La locandiera

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La locandiera
11 agosto 2017

A Classico Contemporaneo arriva una fresca rilettura del capolavoro di Goldoni.


L’interesse per una riproposizione della Locandiera sta tutto nella incredibile lucidità che l’opera mantiene dal 1753 nell’analizzare il funzionamento dell’amore. Il nostro adattamento trova la sua spiegazione nel sottotitolo: come si innamorano gli uomini. Questa dicitura reca in sé i due aspetti, legati e inscindibili, della vicenda: da un lato mostrare cosa accade quando gli uomini si innamorano, dall’altro mostrare come fare, quali strumenti e metodi adoperare, per far innamorare un uomo.

Sebbene siano già ben visibili nel testo goldoniano alcuni tratti del nascente teatro borghese, per quanto concerne i personaggi, questi, per quanto vivi e complessi, non hanno ancora acquistato una profondità psicologica di tipo tridimensionale ma sono fondamentalmente presentati come caratteri tipici: hanno, cioè, il grado di caratteri universali e dunque in essi ognuno di noi ha la possibilità di rivedere una parte di sé stesso. Proprio per questa ragione la scelta di rendere l’azione quanto più possibile contemporanea, senza per questo stravolgerne le dinamiche, ma adattandole alla nostra fruizione. L’interesse per la dinamica amorosa piuttosto che per quelle sociali ci ha dato la possibilità di decontestualizzare l’azione dalle sue originali coordinate storico-culturali.

I personaggi di Mirandolina e del Cavaliere sono l’incarnazione del “femminile” e del “maschile” e, di fatto, vengono caratterizzati in modo tale da risultare allo spettatore due prototipi di uomo e di donna, due archetipi, due universali. L’unica caratteristica specifica di cui l’autore li dota è quella che muoverà tutto l’asse narrativo della vicenda: da un lato una forte avversione per le donne e dall’altro uno spirito ribelle e indomito.

L’uno diventa simbolo di quella umanità maschile che rifiuta la propria debolezza, la propria parte femminile, l’altra, paradossalmente, assume invece proprio un carattere maschile e virile, assumendo su di sé le componenti maschili della donna. C’è dunque un uomo incompleto che cade sotto i colpi inferti da una donna completa. Non a caso questa donna verrà spesso vista come una icona del femminismo, in quanto ha dimostrato nel reale la possibilità della donna di eguagliare e vincere il maschio.

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