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Due mostre da poco disallestite al Mart per spiegare cosa rende unica una visita a questo Museo.
La mostra La rivoluzione dello sguardo. Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musée d’Orsay ha quasi raggiunto il mese di apertura. Il Mart di Rovereto ospita una selezione dei capolavori del Museo parigino e si segnala all'interno del panorama museale italiano ed europeo come centro di studio e ricerca sull'arte.
A giustificare tale affermazione non concorre solamente il fatto che il Musée d'Orsay abbia scelto il Museo di Rovereto per proporre parte della sua collezione in Italia, ma trova il suo fondamento nel programma espositivo che da molti anni caratterizza il Museo di Rovereto.
Ognuna delle mostre ospitate tra le avveniristiche mura e le ampie vetrate progettate da Mario Botta (per citarne alcune l'esauriente riflessione sul mondo futurista nella mostra Futurismo 100: Illuminazioni. Avanguardie a confronto. Italia , Germania , Russia; la bellissima retrospettiva sul design italiano Il Modo Italiano. Design e avanguardie artistiche in Italia nel XX secolo; la illuminante mostra su Douglas Gordon dal titolo Douglas Gordon. Prettymucheveryword...) ha rappresentato un focus di approfondimento sull'arte, una parentesi di studio utile agli addetti ai lavori e fondamentale per gli amatori, ma soprattutto un punto di svolta per lo studio della storia dell'arte.
Quest'ultimo è il caso delle due mostre da poco disallestite Modigliani Scultore (27 marzo) e The conceptual Art. The Panza Collection (il 27 febbraio).
Cos'hanno proposto di così straordinario da doverne ancora parlare? L'idea da cui sono nate e il modo in cui è stata proposta. Per quanto riguarda la mostra su Modigliani Scultore bisogna considerare che permettere a una decina di sculture inedite e decontestualizzate di comunicare il loro messaggio, è impresa ardua, perché poco conosciute, poco indagate e studiate. Gabriella Belli, Flavio Fergonzi, Alessandro Del Puppo, i curatori, sono riusciti nell'impresa semplicemente esponendole.
Un percorso nella penombra, per trasportare il visitatore nella mente artistica di Modigliani, e una serie di accostamenti (Brancusi, Picasso, dell'arte Primitivae di Francesco Laurana) atti a contestualizzare il clima creativo degli anni dieci del Novecento, hanno permesso alle sculture di dialogare con chi le ha osservate. Nessuna parola scritta, solo la bellezza dei volti modiglianeschi dolci e severi e la logica di proporre il nuovo, l'inedito in maniera semplice e limpida.
Questo è il fondamento anche della mostra Conceputual Art-The Panza Collection. Le opere di artisti come Robert Berry, Hanne Darboven, Robert Irwin, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Lawrence Weiner, Ian Wilson non sono note a tutti, ma hanno potuto invadere lo sguardo del visitatore nella loro immensità e grandiosità. Anche in questo caso sono state proposte con la logica della chiarezza, perché l'arte concettuale è puro pensiero da spiegare.
La potenzialità dell'intelletto, la forza della logica, l'idea, il concetto da cui muove l'opera d'arte invadono il visitatore con la loro intrinseca forza; le opere si susseguono senza sosta, in un percorso illuminante e ampio, così da poter contenere la concretezza dell'intelletto, la vita del pensiero. É la forza di un pensiero logico e trasparente, comunicativo, e per questo innovativo, che meraviglia il pubblico e permette di parlare a oltranza delle mostre allestite al Mart di Rovereto, innalzato, così, a luogo di aggiornamento e approfondimento costante e vivo sull'arte.
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