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Il suo romanzo, “Così Vicini” uscirà il prossimo 6 agosto, ma è già un piccolo fenomeno letterario. Io l’ho incontrata per “Il Titolo” e ho fatto quattro chiacchiere con lei.


A tu per tu con Arianna CesanaLa vita per gli scrittori non sempre è semplice, soprattutto se si è degli esordienti. Lo sa molto bene Arianna Cesana una giovanissima studentessa monzese, già laureata in lettere moderne presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi in letteratura latina e oggi iscritta ad una laurea magistrale in filologia moderna. Arianna non è solo una studentessa universitaria, ma anche una scrittrice. Il suo romanzo, dal titolo “Così vicini”, che uscirà in libreria il prossimo 6 agosto, nonostante sia un esordio, in realtà, è già un fenomeno letterario sul web. “Così vicini” racconta la storia di due ragazzi. Dario da una parte, che vive a Firenze ed Emma che invece vive a Milano. Le loro storie sono molto simili: famiglie spezzate, solitudine, violenze fisiche e psicologiche subite per mano dei coetanei. Dal loro incontro nasce un’intensa storia d’amore che permetterà ai due ragazzi di scoprire i dolorosi segreti del loro passato e di superare insieme la paura della vita. Una storia complessa, forte ed avvincente. Qualche giorno fa ho raccolto le parole proprio dell’autrice di questo piccolo grande fenomeno letterario, così che i lettori possano conoscere meglio questa giovane, ma promettentissima autrice.


Quando ha iniziato a scrivere?

Ho iniziato durante il primo anno di università. Prima di quel momento ho letto moltissimi libri e, diciamo, mi sono creata un solido background culturale su cui potermi muovere. Penso che sia assolutamente importante conoscere chi sia venuto prima di noi per poter proseguire, ovviamente vale in ogni campo, ma in letteratura ancor di più.


Scrittrice agli esordi, giovane studentessa, ha trovato difficoltà nel far affermare la sua voce, o meglio la sua penna, nel mondo dell’editoria?

Quando ho scritto non ho assolutamente pensato al mercato editoriale, ma a soddisfare me stessa e la mia libido narrandi. Devo dire che sono stata fortunata a trovare un editore come Leone Editore che ha creduto subito in me, senza impormi nessuna modifica della trama e rispettando la mia creatività. Quello a cui ora aspiro è che il pubblico possa conoscere la mia storia. Sono molto aperta ad un confronto con i miei futuri lettori, a leggere le loro recensioni e commenti, purché costruttivi.


Le va di raccontarci com’è nata l’idea del suo romanzo “Così vicini”?

Non ho mai aperto il computer per impormi di scrivere nemmeno una singola riga (e non lo farò mai!). La mia storia è nataA tu per tu con Arianna Cesana dentro di me giorno dopo giorno. In svariati momenti della mia quotidianità creavo un piccolo dettaglio, un personaggio o un episodio poi, magari, lo cancellavo, lo riplasmavo o lo modificavo. Ad un certo punto la mia storia ha preso forma e ho sentito l’esigenza di scriverla. Ho dovuto interromperla a causa della ripresa dell’anno universitario ma, a distanza di qualche mese, ho ripreso a scriverla perché non ne potevo fare a meno. Ormai era diventata parte di me. In quel periodo non mi sono confrontata con nessuno in merito, l’ho tenuto nascosto dentro di me: era il mio piccolo grande segreto.


Le tematiche trattate sono particolarmente serie: famiglie spezzate, violenze fisiche e psicologiche, per citarne alcune. È stato difficile raccontare questa storia?

Sì, molto. C’è stato, in particolare, un capitolo che si è rivelato abbastanza complesso (sarà facile da identificare per coloro che vorranno leggermi). Ci tengo a sottolineare che il libro, seppur presenti delle parte drammatiche, non è “pesante” o, peggio ancora “noioso”. Semplicemente fa riflettere e divertire allo stesso tempo.

Agli scrittori si chiede spesso se nei loro romanzi ci sia qualcosa di autobiografico, la stessa domanda la faccio a lei.
Sì, lo immagino; c’è sempre la tendenza a pensare che ci siano riferimenti autobiografici. Il mio libro, però, è unicamente frutto di fantasia nel bene e nel male.


Crede che l’editoria oggi riesca a dare una mano ai giovani esordienti?

Ci ho pensato molto, e credo di non avere una risposta univoca. Penso che dipenda da che tipo di casa editrice si prenda in considerazione e sotto che profilo. Se parliamo dei grandi colossi, apparentemente verrebbe da dire di no, però, riflettendoci, i loro cataloghi sono pieni di opere di autori molto giovani, solo che, la maggior parte, è straniera. Forse è questo il “problema”, ma non dipende unicamente dalle case editrici. Il pubblico è attratto dai libri delle autrici/ autori stranieri, specie anglosassoni, e tende a percepire gli autori italiani come qualcosa di obsoleto e noioso (che il tutto sia influenzato dalla modalità con cui viene presentata la letteratura italiana a scuola?). Se parliamo, invece, di piccoli e medi editori allora direi di sì; anzi spesso lanciano quelli che poi diventano le firme più celebri delle grandi case editrici. È una questione di punti di vista, insomma.


Che tipo di lettrice è? Che cosa le piace? È tradizionalista oppure si è lasciata corrompere anche lei dal libro digitale?
Sono una lettrice appassionata e passionale; leggo con il cuore e con la mente, cerco di comprendere la storia, di collegarla ad altre e di analizzarla al meglio. Soprattutto, però, mi assaporo ogni riga del libro, specie se mi piace. Mi affascinano i romanzi introspettivi, incentrati su poche figure, ma ben analizzate. Amo le storie che analizzano appieno un certo personaggio, che raccontino la sua storia, quasi dall’inizio dalla fine, e che si tengano alla larga da uno stile di scrittura manualistico. Sto parlando di autori come Svevo, Flaubert, Joyce, H. James, se vogliamo stare sul classico. Ancora l’e-book non mi ha corrotta, perché mi trovo meglio sulla carta. So, però, che il futuro sarà improntato verso il libro digitale; c’è poco da fare. Questo non implica che il cartaceo morirà; si ridurrà ad essere un prodotto di nicchia per pochi nostalgici.


I giovani d’oggi leggono molto poco e scrivono ancora meno, secondo lei cosa bisognerebbe fare affinché li si possa far riavvicinare ai buoni libri?

Qui sarebbe troppo facile rispondere che è colpa della scuola, di internet, della tv ecc…in realtà credo che non ci siano colpe né ricette da prescrivere per poter aumentare il pubblico di lettori.  Ho avuto modo di comprendere che gli adolescenti sono molto attratti dai libri che parlano di loro alle estreme conseguenze. Vivendo un’età particolarmente vulnerabile, fatta di amore e odio elevati all’ennesima potenza, hanno bisogno di un romanzo che amplifichi la loro voce e in cui riconoscersi. Se pensiamo a “Colpa delle stelle”, “Twilight” e, per tornare alla nostra generazione, “Tre metri sopra il cielo”, altro non sono se non storie che fanno sognare, piangere, emozionare senza remore. Sono l’esplicazione di sensazioni nude e crude, e non possono che coinvolgerli. È ovvio che si sentano più vicini a questo tipo di lettura piuttosto che ai classici o ad altro. Bisognerebbe solo fargli capire che non sempre i grandi autori sono così “Fuori dal mondo” come credono. E qui sì che deve intervenire la scuola.


Vorrebbe, invece, dare qualche consiglio a tutti quei giovani che vorrebbero intraprendere la sua stessa strada?

Non credo di essere così esperta per dare consigli. Posso solo raccontare la mia esperienza e lasciare che gli altri ne traggano le opportune conclusioni. Io ho sempre seguito la mia passione, dalla scelta dell’università ai miei hobby. Non so se il mio coraggio e la mia determinazioni verranno ripagati, però avrei vissuto una vita di rimpianti se non avessi seguito la mia strada.


Lei è molto giovane, che cosa vorrebbe fare da grande?

Questa è la domanda che ho sempre temuto meno, perché le mie idee a riguardo sono molto chiare. Vorrei diventare un’insegnante di latino e italiano al liceo. Non è facile; ma cosa lo è?


Ha dei progetti futuri? Sta già pensando a qualche altro libro da scrivere?

Sì, sì. Progetti ci sono…magari anche concretizzati… chi lo sa. :)


Le idee di Arianna sono ben chiare nella sua mente, utopia o no, luogo comune o meno, è sempre più raro trovare persone come lei. Auguriamo al suo romanzo ogni bene possibile e che sia il primo di una lunga serie. Così come confidiamo che la grinta di Arianna, sia da stimolo per tanti altri giovani che sognano di veder pubblicato il loro romanzo. “Così Vicini” sarà in libreria dal prossimo 6 agosto. Buona lettura a tutti e In bocca al lupo ad Arianna.

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