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Origine romana, '300 malatestiano e apertura verso il mare dal XVII secolo, una cittadina ricca di storia.
La città di Fano si trova lungo la costa adriatica nelle Marche, a sud di Pesaro. Le sue origini pare risalgano al periodo romano. Nel 207 a. C. in occasione della vincita contro i Cartaginesi, nel luogo dove sorse la città venne costruito un tempio alla dea Fortuna e da questo probabilmente deriva l'antico nome Fanum Fortunae menzionato per la prima volta nel De Bello civili da Cesare, quando nel 49 a. C. varcato il Rubicone occupò Fanum oltre a Pesaro e Ancona.
Intorno a questo tempio si sviluppò il centro abitato che durante l'impero di Cesare Augusto divenne la colonia Julia Fanestris assumendo così la fisionomia dei centri augustei: un reticolo di vie parallele a due assi ortogonali rappresentati in questo caso dalla Via Flaminia e dal cardinale massimo. Questo assetto quadrilatero veniva incluso in una cinta muraria.
Fanum Fortunae venne devastata nel VI secolo dai Goti e cadde in disgrazia fino a che i Malatesta signori di Fano (la stessa famiglia di Paolo e Francesca) tra il 1357 e il 1473 rinnovarono l'intero centro e la cinta muraria. Dopo il 1473 entrò a far parte dei domini della Chiesa. Ulteriore tappa dell'evoluzione di Fano avvenne nel XVII secolo con l'apertura del porto canale che con la conseguente affluenza turistica dalla metà dell'800 portò il centro a rivolgere la sua attenzione verso il mare.
Il punto di partenza per visitare Fano è rappresentato dall'arco di Augusto, situato sulla cinta muraria all'ingresso dell'antica Fanum per chi veniva dalla via Flaminia. Risale non oltre al 9 d. C. ed è costituito da blocchi di calcare del vicino Appennino. Sopra l'arco si ergeva un portico corinzio che fu demolito dagli attacchi di Federico da Montefeltro nel 1463, i resti sono stati utilizzati per la vicina chiesa di San Michele che vanta un porticato del 1495 conosciuto come le logge di San Michele. Questa costruzione fu iniziata nel 1494 da maestranze comacine. E attualmente è sconsacrata.
Nelle vicinanze si trova uno stralcio di mura facenti parte del circuito murario di Augusto un tempo caratterizzato da 1760 m di mura intervallati da 24 torrioni cilindrici e da 2 porte di accesso. La porta minore è nota come porta della Mandria o porta Romana attraverso la quale la via Flaminia consentiva l'uscita dalla città per raggiungere Pesaro.
Proseguendo sulla via Arco d'Augusto troviamo la cattedrale Santa Maria Maggiore, ricostruita dopo un incendio nel 1140. La facciata è tipicamente romanica, con struttura tripartita e costituita da arenaria e laterizi, con logge e serie di archetti ornamentali. Il campanile attuale si trova al posto di quello cilindrico originale. L'interno è a tre navate con una giunta di cappelle laterali iniziata nel XIV secolo. Tra queste emerge la seicentesca Cappella Nolfi con Storie della Vergine realizzate dal Domenichino tra 1618 e 1619. Da vedere anche 'La Vergine con i Santi Orso ed Eusebio' di Ludovico Carracci. (apertura dalle 7,30 alle 12,30).
Da via Vitruvio si giunge all'area archeologica di S. Agostino dove sono presenti imponenti strutture murarie rinvenute al di sotto della chiesa omonima e del suo convento. Le ipotesi sull'originaria natura di questa costruzione sono varie tra le quali quella che appartengano al famoso tempio della dea Fortuna che diede il nome alla città .
Il percorso essendo sotterraneo è alquanto suggestivo e presenta una serie di costruzioni che fanno pensare ad un complesso costituente una struttura pubblica molto frequentata come potevano essere le terme.
La sovrastante chiesa di Sant'Agostino è stata molto rimaneggiata in varie epoche, ma era presente già nel 1265. Riconsacrata nel 1409 e modificata persino nella direzione absidale nei secoli successivi. L'ultima devastazione risale al 1944 durante l'ultima guerra mondiale.
Al termine di via Nolfi troviamo la Rocca Malatestiana che ricorda un'altra fase importante della storia della città . Si tratta di una struttura rettangolare con torrioni angolari e un mastio ricostruito sotto indicazione dell'architetto Matteo Nuti dopo la fine della dominazione dei Malatesta. Questo spazio dal 1933 è adibito a Giardini Pubblici.
Scendendo per via Ceccarini all'incrocio con via Matteotti possiamo incontrare una struttura muraria curvilinea riconosciuta come mura perimetrale di un anfiteatro romano. Questa struttura è visibile all'interno di un edificio musealizzato al n° 45, dove è visibile la barriera elissoidale all'interno della quale si svolgevano i giochi. Percorrendo Via Matteotti sulla destra troviamo Via De Amicis, lungo la quale nell'area della ex Filanda Solazzi nel 2001 è stato scoperto il Teatro romano di cui i recenti scavi non ancora conclusi hanno messo in luce i primi 7 gradini della scalinata che ospitava gli spettatori. Questo sito non è ancora aperto al pubblico.
Proseguendo su via Matteotti, oltre l'incrocio con via Arco d'Augusto a breve distanza, troviamo due gruppi monumentali che consentono di completare per così dire, la conoscenza della storia dei Malatesta a Fano. Si tratta del palazzo dei Malatesta e delle tombe malatestiane. Il primo, il Palazzo del Podestà , ha facciata in stile romanico gotico con polifore e porticato. Nell'edificio attiguo si trova il Teatro della Fortuna le cui origini risalgono al '500 quando aveva dimensioni ridotte rispetto all'attuale che è opera dell'architetto Poletti operante nell'800.
Dalla porta Borgia-Cybo del tardo '400 si accede alla Corte Malatestiana che vanta un loggiato risalente all'epoca. I Malatesta vi abitarono fino al 1463 e ora ospita il museo civico e la pinacoteca. Le tombe invece sono state collocate nel '600 all'interno della ex chiesa di San Francesco edificata nel XIV secolo, attualmente scoperchiata e rudere monumentale. Sono le tombe di Paola Bianca Malatesta (1416-21), capolavoro dell'arte tardogotica e quella di Pandolfo III del 1460 che pare sia stata disegnata da Leon Battista Alberti.
Percorrendo la via Nolfi è possibile raggiungere il Bastione Sangallo, progettato da Antonio da Sangallo nel 1532 poi terminato da Luca da Sangallo nel 1552. Fu edificato per difendere la città dalle incursioni dei Saraceni e porta un grande stemma pontificio arrecante l'arma di Giulio III.
In questo breve percorso è stato possibile conoscere le varie fasi di questa città ricca di storia, ma per completare la visita non si può mancare di arrivare al mare dove uno splendido lido consente al visitatore una sosta ed apprezzare Fano come città non solo di turismo storico, ma anche balneare.
Il porto di Fano rappresenta sicuramente una caratteristica della città . Notizie di traffici marittimi ci arrivano da Vitruvio nel 9 a. c. che non possono affermare con certezza la presenza di strutture portuali, ma sicuramente di attracchi e attività di scambi. Attualmente il porto è attivo e consente attività turistiche a stretto contatto con la cantieristica navale.
Non si può pensare di conoscere la città senza ricordare il carnevale, il più antico in Italia. Infatti le origini pare risalgano ad un festeggiamento svoltosi nel 1347 per la riconciliazione di due famiglie fanesi, i Da Carignano e i Del Cassero. Questo evento con gli anni pare si sia sempre più caratterizzato finché nel 1871 venne costituito un comitato per l'organizzazione che tuttora coinvolge fanesi e turisti. La caratteristica del carnevale di Fano è il 'getto' cioè il lancio di dolciumi dai carri allegorici.
Infine come non ricordare la 'Moretta fanese'? Si tratta di un liquore che ha ottenuto certificazione di prodotto tradizionale delle Marche per le sue origini e la sua storia. In realtà si disputano i natali di questa bevanda i pescatori con il bar Cavour, presente nella omonima via dal 1891 al 1963. Nel primo caso si tratta di una specie di leggenda in cui in una fredda sera di pesca i pescatori per riscaldarsi mescolarono avanzi di liquori col caffè bollente e così si ebbe la Moretta.
Più concretamente racconta una discendente della famiglia Grualdi, proprietari del caffè Cavour, che il nonno con grande dedizione ai primi del '900 si fosse applicato con numerose prove e dosi per ottenere questo liquore, rigorosamente composto di rhum, anice, caffè, zucchero e una scorza di limone. Per notizie più precise è stato pubblicato persino un libro. La conclusione è comunque unica, una visita a Fano non può che terminare che con una buona Moretta!
Nelle foto da in alto a sinistra a scencere: Palazzo Podestà , Arco di Augusto e chiesa S. Michele, Cattedrale, Rocca,
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