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Scritto da Bianca Zanardi
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Sabato 13 Novembre 2010 18:22 |
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Un convegno a Roma con i maggiori specialisti a livello Europeo per sensibilizzare sui problemi della sordità profonda
E' in corso un convegno internazionale presso il Centro congressi della facoltà di Sociologia in via Salaria a Roma. L’incontro è stato organizzato dal Centro Impianti Cocleari dell’Università La Sapienza e dall’associazione onlus per le problematiche della sordità “La Chiocciolina” per fare il punto sulla situazione sugli impianti cocleari, grande novità per le problematiche della sordità profonda.
La sordità è una menomazione subdola. Permette di condurre apparentemente una vita normale, ma in realtà genera profondi problemi legati alla comunicazione. Soprattutto se la sordità inizia dalla più tenera età il problema si ripercuote sulla possibilità di apprendere il linguaggio e quindi di poter comunicare.
L'apprendimento ne viene fortemente limitato, ma soprattutto la sordità destina all'isolamento sociale in quanto impedisce alla persona di avere un rapporto reale col mondo che lo circonda. Negli ultimi anni per fortuna c'è stata sensibilizzazione al problema e molte persone hanno imparato a riconoscere chi è sordo per il tono particolare della voce o il modo di parlare e quindi si sono ridotti moltissimo i casi imbarazzanti in cui il sordo non viene capito e alle volte ignorato.
Ora però si è aperta una nuova possibilità con gli impianti cocleari, si tratta di una particolare tecnica dell’impianto “dell’orecchio bionico” che ha consentito di udire a pazienti affetti da sordità profonde, soprattutto bambini anche di appena un anno di età. Roberto Filipo, ordinario di Otorinolaringoiatria al Policlinico Umberto I – Università “La Sapienza” di Roma spiega che il lavoro del suo centro si occupa delle necessità del paziente a 360 gradi, valutando sia clinicamente che psicologicamente il sordo. Soprattutto chi non ha mai sentito deve essere educato a ricevere gli impulsi auditivi.
L'intervento avviene sotto anestesia e prevede 3-4 giorni di degenza in ospedale. In seguito sono previsti 2-3 controlli a distanza di 10 giorni l'uno dall'altro e dopo quindici giorni dall'intervento si procede ad applicare esternamente il processore verbale che ha una forma molto simile a quella di un comune apparecchio acustico. L'impianto cocleare quindi risulta costituito da una parte interna, che necessita di intervento chirurgico, e una esterna. Il nervo acustico viene stimolato elettronicamente sostituendo la coclea e quindi permettendo di sentire. A questo segue una riabilitazione che però permette di sentire e parlare molto bene, con voce naturale, si arriva a cantare e suonare strumenti musicali.
I centri di riferimento sono ovviamente fondamentali, ma i fondi scarseggiano. Innanzi tutto occorre riconoscere la sordità profonda come vera e propria disabilità e quindi stanziare nuovi fondi per gli impianti cocleari. Al convegno in corso a Roma queste sono le richieste principali così da poter consentire ai sordi di avere una vita normale. Filipo spiega: “Abbiamo riunito i maggiori centri europei e le associazioni di pazienti proprio per fare una petizione all’Unione con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e l’Ue e ottenere che le persone affette da sordità profonda vengano riconosciute come disabili. …
Non si identificano i centri e non è mai stato individuato un budget ad hoc, mentre nella maggioranza dei Paesi europei, fra cui la Romania, è lo Stato che fa eseguire gli interventi a costo zero per il malato. In Italia, invece, non ci sono fondi destinati dal ministero della Salute o dalla Regione Lazio a questo tipo particolare di interventi e tutto finisce per pesare unicamente sulle spalle del singolo ospedale.”.
Alla fine del convegno è previsto il concerto “Oltre le barriere: i colori della musica”, al teatro “Tendastrisce” in via Perlasca nel VII municipio di Roma, con i musicisti dell’orchestra di “Piazza Vittorio” eseguito per i bambini che hanno l’udito grazie all’impianto cocleare e che quindi potranno sentire finalmente della musica.
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