La nascita del violino

La nascita del violino
3 agosto 2018

L’egemonia degli Amati e di Cremona.


Gasparo da Salò è considerato ancora da alcuni l'”inventore” del violino. Nel 1540, però quando il celebre liutaio bresciano nacque, lo strumento esisteva già da alcuni anni. Lo dimostrano quadri, arazzi ed affreschi in varie chiese italiane. Egli fu  il primo liutaio ad essere definito in un documento ufficiale  “costruttore di violini.”

Brescia apparteneva alla Repubblica veneziana da circa un secolo. Aveva potuto contare su uno sviluppo notevole delle arti così come poteva vantare tradizioni liutarie che si erano  affermate da tempo. La nascita del violino, a mio parere, deve essere attribuita a Cremona ad Andrea Amati, nato nel 1505. Attorno agli anni in cui nacque Gasparo da Salò aveva aperto  bottega “nelle vicina di Sant’Agostino” e aveva dato vita al nuovo strumento. Aveva trasformato la Viola da braccio e le tante violette apparse in quegli anni  come strumenti di transizione.

Già nel 1526 appare in alcuni documenti  il temine cremonese dialettale lutèr .

Tale termine verrà poi esteso non solo ai costruttori di liuto, ma anche a tutti gli  strumenti ad arco e in quel periodo.  Il patèer Giovanni Leonardo Mertinengo (termine che significava trovarobe, rigattiere e/o anche costruttore di ciotole) aveva tra i suoi lavoranti un certo Andrea che alcuni individuano nell’Amati.

Vista la fama ottenuta e l’importanza del personaggio è ovvio che si sia cercato con grande impegno il certificato di nascita o di battesimo del capostipite della famiglia degli Amati e “inventore” del violino ma tutto è stato vano.

I motivi di questo mancato ritrovamento possono essere vari.  Ad esempio che Andrea Amati non sia nato a Cremona, che fosse ebreo oppure che i documenti cercati siano andati persi perché bruciati. Molte sagrestie non solo a Cremona in quei tempi furono vittime di incendi causa le costruzioni in legno e l’uso di  ceri  e di candele negli ambienti  ecclesiastici.

L’ “invenzione” del violino portò Andrea Amati a divenire famoso in tutta Europa.

Il re di Francia Carlo IX gli commissionò 24 strumenti, la sua intera orchestra di corte, composta da violini, violini piccoli, viole e violoncelli. Molti di questi strumenti sono scomparsi durante la rivoluzione in Francia e solo  un numero limitato sono stati recuperati. Si trovano  nel museo di Oxford in sud Dakota.

Uno è comunque oggi a Cremona e si trova nel museo del violino. E’ stato acquistato negli anni settanta grazie a Simone Fernando Sacconi e alla volontà dei cremonesi, riportato nella sua città natale e ribattezzato “il Carlo IX di Francia”. (nella foto)  Si tratta di uno strumento intarsiato e dipinto, con una alta bombatura, un suono dolce e con una scritta sulle fasce “Pietate et justitia”, dal valore inestimabile.

Andrea Amati divenne famoso  per essere stato il primo a dar vita al violino e per gli ordinativi che gli provenivano da sovrani, nobili e alti prelati  di tutta Europa.  Fu anche il primo a dar vita ad una bottega in cui lavorarono i suoi figli Antonio e Gerolamo (Hieronimus) che non firmarono gli strumenti costruiti in bottega sino alla morte del padre. Poi (caso anche questo particolare) li firmarono insieme e solo quando Gerolamo si sposò singolarmente.

La famiglia chiuse il suo ciclo con Girolamo II

Questi, liutaio che non aveva grandi capacità, ebbe il suo massimo esponente in Nicola Amati detto il Grande con il quale nacque realmente la scuola cremonese. Ebbe come allievi molti liutai tra cui Andrea Guarneri (che fu anche suo famiglio), Francesco Ruggeri detto il Per ma anche i fratelli Cappa piemontesi, il bolognese Rogeri e molti altri.

Tanti furono influenzati dalla sua opera a cominciare da Antonio Stradivari e da Jacob Stainer. Si dichiararono suoi allievi (“alunnus Nicolai Amati” scrivendolo nei loro cartigli ) liutai più o meno importanti di tutta Europa a dimostrazione della sua fama e della sua importanza nel settore. Per questo Cremona divenne la indiscussa capitale mondiale della liuteria per più di due secoli. La diffusione del metodo classico costruttivo cremonese della firma interna in tutto il mondo.

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