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Con queste parole determinanti proprio perchè assumono l'idea del cambiamento, il genio fondatore della Apple, è tornato a sperimentare nuove emozioni, purtroppo non più terrestri.
Tributi da tutto il mondo per l'uomo che ha cambiato il vivere di molte persone, in un recente discorso ai ragazzi dell'università , Steve Jobs aveva incitato ad essere 'folli' e perseguire a tutti i costi i propri sogni, senza arrendersi mai perché la vita è un'occasione che non va sprecata e non è giusto viverla con i panni di un altro.
Chi poteva dirlo meglio di lui? Jobs infatti nacque a San Francisco e venne dato in adozione alla famiglia dei Jobs. Rinunciò a frequentare l'università e fondò la Apple in un garage assieme al suo amico Steve Wozniak nel 1976. Jobs era la mente e Wozniak il braccio, l'ingegnere che attuava le idee. I suoi prodotti vanno dalla creazione di sistemi operativi rivoluzionari come il Mac Os X a prodotti come l'iPod per la musica digitale e l'iPad per i contenuti digitali.
Nel 2004 scoprì di avere una rara forma di cancro al pancreas e da allora ha combattuto la malattia senza mai smettere di lavorare. Solo il 24 agosto scorso decise di dare le dimissioni da ogni incarico operativo rimanendo solo presidente della società . Il 5 ottobre si spegne lasciando un ricordo di sé che non riguarda solo la sua azienda, ma anche la sua realtà di uomo.
Per conoscere la chiave del suo successo basta capire i suoi discorsi, le sue frasi 'celebri', come sono state menzionate e raccolte in vere e proprie pubblicazioni. Incitava alla perseveranza, al vivere al meglio ogni giorno della propria vita come se fosse l'ultimo. Suggeriva di seguire il proprio istinto per cercare di fare del bene a tutti i costi senza farsi confondere dai giudizi e dalle opinioni degli altri. Sosteneva che erano le idee semplici quelle vincenti, ma che occorre molto tempo per pensare semplicemente e depurare il proprio pensiero.
Il suo concetto della morte poi era del tutto particolare, sosteneva che la migliore invenzione della vita era proprio la morte, perché determina cambiamento, svolta e nello stesso tempo il suo pensiero costringe a rendere più densa la vita stessa.
In queste riflessioni è chiaro ed evidente che Jobs non era solo colui che ha dato vita a nuovi prodotti dell'informatica, che ha inventato oggetti in grado di cambiare in meglio la vita delle persone, ma una mente riflessiva e profonda che trovava il suo credo nel buddismo e ne aveva fatto la sua regola di vita. La sua eredità di uomo quindi va molto oltre l'operato della sua azienda, al fatto di aver dato una nuova dimensione a quei contenuti che nobilitano l'uomo, la musica, la scienza, la tecnica. La sua personalità infatti rimarrà impressa in chiunque lo abbia avvicinato, per la determinazione e la immensa voglia di vivere che lo caratterizzavano.
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