Festival di Sanremo 2018, la tela bianca si tinge di musica

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Festival di Sanremo 2018, la tela bianca si tinge di musica
7 febbraio 2018

Promesse mantenute, musica, allegria, immaginazione e una regia da dieci e lode. Ecco il resoconto della prima serata.


Sebbene non si possa dire che tutto ormai è in discesa, possiamo però tirare un sospiro di sollievo. Il Festival di Sanremo 2018 parte con il piede giusto. La prima serata è stata vista in media da 11.603.000 spettatori con il 52,1% di share.

Nel dettaglio: prima parte 51,4%, 13.776.000 spettatori; seconda parte share 55,4%, 624.000 spettatori.

Numeri alti, altissimi, non se ne vedevano di così alti dal 2013 con il primo Sanremo della coppia Fazio-Littizzetto. Un festival che un po’ lo ricorda. Poca spettacolarizzazione, tante canzoni e un ritmo impeccabile. Baglioni, almeno per ora ha mantenuto la sua promessa di riportare la musica sul palco dell’Ariston. Cosa che dovrebbe essere naturale, ma che nelle ultime edizioni si era persa dietro manie di protagonismo esagerate.

Una scenografia spettacolare, una tela bianca che si colora in modo diverso per ciascun cantante in gara. Un Duccio Dorzano che regala vere e proprie perle al pubblico. Un racconto nel racconto, una regia pulita, forte, ma allo stesso tempo delicata e rispettosa dell’anima di ogni canzone.

Baglioni c’è, ma non si vede. Entra qualche volta come spalla di Favino e Hunziker, canta con gli ospiti. Si diverte stuzzicando i suoi compagni di avventura. Un Baglioni anche divertente a tratti.

Michelle a suo agio su un palco che ha calcato per la prima volta undici anni fa, ma che sembra calzarle ancora a pennello. Sorpresa delle sorprese Favino, ironico, divertente giocherellone poliedrico. La macchietta del gruppo.

Mattatore della serata, inutile a dirlo, Fiorello che entra in scena più volte divertendo il pubblico, ma anche cantando. Sì perché cantare è la parola d’ordine di questo Festival, anche a mezzanotte quando arriva Gianni Morandi e il pubblico dell’Ariston, mai visto così vivo, gli regala una standing ovation dopo l’interpretazione di “Se non avessi più te”.

Insomma, il festival di Sanremo 2018, allo stato attuale, è in netta discontinuità con il passato. Il calderone nel quale veniva buttato dentro di tutto con la speranza di acchiappare i gusti di tutti è stato messo in cantina. Al suo posto un Festival pensato con tanta musica, allegria, voglia di fare e sperimentare.

Ci sono altre quattro serate, la tela bianca è ancora in parte da dipingere, i pittori giusti li abbiamo.

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