Intrighi e nefandezze in “La Favorita”

2 febbraio 2019

Il ritorno di Yorgos Lanthimos dopo il controverso “Il Sacrificio del Cervo Sacro” segna la sua definitiva consacrazione da regista apprezzato nel circuito dei Festival ad acclamato Autore internazionale.


Grazie alla Coppa Volpi di Olivia Colman e al Gran Premio della Giuria alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il cineasta greco racconta lo scontro di due nobildonne alla corte della Regina Anna (Olivia Colman) nel 18esimo secolo. La prima, Lady Sarah (Rachel Weisz) è da tempo nelle grazie della Regina, e con abilità manipolatorie riesce a gestire anche le situazioni relative alla guerra con la Francia.

 

La seconda invece, è la cugina della prima, Abigail Masham (Emma Stone), e viene da un passato di violenza e sopraffazione, e proprio per questo temprata nell’ambizione di tornare al prestigio sociale di un tempo e conquistare il favore della monarca, malata di gotta e soggetta a profondi e frequenti sbalzi di umore. La lotta fra le due cugine sarà spietata e non risparmierà niente, colpi bassi compresi, perché non c’è in ballo solo il futuro dell’Inghilterra, ma soprattutto il ruolo da “Favorita” della Regina Anna, croce e delizia in una corte dove i ruoli “maschili” sono relegati a quelli di inutili comprimari.

 

Non a caso il politico dei Tories Robert Harley (Nicholas Hoult) cerca di raggiungere il consenso della governante ma senza successo, ma il suo supporto si rivela utile per Abigail che tenta di raggiungere il suo scopo. Feroce e paradossale satira sul potere, “La Favorita” del talentuoso Lanthimos si prepara ad un degno ruolo la prossima Notte degli Oscar con ben 10 nomination (in pari con “Roma” di Alfonso Cuaron, probabilmente il vero “favorito”), e ha già segnato una pagina nel cinema in costume: dallo stile visivo con grandangoli che riprende Stanley Kubrick (Barry Lindon) a quello di James Ivory (Camera con Vista) e Martin Scorsese (L’età dell’innocenza).

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