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Per il 2012, è in vista una sovrapproduzione mondiale di silicio

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Scritto da Photon   
Giovedì 14 Aprile 2011 19:04

I produttori di silicio dovranno comprimere i costi di produzione al di sotto dei 20 dollari al chilo (14 euro), secondo la valutazione espressa da aziende leader del settore, in occasione della conferenza svoltasi a Berlino e specificamente dedicata da PHOTON a questa materia prima per l’industria del fotovoltaico.


Photon 9th Silicon Conference Berlino – 13 aprile 2011: I fabbricanti di silicio di grado solare interessati a restare concorrenziali in tempi come quelli che si preparano, in cui l’offerta è eccessiva, dovrebbero riuscire a contenere i propri costi di produzione per chilogrammo sui 20 dollari USA (14 euro). A precisarlo è stata la valutazione espressa da alcuni rappresentanti di aziende leader del settore presenti alla conferenza sul silicio organizzata in Germania da PHOTON (PHOTON’s 9th Solar Silicon Conference), presso l'Estrel Hotel & Convention Center di Berlino.

Il processo Siemens dovrebbe continuare a dominare il panorama industriale, con innovazioni tecnologiche che consentirebbero di ridurre soprattutto il fabbisogno energetico richiesto dalla produzione, ma che andrebbero peraltro a incidere anche sulla qualità.

Processi produttivi alternativi, quali in particolare il silicio di grado metallurgico purificato, rappresenterebbero allora un’opzione praticabile, per l’industria interessata a ridurre ulteriormente i costi, pur mantenendo gli imprescindibili livelli qualitativi.

Se sarà giunto chiaro il messaggio ai fabbricanti di silicio perché si godano pure gli attuali margini di profitto, è diventato altrettanto chiaro agli acquirenti che i tempi sono ormai maturi per far festa per un imminente abbassamento dei prezzi: «I tempi di magra dovrebbero essere finiti», ha sentenziato Sunil Gupta, responsabile per l’Analisi del Mercato del Fotovoltaico presso la banca di investimenti Morgan Stanley di Singapore, di fronte al pubblico dei circa 275 partecipanti alla Conferenza, provenienti da tutto il mondo.

Insomma, quel che sarebbe logico attendersi oggi dal mercato è un processo di consolidamento, perché, nel 2012, i quattro maggiori produttori del settore – OCI Co. Ltd., Hemlock Semiconductor Group, GCL-Poly Energy Holdings Ltd. e Wacker Chemie AG – dovrebbero pressoché riuscire a coprire interamente il fabbisogno mondiale. I prezzi, che attualmente sono ancora fortemente influenzati dalla richiesta e che sul mercato «a pronti» raggiungono gli 80 dollari (55 euro) per chilogrammo, dovrebbero allora calare su livelli
maggiormente determinati dai costi di produzione. E infatti non sono state oggetto di contestazione le pubbliche affermazioni di Martin Meyers, responsabile del reparto Ricerche di PHOTON Consulting, che ha previsto per il 2012 prezzi al di sotto dei 35 dollari al chilo (24 euro).

Intanto, l’industria continua a mettere in campo progetti per ulteriori capacità produttive di questa materia prima e Meyers calcola che gli impianti destinati a entrare in funzione nei prossimi tre anni, tra le aziende già affermate e le «new-entry», possano spingere i livelli complessivi annui a un incremento di ben 120.000 tonnellate. Nel 2012, prosegue l’analista, il fatturato mondiale del fotovoltaico sarà invece, per la prima volta in quarant’anni, probabilmente in calo, perché «su molti mercati di rilievo, il rischio che aleggia è quello della
saturazione». In quella che rappresenta la maggiore piazza commerciale al mondo per le celle fotovoltaiche, il volume potrebbe scendere a 4,5 gigawatt e «all’orizzonte, non si intravede... nessun’altra Germania!».

Intanto, si prospetterebbe anzi un aumento delle capacità produttive di silicio, che passerebbero dalle 220.000 tonnellate di quest’anno alle 340.000 previste per il 2012.
Il surplus che ne deriverebbe offrirebbe vantaggi soprattutto alle aziende affermate, che grazie ai contratti di fornitura a lungo termine possono ridurre il rischio prezzi e che grazie a impianti di grandi dimensioni razionalmente operativi possono contare su costi di produzione che oscilleranno tra i 20 e i 25 dollari (tra i 14 e i 17 euro) per tonnellata di materiale prodotto. Ulteriori cali dei costi sarebbero invece piuttosto improbabili, secondo il direttore tecnico di GLC Poly, Russ Hamilton, che riferisce che, a fine 2010, la sua
azienda avrebbe raggiunto un livello di 22,90 dollari (15,85 euro) e che, a breve, punterebbe verso la tacca dei 20 dollari (arrivare a 15 sarà comunque «una grande sfida»).
Informazioni per i media PHOTON Europe GmbH, Jülicher Strasse 376, 52070 Aquisgrana, Germania Il gruppo editoriale ha uffici di corrispondenza a Atene, Berlino, Boston, Hong Kong, Hyderabad, Madrid, New York, Parigi, Roma e San Francisco.

Pertanto, tra le conclusioni che si possono trarre dalle relazioni della Conferenza, emergerebbe la considerazione che i quattro massimi produttori di silicio a livello mondiale, che a causa dell’ingresso sul mercato di frotte di nuovi fornitori sembravano aver perso l’oligopolio mondiale incontrastato fino ad alcuni anni fa, potrebbero, sulla scia di un consolidamento di mercato, riguadagnare la testa della corsa. Prima viene la concorrenza delle aziende spesso asiatiche che impiegano il processo Siemens su impianti più economici, poi quella dei nuovi processi produttivi con elevato potenziale di riduzione dei costi. Kamel Ounadjela, dell’azienda tedesco-americana Calisolar Inc., ha ad esempio affermato che, con il silicio di
grado metallurgico purificato (UMG), si potrebbe garantire un rendimento delle celle del 16,5 per cento, e già oggi il prezzo del materiale grezzo è inferiore ai 20 dollari per chilogrammo.

 

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