Lino Guanciale, il successo di un uomo perbene

Lino Guanciale, il successo di un uomo perbene
26 ottobre 2018

Non dirlo al mio capo, L’allieva, La porta rossa sono solo alcune delle fiction che hanno visto, vedono e vedranno Lino Guanciale come protagonista assoluto ed indiscusso.


Lui, attore di cinema, teatro (moltissimo) e televisione, ha iniziato a farsi largo nel piccolo schermo solo otto anni fa. Uno dei primi personaggi ricordati è quello di Ruggero Benedetti Valentini, ruolo minore in Una grande famiglia, da lì in poi solo successi e parti da protagonista come Guido Corsi in Che dio ci aiuti che ha interpretato per due intere stagioni e qualche cameo successivamente.

 

Oppure come non ricordare il Conte Fossà ne La dama velata, fino ad arrivare ad Enrico Vinci, il temutissimo CC e il commissario fantasma Cagliostro.

Gli ultimi personaggi di Guanciale sono pressoché maschi alfa, un po’ burberi e molto cinici, basti pensare all’avvocato Vinci che pensa solo al lavoro e a come non “scottarsi” due volte consecutive nei rapporti, o al medico legale Conforti che sembra essere repellente alle relazioni stabili, o quanto meno ufficiali.

 

Ruoli affascinanti, da bel tenebroso, ma anche molto lontani dal suo carattere. Riservato, a tratti la percezione è di una punta di timidezza, stacanovista con circa 15 mesi di set ininterrotti, più vari spettacoli teatrali, letture ed incontri. Qualsiasi altra persona al suo posto non avrebbe retto questi ritmi. E invece lui no. Si considera un privilegiato perché può fare il lavoro che davvero lo appassiona e ha ragione. Talmente tanta ragione che gli si può perdonare anche la decisione di non andare mai oltre due stagioni televisive di uno stesso progetto, a meno che la sceneggiatura non dia un vero motivo per continuare. Dimostrazione che Guanciale non accetta tutto indistintamente, lavora solo a ciò in cui crede e fa bene perché solo così è possibile raggiungere risultati eccellenti. Ragioniamo: se nemmeno il protagonista di una serie televisiva credesse in ciò che sta facendo, come potrebbe avere successo?

 

Il pubblico lo ama anche per questo. Per la sua coerenza, per il suo essere un uomo perbene e senza grilli per la testa. Una persona gentile e affabile che riconosce il suo successo, ma che non vedrete mai vantarsene in modo spudorato.

Gli anni all’accademia di arte drammatica di Roma gli hanno permesso di diventare ciò che è, di interpretare scene e ruoli che arrivano direttamente alla bocca dello stomaco e ti fanno esclamare “Wow, questo sì che è un attore”.

 

Il più recente dei suoi successi, solo in ordine di tempo perché tutto ciò che fa è applaudito, è la seconda stagione de l’Allieva accanto ad Alessandra Mastronardi. Il suo CC, al secolo Claudio Conforti, è amato e osannato nonostante non sia il ritratto dell’uomo perfetto o chissà forse lo è proprio perché imperfetto. Un personaggio che esce dalla penna di Alessia Gazzola la quale ha dato vita, con i suoi romanzi, ad una saga italiana degna di Kay Scarpetta.

 

CC: maschio alfa per eccellenza, repellente alle relazioni, ma che in questa stagione ci stupirà. Conforti scopre che cosa vuol dire tenere a qualcuno, amarlo davvero ed essere geloso. Un’evoluzione del personaggio che ha fatto sì che il pubblico si innamorasse ancora di più di lui e a giudicare da quei più di cinque milioni di persone che hanno guardato la prima puntata, ancora una volta Guanciale ha fatto centro.

 

Nel 2019 andrà in onda anche la seconda stagione de La porta rossa, un progetto innovativo che ha subito conquistato tutti, dopodiché una lunga pausa dal piccolo schermo. Queste sono state le parole di Guanciale. Ancora una volta non si può che essere d’accordo con lui. C’è un tempo per tutto, anche per stare lontano dalla televisione che può essere un’arma a doppio taglio. Può darti tutto, ma anche togliertelo. Il suo nutrito gruppo di fan dovrà farsene una ragione, per godere ancora della bravura di Guanciale, e perché no anche della sua bellezza dato che anche l’occhio vuole la sua parte, toccherà andare a teatro, ma credo che non sarà un grande sacrificio.

Commenti