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Il Parco dei Monti Sibillini |
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| Rubriche |
| Scritto da Bianca Zanardi |
| Mercoledì 16 Giugno 2010 22:48 |
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Un tuffo tra fate e magia, natura e leggende
In questo meraviglioso contesto naturale, tra boschi e tortuosi torrenti che incidono profondamente il territorio scendendo dalle vette, fin dal XIV secolo stregoni, negromanti si inoltrarono nel territorio per scovare il soprannaturale. Di fatto c'è una grotta a 2.175 m sul Monte Sibilla intorno alla quale è nata la leggenda della Sibilla che dà il nome alla catena di monti. Si narra infatti che nella grotta viva una bellissima donna, saggia o ammaliatrice non si sa, con le sue altrettanto meravigliose ancelle. Una delle leggende più note è quella di due avventurieri che lì si recarono. Dopo un percorso tortuoso nel buio più fitto vennero assaliti da un forte vento. Superato questo vortice si trovarono su un ponte a lama di rasoio oltre il quale dovettero affrontare due dragoni e dopo aprire due porte di metallo e una splendente che conduceva direttamente nell'antro della Sibilla. I due avventurieri dopo un certo periodo in cui si fermarono ammaliati dalle donne, fuggirono in cerca del perdono cristiano. Non avendolo ottenuto ritornarono nell'antro e lì rimasero per sempre. Tutto il paesaggio però si presta a stimolare la fantasia dell'uomo. La natura calcarea dei monti e i fenomeni carsici hanno favorito la formazione di grotte e antri che da sempre sono considerati luogo di abitazione di divinità. In più punti si sono identificati accessi all'oltretomba e lo testimoniano i nomi delle località, Valle Scura, Grotta del Diavolo, Val dell'Inferno, passo delle Streghe. Non solo, ma sul monte Vettore si trova un sentiero, noto per essere stato realizzato dalle bellissime fate dai piedi di capra mentre scapparono sorprese dall'alba dopo una notte trascorsa tra i giovani di Pretare. Non solo il sottosuolo riserva coinvolgenti paesaggi, ma anche la fauna e la flora in superficie riservano sorprese affascinanti. Nei percorsi a piedi che si sviluppano per tutto il territorio si possono ammirare 1.800 specie di fiori, boschi di carpino, roverello, castagno e faggio. Salendo si aprono paesaggi sugli anfiteatri morenici e circhi glaciali là dove sopravvivono solo piante come la Stella Alpina. In uno dei circhi glaciali troviamo il lago di Pilato, a forma di occhiali, dove vive una specie unica di crostaceo primitivo, il chirocefalo del Marchesoni la cui sopravvivenza dipende dal lago stesso. La fauna è assai ricca e troviamo caprioli, lupi, istrici e l'astore, il falco pellegrino, l'aquila reale. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Febbraio 2011 22:00 |
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Tra Umbria e Marche si sviluppa una catena di monti composta da più di venti vette che arrivano fino ai 2000 metri per uno sviluppo di circa 30 Km. Si tratta della catena dei monti Sibillini nei quali dal 1993 è nato il Parco dei Monti Sibillini. Si tratta di un luogo magico in cui leggenda e natura si rincorrono e coinvolgono il visitatore senza lasciare spazio alla noia.











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