Il sogno di Gea e il rapporto ancestrale con la natura

Il sogno di Gea e il rapporto ancestrale con la natura
25 giugno 2018

Uno spettacolo performativo ispirato agli elementi primordiali che compongono da sempre i rapporti misteriosi dell’uomo-donna e la Natura.


In tanti non si sono lasciati sfuggire l’occasione del doppio appuntamento a Molfetta: visita al Museo Civico Archeologico seguito dallo spettacolo “ Il sogno di Gea” portato in scena dalla compagnia “ Il Carro dei Comici”. La scelta ha premiato gli organizzatori che hanno goduto di una rappresentazione che ha avuto una location originale, in una cornice inedita: il giardino del museo, ricco di piante, ulivi, legato quindi alla madre terra di cui parlava il testo scritto da Francesco Tammacco, autore dello spettacolo.

 

La piece teatrale, rientrante nel cartellone di Eventi Molfetta, godeva del patrocinio della Regione Puglia in quanto finalizzata a valorizzare i contesti architettonici più belli esistenti nel territorio della Puglia.

 

Una splendida serata, la luna, un numeroso e caloroso pubblico, le luci soffuse, gli ulivi hanno incorniciato uno spettacolo che esalta la natura, benigna e maligna, legata ai cicli della vita, alle stagioni, al tempo della semina e del raccolto. A presentare la serata Francesco Tammacco che ha raccontato agli ospiti la sua genesi. Gli fu infatti chiesto nel 2004 dall’assessore alla cultura di Trinitapoli di scrivere una biografia fantastica sulla Signora delle ambre. Si recò quindi, per trovare l’ispirazione e calarsi nell’atmosfera, al Pulo, purtroppo allora, come oggi, ancora chiuso.

 

La Signora delle Ambre, così l’avevano nominata gli archeologi, era ciò che restava di una donna sepolta nel neolitico nella zona umida di Trinitapoli e questo era il nome del racconto originario, poi rimanipolato e trasformatosi in “ Il sogno di Gea” con un taglio più teatrale, sempre ad opera dello stesso Tammacco. Il testo è denso di magia anche grazie alle splendide musiche di Federico Ancona e Pantaleo Annese che suggestionano e coinvolgono ulteriormente lo spettatore, preso dal testo, dagli abiti e dalle maschere indossate dagli attori.

 

Pietre, riti, rimandi al passato, lotta e alcune scene particolari, oltre l’ indiscussa bravura degli interpreti e del corpo di ballo coreografato dalla bravissima Agnese Cassano, ne hanno fatto uno spettacolo che tocca mente e cura. La sopraffazione fra il bene e il male ieri come oggi, il potere di dare la vita nel neolitico e nell’era moderna, sono tematiche universali, senza tempo.

 

IL SOGNO DI GEA è uno spettacolo performativo ispirato agli elementi primordiali che compongono da sempre i rapporti misteriosi dell’uomo-donna e la Natura.

Grande la resa del testo drammatico lirico e simbolico con la focalizzazione su scene descrittive come quelle dei riti cultuali, della caccia e del sacrificio totemico. Anche la scelta di ragazzi di colore ha avuto il suo effetto. Questi ultimi giovani attori fanno parte dello SPRAR e sono stati coinvolti da Tammacco nel progetto, integrandosi perfettamente. Il teatro quindi come luogo di integrazione che supera gli stereotipi. Infatti l’atto della violenza sulla donna, gesto ignobile ieri come oggi, viene compiuto dall’uomo bianco proprio per evitare identificazioni legate al colore della pelle, al momento molto attuali.

 

Vi sono approfondimenti filosofici sul concetto di Tempo, Natura, Amore con un vivo intreccio al tempo presente e futuro. Bravissimi tutti gli attori dai professionisti agli allievi, a cominciare da Isabella Ragno che ha impersonato Gea a finire a tutto il cast composta da: Benedetta Lusito, Gabriella Caputi, Francesco Consiglio e Giulia Mastropasqua, Valeria Angione, Giulia De Ceglia, Pierluigi De Palma, Roberto Corrieri, Sawadogo Sidy Kalusha, Coulibaly Ibrahim e Doumbia Abou che, con una scenografia minimalista, ha fatto sì che l’ attenzione del pubblico fosse concentrata sulla recitazione, le musiche ed i movimenti.

 

Donna e madre terra, donna che da la vita e a cui viene tolta, il ciclo della vita portato in maniera sublime in scena. A suggellare il successo un lunghissimo e caloroso applauso coronato dai ringraziamenti dell’ autore che si è complimentato con il tutto il cast per la resa dello spettacolo.

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