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Vittoria dei Salentini allo stadio Dall’Ara e Bologna ancora in cerca di una propria identità.
Bologna Lecce se fosse capitata quasi alla fine della stagione in corso si poteva definire uno scontro salvezza, oggi le due compagini a campionato appena iniziato, sono ancora in fase di rodaggio, schemi e pesantezza sulle gambe hanno determinato il risultato.
Entrambe le formazioni venivano da una sconfitta per 2 a 0, quella interna del Lecce con l’Udinese e quella del Bologna in casa della Fiorentina, la voglia di riscatto stando alle dichiarazioni prepartita era tanta, Bisoli dal sito ufficiale del Bologna, premeva nel vedere una squadra garibaldina, votata all’attacco e alla ricerca di una vittoria nella prima partita giocata di fronte al proprio pubblico.
Si sa che la spedizione dei mille era prevalentemente dotata di giovani e con spirito di sacrificio, ma dopo alcune occasioni iniziali, queste componenti assieme alla perdita graduale di cattiveria, circostanze che fanno sperare nel riaggiustare il risultato, domenica sono venute meno, parole rimarcate poi dal capitano Di Vaio intervistato in zona mista alla fine delle ostilità.
Di Francesco a sua volta, dopo aver perso in coppa Italia con il Crotone e in campionato con l’Udinese, aveva alimentato dubbi ed incertezze, smentire certe voci che lo accostavano alla meteora Gregucci, in passato allenatore del Lecce, con conseguente esonero dopo appena 5 partite nella massima serie, era quasi diventato un obbligo, la poca concretezza nelle fasi di costruzione di gioco, lasciava intravedere lacune su ciò che fosse stato il modus operandi incentrato sul 4-3-3, il cambio di modulo in un 4-2-3-1 è stata la vera arma vincente.
Sotto un cielo carico di nubi ed acqua che poi si riverserà sul campo di gara per l’intera partita non inizia nel migliore dei modi per i Salentini, l’estremo difensore viene subito impegnato a fare gli straordinari su tiro di Acquafresca al 3° e al 31° su Pulzetti di testa con miracolo di J. Sergio, dopo un paio di occasioni è però il Lecce che passa in vantaggio al 37° con il capitano Giacomazzi su respinta corta del portiere Gillet.
Al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia, man mano che passano i minuti il Bologna sembra entrare in letargo, movimenti leziosi a centrocampo iniziano a creare malumori tra il pubblico, c’è poca voglia ma soprattutto manca la forza nelle gambe e nella testa, sull’uno a zero per il Lecce sembra incredibilmente che la partita sia stata quasi archiviata, eppure, le partite che lo aspettano a Torino con la Juve in casa con l’Inter e poi successivamente in trasferta con l’Udinese, dovrebbero essere una spinta in più per riacciuffare la partita, ma niente di tutto questo.
Il Lecce intanto continua a macinare gioco e ad essere padrone del campo, il buon fraseggio in parte lo associa al gioco del Barcellona, troppo grande come accostamento ma fa morale e passa al raddoppio su una delle tante incursioni in area avversaria con un colpo a giro di Grossmüller al 14° e per il Bologna è notte fonda. La partita si chiude sul risultato finale Bologna Lecce 0 a 2 e con la gioia di un centinaio di tifosi Salentini sugli spalti mentre la restante parte dello stadio rimane sconcertata dalla poca qualità messa in campo dei rossoblu.
Qualche dubbio sulle regole che architettano il campionato di calcio Italiano ci viene vedendo questa come tante altre partite iniziali, ci chiediamo se non sia il caso che la preparazione atletica inizi a conclusione della campagna acquisti, allenatori ed organici al completo e nelle condizioni di assimilare al meglio schemi e allenamenti, in grado poi di trovarsi pronte già dalla prima partita senza compromettere lo spettacolo.
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