I Segreti di Stradivari

I Segreti di Stradivari
6 luglio 2018

Il più grande liutaio di tutti i tempi è certamente Antonio Stradivari. Malgrado studiosi, liutologi, ricercatori, topi di biblioteca  di tutto il mondo abbiano cercato di scoprire tutti i suoi segreti ancora oggi, dopo circa 400 anni, la sua vita e la sua opera in molti settori  sono avvolti nel mistero.


Non si conosce dove sia nato si sa solo che era figlio di Alessandro e che proveniva dal cremonese; neppure con esattezza si conosce l’anno in cui nacque  perché i registri delle anime che i parroci erano tenuti a redigere e tenere,  secondo le parrocchie di Cremona in cui abitò riportano date diverse ( 1644, 1648 o 1649? Per l’esattezza in ogni registro ogni anno è scritto ” X Y d’anni….” e a seconda dei registri le date risultano diverse).

 

Sappiamo che sposò giovane o  giovanissimo nella chiesa di Sant’Agata Francesca Ferraboschi,  una donna più anziana di lui vedova con già due figli ed in attesa di una terza che alla sua nascita fu poi adottata dal nonno il famoso matematico Alessandro Capra e che quindi ovviamente non era di Stradivari. Anche se è facile capire che la cerimonia  era stata combinata dall’architetto Pescaroli (presso cui Stradivari da anni era famiglio e presso il quale  aveva potuto apprendere magistralmente l’arte di intagliatore) con il suo amico Capra per risolvere una situazione difficile con un matrimonio riparatore (tanto è vero che gli fu donato un appartamento in contrada Magistra una delle vie più importanti della città) anche questo  mistero” non è stato del tutto risolto.

 

Stradivari ebbe comunque da Francesca sei figli tra i quali Francesco e Omobono che si dedicarono con lui in bottega alla liuteria, uno che fu sacerdote un altro che morì bambino ed infine Paolo che divenne commerciante (e di lui parleremo in seguito) e quindi due figlie che aiutavano la mamma nelle faccende domestiche. I misteri si susseguono anche riguardo alla liuteria perché Stradivari non fu allievo di Nicola Amati il più grande liutaio del tempo nipote di Andrea  che ebbe moltissimi discepoli e anche come famiglio Andrea Guarneri mentre liutai di tutta Europa furono o si dichiarano suoi discepoli.

 

I  primi strumenti  di Stradivari sono definiti  amatiseè’ (“amatizzati”) perchè richiamano lo stile di Nicola Amati, detto il grande e quindi fu certamente influenzato dal grande maestro ma avendo il Pescaroli bottega accanto a quella degli Amati è facile intuire perché iniziò a costruire violini e perché fu influenzato dalla scuola cremonese del tempo e quindi del suo più importante esponente,  ma nella bottega in cui lavorava si interessava specie all’inizio anche di panche di chiesa, di mobili di arredi, di intagli ecc.

 

Ben presto modificò  il suo lavoro e in breve tempo divenne il liutaio più famoso di Cremona  superando anche Nicola Amati.  Come mai? Come avvenne questa trasformazione e come è possibile che un liutaio poco più che analfabeta anche se con gli anni migliorò  moltissimo poté divenire così bravo e famosissimo ed anche ricchissimo? Come ottenne l’aiuto del Gesuiti  che gli consentirono di poter entrare nelle corti dei regnanti più importanti d’Europa?

 

Facile intuire l’aiuto degli ormai “amici”  Pescaroli e Capra  per nozioni di matematica, fisica, chimica e approfondimenti nello studio ma nessun documento ufficiale può testimoniarlo. L’ultimogenito Paolo vendette al conte Cozio di Salabue tutti i violini rimasti e tutti i cimeli stradivariani “ solo dopo pochi anni dalla sua morte e perché a Cremona non dovesse restare nulla di lui  Perché ? Come si spiega questo atteggiamento?

 

Dai cimeli che furono poi  acquistati  dal maestro bolognese Giuseppe Fiorini che fece rinascere in Europa che lo aveva abbandonato  a favore della forma  esterna il metodo stradivariano e furono  donati a Cremona (che ancora non ha saldato il suo debito di riconoscenza) si evince un continuo studio un perfezionamento costante, una capacità superiore, un impegno notevole per il raggiungimento del suono perfetto ed una estetica superiore  e armoniosa. D’altronde la sua bottega era divenuta col tempo un luogo di incontro di musicisti , di clienti, di emissari di alti prelati e di regnanti di tutta Europa che volevano acquistare i suoi strumenti.

 

Misteri comunque troviamo anche in alcuni dei suoi attrezzi di cui non si conosce l’utilità, sulla costruzione, sul sottofondo sulle sostanze che applicava tra il legno e la vernice.

 

Simone Fernando Sacconi il liutaio più importante del novecento che ha scritto il libro famosissimo “I ‘segreti’ di Stradivari “ sostiene  in pratica che segreti  non esistono ma che semplicemente tutto si deve al suo grande genio e al suo impegno. In effetti anche se sono state trovare  varie ricette o formule di vernici usate in liuteria ed anche alcune attribuite  a Stradivari è molto difficile che i liutai potessero preparare la vernice visti i pesanti divieti causa la possibilità di incendi e perché quasi certamente i liutai la acquistavano dagli  speziali i farmacisti dell’epoca e si limitavano a personalizzarla con l’aggiunta di qualche sostanza (sandalo, ginepro, sangue di drago, elemi, sandracca ecc.).

 

Una conferma ci viene dal Guadagnini che lavorò  in varie città da Torino a Piacenza a  Milano ecc. e in ogni località fu costretto  a modificare  la vernice. Continuando nei misteri la casa in cui abitò  in contrada magistra oggi è indicata erroneamente con targa ufficiale con annessa statua e panchina di fronte e metà di turisti e luogo di concerti e manifestazioni. Anche l’effige di Stradivari malgrado la sua ricchezza accumulata non esiste, vari quadri lo raffigurano e numerose statue (a Cremona almeno tre) ma nessun quadro o statua ha le sue vere sembianze.

 

Quindi la sua tomba fu acquistata nella chiesa di  San Domenico per seppellire la seconda moglie Antoni Zambelli e tutti i suoi i familiari e dove egli stesso riposò dopo la morte, poi la  chiesa fu distrutta volutamente senza curarsi di recuperare i resti di tutti coloro che vi erano stati sepolti. Si rincorrono leggende su quello che accadde dopo l’uso delle bombe  per far salare in aria parti della chiesa e velocizzare i lavori  di ragazzini che giocavano a pallone  con crani umani tra cui quello di Stradivari,  le ossa  recuperate alla rinfusa furono  sepolte nel cimitero in una fossa  comune. Vi erano anche i resti  di  Stradivari?

 

Potrei  finire con i tantissimi Stradivari oggi sul mercato a prezzi inimmaginabili. Ben 650 e più a lui attribuiti molti sono sicuramente dell’epoca anche costruiti quasi certamente nella sua bottega ma alcuni di certo  attribuiti furbescamente al Sommo maestro perché in liuteria al contrario di qualsiasi branchia artistica hanno valore le perizie dei grandi liutai ……..che hanno in mano il mercato. Per concludere veramente: sono molte leggende e molti i misteri che circondano Stradivari ma quasi altrettante anche quelle di Andrea Amati il capostipite della liuteria cremonese ma soprattutto Giuseppe Guarneri del Gesù il liutaio “maledetto” e ve le racconterò…..

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