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Sull’antica strada della “Futa” che porta a Firenze, ormai “accantonata dal grande traffico” da decenni sostituita dall’Autostrada del Sole e dalla Ferrovia, si è deciso il futuro del “Bologna FC 1909”.
I “fiammanti” vertici della società di Casteldebole hanno provenienza dalla storica “Strada Statale 65”, l’arteria di collegamento che congiunge la Bologna medievale alla Firenze rinascimentale, la strada nota ai Bolognesi come “Via Toscana” ed ai toscani come “Via Bolognese”: il patron Massimo Zanetti, è l’anima della “Segafredo Zanetti S.p.A.”, la società leader dell’Espresso in Italia e nel mondo che ha sede a Rastignano di Pianoro, pochi chilometri a sud di Bologna, mentre il nuovo Presidente onorario è Gian Luigi Morandi, nato a Monghidoro l’11 dicembre 1944, di professione cantante.
Ebbene sulla direttrice che porta all’Antica stazione della dogana pontificia verso il passo della Raticosa si è giocata la grande decisione di dare una svolta alla società del Dottor Balanzone: è dall’Appennino che è arrivata la risposta positiva all’appello di Giovanni Consorte, è dalla terra del condottiero Armaciotto dei Ramazzotti, di cui si custodisce nella chiesa di San Michele in Bosco a Bologna la splendida arca marmorea da lui stesso commissionata allo scultore Alfonso Lombardi, che il team rossoblu sembra avere trovato la soluzione alle proprie decennali traversie.
Nel 1923/25 veniva realizzato l'odierno tracciato della SS 65 della Futa che evita sia la via Napoleonica, che passava da Madonna dei Boschi ed il centro del paese. La “liberazione” del “Bologna” vede il soccorso di “nuove energie” che hanno ripercorso la stessa strada che il 2 ottobre 1944 intrapresero le forze alleate liberando Monghidoro dai Tedeschi ed alla "crocetta" all’ingresso sud del paese, il Generale americano Mark Wayne Clark annesse il territorio di “Scaricalasino” alla Città di Los Angeles.
E’ da qui, a una distanza dal capoluogo emiliano pari ad una maratona, dall’altipiano vicino alle sorgenti dei torrenti Idice, Savena e della Lognola, che partì la “Liberazione” della città di Bologna avvenuta poi il 21 aprile 1945. E’ in questo ambiente situato a 800 metri di altitudine, circondato da un insieme di dossi ricchi di castagneti, querceti, abetaie e faggeti, che per alcuni decenni vennero ospitati i “campi militari” della gloriosa “Compagnia atleti” di stanza Bologna che accoglieva i calciatori delle massime categorie chiamati alla leva, come ha ricordato l’on. Gianni Rivera, già “golden boy” del calcio italiano ed oggi Presidente del Settore giovanile e scolastico della Federcalcio.
I bolognesi nei secoli decisero di costruire in questi impervi luoghi un presidio, onde separare il loro territorio da quello fiorentino ed è da questo territorio che riparte il riscatto rossoblu. In questa zona opera l’equipe calcistica che è la continuazione delle “società Loianese calcio” e del “Monghidoro calcio” la società si chiama "S.S.D. 65 FUTA", nome derivante appunto dalla strada che attraversa questi paesi, meta turistica di molti motociclisti smanettoni. Poi la “GOLDEN TEAM” Polisportiva molto giovane nata nell’estate del 2001 per unire alcuni sport presenti sul territorio, svilupparne l’attività e favorire la nascita di nuove iniziative.
Poi il dinamico gruppo dell’”UNITALSI” di Monghidoro l’organismo che fa della “carità” il cuore della sua azione missionaria, rappresentando una presenza concreta sul territorio per quanti cercano un sostegno, un sorriso, una speranza. Da questo borgo fortificato che si trovava al culmine di un'aspra salita che riportava in meno di tre km. dai 598 m. di Roncastaldo agli 841 dell'attuale Monghidoro e che rendeva quindi indispensabile far riposare le bestie da soma, riecheggiano le voci del glorioso “CORO SCARICALASINO” che certamente inneggiano alla “liberazione della società di calcio felsinea”. Lungo la “Strada Statale 65”, dove batte il cuore dei club rossoblu: dal “RENATO VILLA” di Monghidoro” al “VALLE IDICE ARCI BENASSI” del Quartiere Savena di Bologna, non hanno mai avuto dubbi: il “Bologna è una fede”.
Sono le fresche acque di questi monti che hanno prodotto a valle una nuova aspersione di speranza per una tifoseria che ha visto di tutto; il futuro sembra rosa vista la notorietà del marchio “Segafredo Zanetti” di Pianoro. Sul mercato mondiale l’azienda creata da Massimo Zanetti si esprime anche attraverso gli importanti investimenti in comunicazione nei vari paesi: spot televisivi in onda sulle principali reti TV, sponsorizzazioni, campagne stampa, cinema, affissioni e strumenti di promozione sul punto vendita per comunicare a tutti i cultori del caffè i valori distintivi dell'azienda e la qualità dei propri prodotti.
Una storia pubblicitaria di grande successo: dai primi spot negli anni ’80, all’uso di autorevoli testimonial tra i più amati dal pubblico, che hanno fatto di “Segafredo Zanetti” una delle marche più conosciute dagli italiani. Alle ore 19.45 di giovedì 23 dicembre, a un paio di giorni dal “Natale 2010”, l’Ansa batteva le parole pronunciate da Gianni Morandi, l’”eterno ragazzo di Monghidoro”, nell’oratorio di San Giovanni Battista dei Fiorentini in occasione della presentazione del nuovo assetto societario del “Bologna Fc 1909”: ''Oggi il Bologna poteva essere in fallimento, invece è salvo. Grazie a Consorte e a Zanetti può avere un buon futuro: io credo che il segnale che ha dato la città può essere un auspicio perchè le cose tornino a splendere''.
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