sviluppo   di iscrizioni costringendo addirittura anche al numero chiuso. Ai giorni nostri abbiamo migliaia di  diplomati di tutti i continenti  e la presenza a Cremona di oltre 200 botteghe con  maestri di una ventina di paesi.

 

Non insisto sulla assurdità di un corso in pratica triennale ( perché molti degli iscritti  vengono ammessi al terzo anno)   e  che si conclude con un esame di maturità professionale  quando gli  allievi specie stranieri sono quasi tutti laureati nei loro  paesi  e sul numero di ore settimanali dedicate alla liuteria  ( Costruzione. Restauro. Disegno. Fisica. Chimica delle vernici Verniciatura) molto ridotto:

 

Grazie a iniziative varie, al clima che si vive nella città, alla possibilità di scambi di esperienze, al museo del violino, alle mostre,  ai concorsi della triennale degli Strumenti ad arco , ai concerti, ecc ecc molti studenti e giovani liutai diplomati nella Scuola  hanno notevoli possibilità di formazione e poi di affermazione  anche grazie ai consorzi, agli aiuti comunali, regionali ecc:

 

Cremona quindi è un mondo a parte e rappresenta la concentrazione della liuteria patrimonio Unesco e di attività liutarie  anche se manca clamorosamente in molti casi un controllo sulla produzione a scapito di tutti. In città  c’è anche una scuola privata che ha il  riconoscimento regionale l’Accademia Cremonensis   in cui si insegna anche la costruzione degli archetti.

 

A Cremona  è possibile trovare strumenti ad arco e anche  a corda di ogni quotazione  Dai grandissimi strumenti per validità e costo come quelli di Morassi e  Bissolotti scomparsi di recentei ai “grandi” attuali Conia, Scolari, Pistoni,  Lazzari, Villa Morassi Simeone, Ive ( viole d’amore),  Nolli ( contrabbassi) , solo per citarne alcuni perché dovrei dilungarmi troppo,   quindi strumenti in vendita al Consorzio oltre che in tutte le botteghe.

 

Alcuni  liutai hanno prenotazioni per anni in quanto costruendo i violini artigianalmente  hanno una produzione limitata di 5/8 strumenti l’anno come dovrebbe essere correttamente. Ci sono anche negozi commerciali  che vendono  strumenti di fabbrica con una buona messa a punto e nel contempo anche strumenti artigianali  Sii possono trovare anche archetti, attrezzi, accessori, componenti delle vernici,  legname, libri possono essere fatte  fotografie eseguite   expertise, radiografie si possono acquistare strumenti  particolari quali liuti, viole da gamba, viole d’amore.

 

Per restare in Lombardia famosa la Scuola Civica di Milano, nata 40 anni fa,  indirizzata su basi di studio approfondito con ottimi risultati anche nel restauro e nella conservazione  degli strumenti anche se ultimamente è stata costretta a modifiche di organici causa una vertenza sindacale. Da sottolineare che vi hanno insegnato liutai importanti come Scrollavezza, Primon Cavallazzi ecc.

 

EMILIA

Parma o meglio Noceto in  Emilia  è un altro centro di formazione con tradizioni notevoli grazie a Renato Scrollavezza,  a sua figlia Elisa e al maestro  Zanré  che forma ogni anno un certo numero di allievi  specie stranieri  che per lo più,  almeno sino ad ora,  rientrano poi nei loro paesi  E’ comunque una scuola che ha 43 anni  e quindi la più longeva dopo Cremona.

 

A Parma  città c’è  anche la  “bottega di Parma”  scuola privata cui si rivolgono un certo numero di allievi. Corsi che potremmo definire amatoriali e di scarsa rilevanza quelli che si tengono invece  a Pieve di Cento anche se di antica tradizione  Anche questa scuola ha  40 anni ed è legata a Luigi Mozzani, che era definito  lo Stradivari della chitarra che conta  in particolare di un  museo a lui dedicato.

 

PIEMONTE VENETO TRENTINO

In Piemonte vi è una scuola a Torino l’Accademia di Liuteria Piemontese Sanfilippo  con corsi biennali. Esistono  dei corsi di restauro importanti a Biella  organizzati presso l’Accademia Perosi che hanno ottenuto grande notorietà grazie al m°  Carlos Arcieri.

 

In Trentino con il maestro Luca  Primon recentemente scomparso ed ora sostituito dalla moglie e a Rovereto grazie al prof  Tiella vi sono presenze  liutarie di una certa importanza così come a Padova  il m° Lanaro ha tenuto dei corsi liutari per vari anni.

 

TOSCANA

Di recente ha preso uno spazio interessante  la liuteria Toscana legata alla scuola  Ferroni  diretta dal m°  Fabio Chiari e dal m° Francesco Algeri a Sesto Fiorentino che specie  dal punto di vista  commerciale registra grande interesse.

 

LAZIO

Roma con la sua scuola del Conservatorio di Santa Cecilia con il m° Mauro Fabretti   e con l’Accademia romana di liuteria del m° Pier Luigi Panfili cercano  un suo spazio sempre maggiore.

 

Sempre nel Lazio  hanno vita altre due scuole : una di buona rilevanza a Sermoneta  ( Latina) in cui insegna Pietro Melia e ove ci si dedica anche alla costruzione di liuti e arciliuti l’altra a Latina organizzata da una associazione di promozione sociale  “I Giovani Filarmonici Pontini” in cui si svolge  una formazione liutaria  triennale.

 

Creata nel 1978  dal m° Guerriero  Spataffi e quindi anch’essa ha quarant’anni la scuola di Gubbio in Umbria ha una tradizione negli strumenti ad arco ma anche nella chitarra e negli archi.

 

CAMPANIA CALABRIA

Simile a questo  il corso organizzato nella  Casa delle arti  e dei mestieri via della Misericordia a Napoli. Da ultimo stiamo assistendo ad una possibilità dopo il fallimento  di Bisignano per la incapacità a Rende pare che la regione Calabria   intenda organizzare un centro di alta specializzazione. Come Anlai collaboreremo con la massima serietà ma anche con grande attenzione e spirito critico.

 

Dopo questa panoramica generale voglio sottolineare con alcuni nomi come la liuteria dal punto di vista commerciale spesso si sviluppa grazie a personaggi che si sono creati la loro  fama nel tempo e con le loro opere  Cito   ad esempio  i maestri Guicciardi a Spilamberto e  Regazzi a Bologna per fare due nomi così  come in ogni regione ci sono botteghe e liutai conosciuti con una loro clientela affezionata e con musicisti che avendo sentito parlare di loro o visto loro strumenti  attratti dalla bellezza, forza, personalità acustica o in alcuni casi dalla  convenienza economica li vanno a trovare per  provare i loro strumenti e con la volontà di  acquistarli.

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