|
Ieri il divieto di fumare - oggi il limite di velocitá, dall’Inghilterra, Francia e Germania le soluzioni alternative.
«La proposta di adottare i 70 chilometri orari sulle Tangenziali è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei sindaci convocata a Palazzo Isimbardi alla presenza del vicesindaco di Milano, On. Riccardo De Corato e dell’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà, a margine dei due tavoli tecnici (provvedimenti sul traffico e misure sul riscaldamento) svoltisi nella sede centrale dell’Ente con la partecipazione di una delegazione di primi cittadini del Milanese -.
L’obiettivo che le Amministrazioni coinvolte intendono contribuire a cogliere con i limiti di velocità, fissati sino al 15 marzo da un’apposita ordinanza, è la tutela della salute pubblica. Lo stesso scopo, insomma, che si proponeva di conseguire il divieto di fumare nei locali pubblici che tanto fece discutere quando, nel 2003, venne imposto e che, invece, poi tutti accettarono riconoscendone il valore e l’efficacia.
Studi scientifici avanzati concordano, d’altra parte, sulla circostanza che, a una riduzione da 90 a 70 chilometri orari della velocità, corrisponda una diminuzione nel consumo di carburante del 40% con parallelo calo delle emissioni inquinanti prodotte dai mezzi. Non si può ignorare che, dal 1° gennaio in avanti, i livelli di Pm10 accettati dell’Unione europea sono risultati superati 52 giorni su 58. E nemmeno che l’Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in base alla proiezione di un’indagine già diffusa sull’impatto sanitario del particolato, ha, di recente, ipotizzato che le morti causate dal particolato nei 30 capoluoghi della Pianura Padana potrebbero presto superare le 7.000 unità all’anno».
 Una possibile soluzione ci arriva da Oltremanica. Mentre l’Italia continua a dover pagare multe salatissime per aver sforato in quasi tutte le grandi città italiane il limite delle PM10 consentito dall’Unione Europea, Londra pare abbia trovato una tecnica alternativa ed efficace al costo di 300 mila sterline (poco più di 350 mila euro): uno spray anti-PM10.
La soluzione, a base di calcio acetato di magnesio CMA, è una composizione salina biodegradabile che viene riassorbita interamente dall’ambiente, senza creare danni alla salute e all’habitat.
Lo spary, spruzzato sulla carreggiata, è in grado di causare un effetto collante per le sostanze inquinanti come le PM10 prodotto dai gas di scarico dei veicoli, dai pneumatici e dai freni delle auto. Questo fenomeno blocca a terra le microparticelle di particolato tanto dannose per la salute.
«Sulle autostrade della Confederazione elvetica vigono, in ottica di provvedimento antismog, i 70 chilometri orari – continua Podestà -. Gli svizzeri si adeguano e, per la stragrande maggioranza, rallentano. Mi chiedo, quindi, perché sulle Tangenziali tanti automobilisti si ostinino a non rispettare il limite e si espongano alle sanzioni previste dal Codice della strada.
E questo nonostante la concessionaria di Est, Ovest e Nord, la nostra controllata Milano-Serravalle Spa, abbia provveduto ad adeguare la segnaletica. Penso che, più delle multe, il senso civico dovrebbe indurre gli automobilisti a contribuire alla salvaguardia della salute. Chi continua superare i 70 orari dovrebbe tenere presente che, come certificato dagli specialisti della Clinica pediatrica “De Marchi” di Milano, sono in crescita nei bambini le malattie polmonari. Una riflessione su questo dato risulterebbe, secondo me, più convincente di qualsiasi sanzione».
Chi viaggia sulle tangenziali milanesi non può certo affermare che la segnaletica sia esistente o quantomeno abbia una sufficiente visibilità. Per essere tale, ad ogni rampa d’ingresso, dovrebbe essere collocato il cartello col nuovo limite, cosa non sempre vera. Ma esiste una soluzione alternativa facile, immediata ed efficace.
Paesi come Francia e Germania stanno infatti combattendo le PM10 a suon di lavaggio delle strade e autostrade. Certo, questo comporta una spesa notevole per i Comuni e, allo stesso tempo, una cessata rendita derivante dalle sanzioni per eccesso di velocità, ma è un atto dovuto di buon senso da parte delle amministrazioni comunali utile per la salvaguardia della salute di tutti i cittadini.
|
Commenti