La (inesorabile) vendetta del Grande Cetriolo

La (inesorabile) vendetta del Grande Cetriolo
29 marzo 2018

L’ultima fatica letteraria di Roberta Boriosi.


Secondo manuale eroicomico di sopravvivenza ritorna alle atmosfere surreali e grottesche del primo volume, in cui aveva narrato le strampalate avventure della protagonista Oscarina Mammaliturchi. Questa volta la maldestra assistente della polizia di Cucurbilandia è alle prese con la paranoia per una ipotetica vendetta del Grande Cetriolo, a causa della sua innocua ribellione contenuta nel manuale di sopravvivenza da lei redatto.

 

Le incessanti domande che si pone, e le risposte fuorvianti che riceve dai suoi strambi amici mantengono il tono umoristico della narrazione senza scadere mai nel ridicolo; ogni personaggio è delineato con cura e ricchezza di dettagli, sia nel modo di parlare che di agire. È un piccolo romanzo che strappa più di una risata, e non solo.

 

Oscarina si fa portatrice di un messaggio importante, al di là della follia dei suoi gesti. Ella cerca, con i suoi poveri mezzi, di educare i cittadini di Cucurbilandia al pensiero critico, e a non perseverare nella mediocrità. I risultati sono sconfortanti, e la risata lascia il posto all’amarezza. Roberta Boriosi ha raccontato con ironia e acume l’impotenza di chi cerca di squarciare il velo dell’ignoranza, e se anche Oscarina non ha raggiunto i suoi scopi, si spera che nel seguito annunciato delle sue peripezie ci sia una vittoria anche per i personaggi che non hanno nulla di eroico all’apparenza, ma hanno tanta sostanza nascosta.

 

BIOGRAFIA. Roberta Boriosi, scrittrice e drammaturga, nasce a Città di Castello. Nel 1983 compie un viaggio di otto mesi in Bolivia e al ritorno pubblica Bolivia, una realtà, raccolta di lettere e impressioni di viaggio. Nel 1986 è tra le prime donne in Italia a entrare nella Polizia di Stato. Dal 1984 al 2004 pubblica col suo nome e con lo pseudonimo di Minever Morin diverse opere di narrativa e di teatro. Nel 1990 pubblica il romanzo Licenza di pensare, ispirato alla sua esperienza di agente della Polizia Stradale per il quale viene invitata a diverse trasmissioni radiotelevisive nazionali. Nel 2000 pubblica assieme all’amico e collega Marco Melloni il breve romanzo Occhi di sorcio, vicenda realmente accaduta di una improbabile amicizia tra un poliziotto in crisi per il suicidio di un collega e un minorenne colombiano pedina del narcotraffico internazionale. Del 2001 è l’omonima riduzione teatrale di Occhi di sorcio, la quale vince il Premio “Napoli Drammaturgia in Festival”.

 

Nel 2002 viene assassinato a Bologna il giuslavorista Marco Biagi, e nel 2004 Roberta Boriosi scrive il suo secondo dramma l’Ombra dei portici, dedicato alla triste vicenda. Il testo è recitato da Mauro Marchese, che ne cura anche la regia. Nel 2009 viene tradotto e messo in scena a Parigi da Dimi de Delphes. Dal 2005 al 2010 frequenta assiduamente Parigi per seguire la sua attività teatrale, pubblicata e rappresentata in Francia con lo pseudonimo di Minever Morin (associata S.A.C.D).

 

Nel 2005 scrive la sua prima fiaba per l’infanzia, Il Libro magico, tradotto poi in francese e messo in scena sia in Italia che in Francia. Seguono altre commedie, drammi e produzioni per l’infanzia. Nel 2007, sotto pseudonimo, esce il romanzo Esperia. È la città il corpo del reato (Robin Editore), in collaborazione con Marco Melloni. Il seguito Esperia. La polizia è infetta esce nel 2012 (Corbo Editore). Nel 2016 pubblica il romanzo umoristico Il Grande Cetriolo. Manuale eroicomico di sopravvivenza, al quale segue nel 2017 La (inesorabile) vendetta del grande cetriolo. Secondo manuale eroicomico di sopravvivenza, entrambi per Sillabe di Sale editore.

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