La corrente delle ultime cose

La corrente delle ultime cose
31 maggio 2019

“Come ti smonto una canzone con… l’Autore!”.  Francesco Mussoni, artista riminese che a livello personale è un bel po’ più che un concittadino!


Oggi leggiamo ed analizziamo il testo del suo ultimo singolo, intitolato “La corrente delle ultime cose”, realizzato con la Pms Studio nella  cui collaborazione c’è indirettamente ed orgogliosamente anche lo zampino del sottoscritto!

 

Chiudo tutte le porte
da quando sei uscita
per non fare entrare
la corrente delle cose ultime.

 

Una lei, la propria lei che se ne va, e le porte che vengono chiuse, non per non fare uscire i ricordi, ma per non fare entrare quelli più recenti, per evitare che questo abbandono abbia di che respirare!

Curioso l’approccio a questo evento partendo… dalla fine!

Certi addii hanno tutto un volo
storto, che non piega niente,
non alza i vestiti alle donne.
La corrente delle cose ultime

 

Vero, quando finisce un qualcosa, qualunque cosa sia, che fino ad un attimo prima sembrava eterno, infinito, tutto prende una piega diversa, appunto, un volo storto, che però, di fatto, non modifica il corso degli eventi.

Spero non mi prenda
come un altro piccolo tormento,
chiudere le porte
le ante degli armadi,

 

Chiudere un capitolo della propria vita è doloroso, anche quando lo si ritiene indispensabile.

Si teme sempre che dopo possa essere peggio di prima, ma non c’è scelta, o, per meglio dire, la scelta è già stata fatta!

contare le parole dispari
cinque volte
finché non sono pari.
La corrente delle cose ultime

contare le parole dispari
cinque volte
finché non sono pari.
La corrente delle cose ultime

 

Ecco, è la prima volta, e non ne sono pronto, che invoco l’aiuto dell’autore. Le parole dispari sono presumibilmente quelle che danno il titolo alla canzone, ovvero “La corrente delle ultime cose”, però… perchè contare le parole, perchè aspettare che tornino pari?

Forse, piuttosto che non fare entrare la corrente delle ultime cose, bisognerebbe lasciar fluire la corrente delle cose, di tutte le cose?

 

“Come ti smonto una canzone con… l’Autore”, in realtà, oggi non si presenta assieme all’autore del testo.

“La corrente delle ultime cose” non l’ha scritta Francesco Mussoni, bensi la poetessa, sua cugina, Ivonne Mussoni.

Ma il sangue nelle vene nasce dallo stesso ceppo, per così dire, c’è molto di Ivonne in Francesco e viceversa, perciò affermo che è uno di quei rari casi in cui non importa quale mano scriva e quale voce canti, è un unisono di pensieri e parole, di emozioni e sensazioni.

Piuttosto, il difficile pare essere stato musicare un testo nato per essere letto, interpretato, non certo cantato!

E’ l’introspezione che accomuna i due modi di scrivere, certo l’autrice in questo caso non si è risparmiata, rendendo assai più complesso questo testo, facendolo però apparire come una evoluzione della saggia ironia a cui spesso Francesco ci ha abituato nelle sue canzoni!

 

Allora Francesco, benvenuto di nuovo a “Come ti smonto una canzone con… l’Autore!”, sappi che questa volta, essendo tu l’autore “ideale” ma non effettivo del testo in questione, la cosa si fa ancora più difficile! Comunque… correggi la mia interpretazione e dicci la tua!

La corrente di cui canto non è un vento forte ma un piccolo venticello. Il testo nasce da due persone che si lasciano, nel testo originale è lui che lascia lei, essendo il testo scritto da mia cugina Ivonne, ovviamente ho invertito i ruoli nella mia versione musicale. Quando ci si lascia, in quel momento, lei se ne va, chiude la porta e tu che rimani ti aspetti uno sconvolgimento della tua vita, un… uragano! Invece c’è solo un lieve venticello. Ci si aspetta uno sconvolgimento, un vento fortissimo ed invece ad attenderci c’è solo una modesta  brezza.

 

Dipende forse dal fatto che troppo spesso in una coppia si arriva all’abitudine, al momento in cui certi gesti che prima erano speciali, si trasformano in ovvi, scontati?

Non lo so, ma è fondamentale comprendere che le cose che cambiano sono le paure che noi abbiamo, cambia la paura di non riuscire più a controllare quel che ci succede intorno. La corrente è questa, c’è, esiste, la avvertiamo ma non è sufficiente a sconvolgere le cose. “Certi addii hanno un volo storto”, ti aspetti che ti distruggano ma in realtà non lo fanno!

 

Come ogni cantautore, riesci a parlare di te anche se il testo non lo hai scritto tu!

Questa volta no. Però è come se lo facessi, perchè mi riconosco in questo testo, è fatto tutto di immagini, come sono solito fare io, ed è fondamentale per me scrivere attraverso immagini. Se scrivi per immagini da una ulteriore impronta, ti rendi più comprensibile.

 

Quando ed in che modo un cantautore decide di interpretare un brano che non è suo? Sappiamo che lo fai abitualmente con i tuoi cantautori italiani preferiti ma… quale molla scatta quando si decide che un testo non proprio è come se lo fosse?

Perchè mi piace! E perchè mi ci riconosco!

 

Non è un testo musicale, in che modo è stato possibile farlo diventare una canzone?

Un cantautore anche se inizia a scrivere una canzone dal testo, sa dentro di se che dovrà musicarlo, e dunque si pone delle regole, magari astratte, ma se le pone, ed incondizionatamente le rispetta, o almeno ci prova!  Questa canzone è fatta da un ostinato di piano e con quasi interamente un solo unico accordo! Non ci sono strofe, non ci sono ritornelli, musicalmente siamo abituati, come ascoltatori, ad un susseguirsi di segmenti che tecnicamente costruiscono la canzone. Ma non è sempre così, qui non è così! In ogni canzone inoltre ci vuole un qualcosa che faccia ritornare in mente la stessa canzone, di solito è il ritornello, ma non sempre. “The final countdown”… cosa ti ricordi di quella canzone? Il ritornello? No, ti ricordi il riff iniziale di chitarra! E sai perchè? Perchè il ritornello non c’è! Esiste, quello si, il verso che da il titolo della canzone, e che viene ripetuto più volte, ma il ritornello non c’è. Sfatiamo il mito che una canzone per forza, sempre e comunque, la si riconosce, la si imprime nella memoria per merito del suo ritornello!

 

Cosa ritieni ci sia di simile, ed all’opposto di diverso, nel vostro modo di scrivere testi?

Lei è più brava di me! Scherzi a parte, sono due modi diversi, perchè lei è una poetessa ed io un cantautore, ma in comune abbiamo la volontà e, spero, la capacità di raccontare quello che scriviamo per immagini.

 

Parliamo ora proprio di “La corrente delle ultime cose”… cos’è questa corrente e quando la si sente?

La corrente delle ultime cose è il momento che segue un’evento importante della nostra vita. Ci aspettiamo, ripeto, un uragano che ci devasti, ed invece è solo un venticello che ci sposta un poco più in là.

 

Cosa significa che il “Volo storto” “non alza i vestiti alle donne”?

Sempre successivamente a questo momento, ci si accorge che le cose cambiano, ma non troppo, noi restiamo sempre noi stessi.

 

Infine, le parole dispari che si aspetta ritornino pari… qua davvero, per la prima volta, mi arrendo! Puoi darci una spiegazione o… ci giochiamo la chiamata a casa da tua cugina Ivonne?

Non succede mai, le parole dispari rimangono dispari, e quelle pari restano pari! E’ un modo di dire, come quel tale che dice che “Chi visse sperando morì…!” Nel dolore della perdita di una separazione, è l’abitudine, anzi, il timore di perdere l’abitudine che abbiamo, fatta di tante piccole cose, a spaventarci, a farci attendere quell’uragano che poi non arriva. Qualcosa succede, inizia qui e ora, ma è un cambiamento progressivo che avvertiamo nella sua interezza molto lentamente. Non è l’evento in se che ci preoccupa, ma la ripercussione che potrà avere, dal momento in cui avviene in poi, nel nostro futuro.

 

Dedichi la canzone a qualcuno, oppure la senti tua perchè ti ricorda una esperienza vissuta e, se puoi o vuoi, raccontacela.

A nessuno, e a tutti, nel senso che sono esperienze che, ognuno a modo suo, abbiamo tutti vissuto!

 

Qualcosa mi dice che… hai un suggerimento che migliorerà l’ascolto consapevole de “La corrente delle piccole cose”!

Lasciando da parte il testo… ho voluto creare pure un tappeto sonoro strano ed innovativo, con una doppia batteria, una vera, acustica, e l’altra finta, elettronica. Suonano insieme, suonano all’unisono la stessa identica cosa dando un suono grosso, proprio quello che volevo!

 

Bene, siamo alla conclusione! Il sottoscritto e gli staff di Radio Derbi Web ed il Titolo ti ringraziano di aver partecipato, ringraziano Ivonne di questo bellissimo quanto impegnativo testo, e speriamo di averlo reso un poco più comprensibile dai vostri numerosissimi fan!

Grazie a Radio Derbi Web ed a Il Titolo!

 

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