La Prova del cuoco 2018: un surgelato da scongelare

La Prova del cuoco 2018: un surgelato da scongelare
10 settembre 2018

È appena cominciata la nuova edizione con al timone Elisa Isoardi. Molti dubbi, poco coinvolgimento emotivo e tanta nostalgia.


Inutile dirlo, Lunedì 10 settembre tutti gli occhi sono stati puntati su di lei, la nuova regina dei fornelli: Elisa Isoardi. Dieci anni fa ci aveva provato come supplente, oggi la ritroviamo titolare.

Andiamo con ordine nell’esaminare come è stata la prima puntata.

 

L’inizio è la prima cosa che fa sorgere non pochi dubbi: la Isoardi cammina lungo il corridoio che la porta allo studio e in sottofondo una voce le dice “sei perfetta perché sai sbagliare bene”, non certo un ingresso in punta di piedi.

La prima mezz’ora è un mix tre Occhio alla spesa e Buono a sapersi. Una ricetta cucinata in meno di 5 minuti, in resto parole, parole, soltanto parole, ma non si chiamava La prova del cuoco?

 

Arriva mezzogiorno e parte il duello tra i cuochi che dovranno rielaborare un piatto classico italiano (la parola italiana/italiano è stata la più usata in tutta la puntata).

La presenza di Lo Cicero ancora la dobbiamo capire. Lato comico? Spalla? Entrambe le cose sono ciò che di più lontano si può accostare alla sua figura. C’era davvero bisogno di qualcuno che facesse da arbitro o tenesse il tempo delle sfide? Antonella Clerici lo faceva da sola e non mi sembra che ci voglia tutto questo impegno. Per non parlare della cartellina sempre in mano. Sembra più una valletta versione maschile.

 

Ore 12.20 entra un ospite, no non avete sbagliato programma, non è un talk. Si tratta di Caterina Balivo, c’era da aspettarselo in quanto anche lei partirà con il suo nuovo programma alle 14. Ci si sposta a cucinare (miracolo, in un ora è il terzo fornello che si accende, speriamo per più di cinque minuti). È lei a dare quel pizzico di brio alla trasmissione e per qualche secondo ci si dimentica quanto visto fino a quel momento. Peccato che poi si trasformi tutto in una sorta di Carramba che sorpresa con la mamma della Isoardi che porta dei fiori alla figlia. Ma perché?

 

Ogni stacco pubblicitario è preceduto da un siparietto “comico” con due burattini che hanno le sembianze della conduttrice e di Lo Cicero. Inutile, come tante altre cose in questa prima puntata.

Studio anonimo, piccolo, triste. Lontano anni luce dal passato, ora sembra uno studio dentistico di lusso.

 

Cast interamente rinnovato, le vecchie glorie le ritroviamo qua e là come mosche bianche, giusto a ricordarci chi eravamo e che potremmo ritornare.

Il gioco preliminare alla vera e propria gara, in cui i due cuochi devono indovinare gli ingredienti di un piatto, potrebbe essere anche carino, peccato che bisognerebbe cucinare in un programma del genere.

 

In definitiva, tutto molto piatto, lento e asettico, quando questo programma era allegria, convivialità e leggerezza. Secondo quanto detto dalla Isoardi doveva essere un rinnovamento parziale nel segno della continuità. In realtà la parola giusta per questa nuova Prova del cuoco è rivoluzione, ma non sempre le rivoluzioni portano a qualcosa di buono. Meno male che almeno le squadre del pomodoro e del peperone sono rimaste, anche se a ricordarne i colori ci sono solo le nuove divise dei cuochi.

 

A 18 anni si diventa maggiorenni, la Prova del cuoco però così rischia solo di tornare all’asilo. Confidiamo in un cambio di registro in corsa, perché il livello fino a qui non è molto alto.

Probabilmente ci vorrà del tempo perché la Isoardi trovi il ritmo giusto, ma un programma come questo doveva partire a mille già dal primo minuto, così invece non è stato. Sembra più un surgelato che non è stato ancora scongelato.

 

Non è una questione di confrontare il passato con il presente, si tratta di ritmo e congruenza tra il titolo del programma e il suo contenuto. Tutte cose che qui per ora non troviamo, ma siamo ancora alla prima puntata. Voglio essere ottimista e sperare che dopo un inizio molto claudicante, qualche miracolo possa ancora accadere. La stagione è lunga, voglio potermi ricredere.

Commenti