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Inverter fotovoltaici: a rischio la leadership europea |
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| Rubriche |
| Scritto da Photon |
| Venerdì 03 Settembre 2010 23:31 |
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Da <<Photon - Il mensile del fotovoltaico>> un'accurata analisi sul mercato degli inverter fotovoltaici.
Gli esperti del Laboratorio PHOTON hanno rilevato i prezzi di acquisto di tutti i 338 componenti di un inverter «Soleaf DSP-123KH» di Dasstech, prendendo come riferimento i prezzi di listino per piccoli ordinativi dei componenti. In base ai risultati dell’analisi, il materiale con cui è stato costruito quest’inverter di dimensioni relativamente piccole e dotato di una potenza nominale di 3,3 chilowatt, è costato 172 euro, ovvero 5,2 centesimi di euro per watt: meno della metà di quanto dichiarato alla voce costi del materiale per watt nel bilancio semestrale del leader di mercato mondiale SMA Solar Technology AG con sede, in Germania. I prezzi di vendita correnti per inverter della classe di potenza di tre chilowatt si attestano su 25 a 40 centesimi per watt, ossia costi da cinque a otto volte superiori ai costi del materiale dell’apparecchio Dasstech. Inoltre, questi costi si riducono ulteriormente se si considera nel calcolo anche l’acquisto di grossi quantitativi di componenti che solitamente usufruiscono di notevoli sconti sulla quantità. Il livello qualitativo dei componenti impiegati da Dasstech non si differenzia da quello di altri fabbricanti. Piuttosto l’inverter «Soleaf» beneficia di investimenti ingenti nello sviluppo. Per ogni elemento di circuito, Dasstech ha sviluppato soluzioni tecniche individuali impiegando di conseguenza una quantità minima di componenti. Una strategia costosa in sede di sviluppo, ma redditizia se si fabbricano grossi quantitativi. Invece, nel settore degli inverter finora era prassi comune rifornirsi presso altri fornitori di determinati componenti circuitali prefabbricati. Questi componenti, essendo spesso sovradimensionati e composti da un numero inutilmente alto di singole parti, hanno costi corrispondentemente più alti. Sebbene l’inverter di Dasstech, nel testo condotto da «PHOTON», abbia ottenuto un risultato decisamente peggiore della maggior parte degli apparecchi di SMA testati finora, il suo deficit è addebitabile in buona misura al software di controllo non ancora collaudato. Problemi del genere sono di facile soluzione, come già hanno dimostrato altri produttori, o quantomeno risolvibili in tempi più rapidi rispetto alla riconversione verso concetti più efficienti di una progettazione dispendiosa in termini di materiali e di costi. Nella foto in alto: Costi del materiale dimezzati: i componenti di questo inverter del produttore coreano Dasstech hanno un costo di circa cinque centesimi per watt, come ha evidenziato un’analisi realizzata da «PHOTON». |
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Aquisgrana (Germania), 2 settembre 2010. Dopo i produttori europei di moduli fotovoltaici, anche i produttori continentali di inverter subiranno prevedibilmente sempre più la pressione della concorrenza asiatica. Attualmente in Europa si fabbrica ancora oltre il 60 per cento degli inverter venduti a livello mondiale, ma questa leadership è minacciata dai costi eccessivi per i materiali, come evidenzia un’analisi condotta dalla rivista «PHOTON – Il mensile del fotovoltaico».










