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Un libro su Castiglione, Randazzo e Linguaglossa

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Sicilia
Scritto da Salvo Longo   
Giovedì 17 Giugno 2010 17:46

Presentato l’ultimo lavoro dello scrittore e studioso siciliano Angelo Manitta sulle consuetudini e gli usi civici dei tre comuni catanesi


E’ partita da Randazzo la presentazione itinerante del volume di Angelo Manitta “Capitoli, Consuetudini e Usi Civici di Castiglione di Sicilia, Randazzo e Linguaglossa” (ed. Il Convivio), organizzato dall’Accademia Internazionale il Convivio e dai Comuni di Castiglione, Linguaglossa e Randazzo. Si tratta di uno studio che consente di ripercorrere un importante periodo storico attraverso le Consuetudini che regolamentavano il vivere di una città. L’Autore partendo dal diritto romano dà vita ad un’ampia ricerca che introduce poi nello specifico dei tre Comuni etnei.

Il percorso storico di tali normative prende le mosse dai Municipi Romani, seguendo per il periodo feudale, la Dominazione Araba, dei Normanni, degli Svevi, la Signoria Angioina e poi Aragonese e Spagnola fino alla fine del 1800 e l’inizio del ‘900, quando man mano tutti i comuni si sono avvalsi di normative diverse. Nelle 288 pagine vi è excursus delle consuetudini delle città siciliane: Messina, Trapani, Palermo e Catania. Ma ovviamente il fulcro del discorso è incentrato sulle tre cittadine etnee: Castiglione di Sicilia, Randazzo e Linguaglossa.

Per quanto riguarda il primo paese i cittadini erano legati sia alle loro tradizioni orali che alle consuetudini scritte, le quali rispecchiano spesso le loro abitudini e le loro usanze, ma soprattutto manifestavano la vivacità economica del Paese. I 162 capitoli condensano, infatti, il diritto civile della comunità castiglionese: dai rapporti economici e commerciali alle norme sull’edilizia, dagli affitti dei beni patrimoniali alle norme che regolano i beni coniugali, dalle doti matrimoniali alla divisione dei beni tra i componenti superstiti di una famiglia, dai regolamenti che permettono di poter far testamento per giungere alle norme sulla custodia degli animali e sulla gestione delle campagne.

Le consuetudini di Castiglione furono pubblicate per la prima volta nel 1862. Le stesse regolamentazioni si riscontrano nei 58 capitoli di Randazzo e nei 182 di Linguaglossa. Nel volume viene anche fatto il parallelismo tra i tre paesi guardando anche alle città di Catania e di Paternò, un confronto che ha lo scopo di fornire una mappa dettagliata sia sulle consuetudine uguali che sulle diversità redatte dalla peculiarità del luogo. Possiamo dire che si tratta di uno studio che a trecentosessanta gradi analizza la società e ne consente di poter esaminare la sua evoluzione.

La presentazione itinerante ha avuto inizio nella cittadina di Randazzo il 12 giugno presso la sala consiliare, con la relazione dell’avvocato Giuseppe Morano, noto avvocato penalista catanese, e l’intervento del sindaco Ernesto Del campo. Il secondo appuntamento è previsto il 19 giugno a Linguaglossa nella sede della biblioteca comunale, alle ore 18.30, dove relazionerà la dott.ssa Maristella Dilettoso e coordinerà i lavori il giornalista Marcello Proietto di Silvestro.

L’incontro è organizzato dal CAI di Linguaglossa, Carmelo Mangano. Castiglione di Sicilia  ospiterà la giornata di chiusura delle presentazione alla quale interverrà il sindaco di Castiglione Claudio Scavera, che ha curato anche la presentazione del volume, mentre il comune di Castiglione ne ha sponsorizzato in parte la stampa. Nella presentazione il primo cittadino evidenzia come: “Lo studio non solo fa luce sulle normative in vigore a Castiglione a partire dal tardo Medioevo, ma anche, con traccia un percorso attraverso le tradizioni, gli usi, i costumi e le abitudini  del cittadino Castiglione. Inoltre si tratta di una pubblicazione, assieme ad altre storie locale che in passato hanno visto la luce, ci ricorda come il nostro paese sia detentore di un ricco patrimonio storico-culturale”.

Si tratta di un lavoro che, oltre a far riflettere su quei tanti diritti di cui l’uomo non solo ha il dovere di rispettare, ma nello stesso tempo difendere, perché attraverso di essi si misura anche la qualità della vita in una determinata località e nello stesso tempo un importante strumento per conoscere l’evoluzione degli usi, dei costumi e soprattutto delle normative dell’uomo.


 

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