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Una nuova cultura, una nuova politica.
UISP tradizionalmente partecipa alla Festa dell’Unità provinciale di Bologna allestendo uno spazio informativo, organizzando un calendario di esibizioni e gestendo alcune iniziative di alcune discipline (nello specifico beach volley, ciclismo, atletica quest’anno). Quando il Forum del Welfare del Partito Democratico ha pensato ad una serata/dibattito sul tema della nuova cultura sportiva è stata per noi una grossa soddisfazione partecipare e contribuire.
Fabio Casadio ha delineato alcune proposte per uscire dal momento di crisi che attanaglia anche l’associazionismo sportivo. << Confidare unicamente sui contributi pubblici, è una strategia di respiro corto nella situazione economica attuale, è necessario allargare l’orizzonte. La nuova frontiera è riuscire finalmente a parlare di sport accostandolo al mondo del Welfare; segnale forte dell’Amministrazione Comunale bolognese è stato scegliere di accorpare deleghe quali sport, salute e lavori pubblici in un Assessorato. Puntare sulla “prevenzione” è indispensabile ed anche l’ultima delibera regionale degli Assessorati Sport e Salute fa emergere come nuovo approccio politico-sociale.
L’Associazionismo deve continuare a proporre progetti, è necessario però orientarli ad esempio dando risposta ai bisogni tracciati dall’OMS (attività motoria di diversa intensità tutti i giorni). La co-progettazione deve nascere da questi obiettivi. Se è necessario ampliare il numero di soci con proposte nuove, è indispensabile trovare nuove risorse compensando quelle che inevitabilmente mancano >>.
Al Presidente del Comitato UISP si è accodato l’Assessore Luca Rizzo Nervo, tracciando alcune linee del suo mandato amministrativo. << E’ importante affrontare il tema dello Sport con la logica del qui ed ora. È necessario fare uno sforzo di concretezza, bisogna cioè essere capaci di affrontare i problemi dando soluzioni praticabili, superando la logica della “privazione” (modus vivendi in tempo di crisi) nell’affrontare la quotidianità e l’avvenire, trasformando i ragionamenti in azioni.
Lo sport bolognese – afferma l’Assessore, facendo alcune proposte – ha bisogno di affrontare le questioni attraverso un piano strategico, gestendo le problematiche una per una in una logica di prospettiva comune. Non ci si salva da soli, ad una lettura unitaria delle questioni va accompagnata una risposta unitaria, con un’alleanza gestori, enti di promozione sportiva e fruitori ad esempio nel caso degli impianti. La burocratizzazione serve a poco, è necessario piuttosto affrontare con termini nuovi le questioni. Partendo dal modificare i bandi, garantendo tempi più lunghi che consentano investimenti anche compartecipati, omogeneizzando i criteri nei nove Quartieri cittadini.
Altro punto importante è lavorare sull’accesso al credito, migliorare l’Amministrazione Comunale sul controllo, ri-orientando la capacità di valutazione., infine coinvolgere Coni, Enti di Promozione Sportiva, Amministrazione ad un tavolo di lavoro che definisca strumenti, tempi e modi per la costituzione della Consulta dello Sport, in modo che diventi il luogo vero della co-progettazione, uno spazio aperto, rappresentato.>> In conclusione non manca un appello: << E’ necessario far convivere tutte le anime del mondo sportivo, che utilizzano la città, senza alcun conflitto. >>
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