Guerra totale in “John Wick 3: Parabellum”

28 maggio 2019

La Grande Tavola non ha dimenticato la violazione della sua regola principale e si è lanciata in un’adrenalinica caccia all’uomo.


Keanu Reeves è tornato per la terza volta nei panni del formidabile assassino, scomunicato dalla Setta dei più potenti criminali del mondo. Il film prende avvio esattamente un’ora dopo dalla fuga di John dal Continental, in seguito all’assassinio del boss della Camorra Santino D’Antonio (Riccardo Scamarcio).

 

L’uccisione non doveva avvenire all’interno del famigerato Hotel, e ciò ha determinato l’isolamento di Wick. Questo terzo capitolo espande ulteriormente l’universo dell’uomo tranquillo, che si ritrova controvoglia ad indossare lo smoking con (molteplici) armi a disposizione.

 

Come tanti piccoli segmenti di un puzzle, scopriamo pezzi di un mondo che non immaginavamo esistesse (almeno in fase iniziale), in cui John si fa spazio con pistole, mitra, coltelli e a mani nude. Ad un certo punto viene anche supportato (insieme ai suoi due pastori tedeschi) da Sofia (Halle Berry) la manager del Continental di Casablanca, durante l’incursione del killer in Marocco.

 

Il finale lascia spazio ad una quarta puntata, già programmata per il maggio del 2021, e fa pensare ogni volta che il calvario di quest’uomo non è mai terminato, ma posticipato verso nuovi e inarrestabili nemici. Viene da pensare che tutto il lavoro fatto nella trilogia di “Matrix” fosse solo un “allenamento” verso qualcosa di più mastodontico: la saga di “John Wick” per l’appunto.

 

Se in certi punti ci viene da pensare a Jason Bourne, alle saghe di “Equalizer” e di “Taken”, c’è da dire anche che ogni lavoro è modellato sul corpo e soprattutto sull’esperienza dell’attore che lo interpreta. E in questo caso ci mette tutta la sofferenza, ma anche la forza possibile nei suoi trascorsi recitativi e di vita.

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