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Puglia
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Scritto da Michele Casella
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Mercoledì 01 Settembre 2010 00:18 |
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Domenica 5 settembre ad Alberobello in anteprima assoluta
Il 5 settembre il cartellone del Sovrana Festival presenta NERI MARCORÈ in un’anteprima assoluta per questo eccezionale artista nazionale. Un esilarante one-man show di uno dei migliori attori della scena italiana, con un repertorio fatto di musica e parole che spazia da Gaber a Ligabue, da Zapatero al nostrano Gasparri. Un melange di estratti dalla sua carriera teatrale e televisiva nella suggestiva cornice del Trullo Sovrano.
NERI MARCORÈ continua a mostrarsi e ad affermarsi come una delle personalità più versatili e volitive della scena italiana. Un attore completo che ha saputo misurarsi con tutti i generi dello spettacolo: dalla fiction (con Papa Albino Luciani e col recente fortunatissimo Tutti Pazzi Per Amore) alle spassosissime imitazioni in trasmissioni come Mai dire Goal, Pippo Kennedy Show, L’Ottavo Nano, Parla Con Me.
Ma la carriera di Marcorè arriva anche al cinema, con ben 24 pellicole (realizzate non solo in Italia) al fianco di registi come Avati, Virzì, Oldoini, Sironi, Donnersmarck, Pettigrew, Claudel; e poi i tour teatrali con la rilettura di Gaber, i concerti nei Palasport con Luca Barbarossa, senza dimenticare la misurata e notevole conduzione di quel piccolo esempio di buona televisione che è Per Un Pugno Di Libri e la lunghissima serie di doppiaggi (Simpson, Re Leone, Lilli e il Vagabondo, etc.).
5 settembre SOVRANA FESTIVAL Il Recital Di NERI MARCORÈ !!! ANTEPRIMA ASSOLUTA !!! @ Piazza Indipendenza, Alberobello (Bari) Start: h 21.30 Ticket: 15 euro Info: 080.4322060 - 328.8946202
Prevendite: Alberobello - Miseria e Nobiltà (080.4324082 – 349.1928933) Bari - New Record (080.5243946) Bari - Centro Musica (080.5211777) Bari - Boox Office ---> a partire dal 26/8 Putignano - Libreria Spazio (080.4054223)
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Puglia
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Scritto da Ufficio Stampa
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Lunedì 30 Agosto 2010 15:28 |
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Dati sbalorditivi: l’affluenza nella seconda metà di agosto e le prenotazioni di settembre
Anche Roberto Benigni e la moglie Nicoletta in questa terra straordinaria con vacanze ricche di natura, cultura e arte, il tutto nel segno della lentezza, Ludovico Einaudi: «…non mi sarei mai e poi mai immaginato una cosa così!».
In quasi tutte le località italiane, la crisi economica anche in questo 2010 ha fatto registrare un calo delle presenze turistiche, sia nel mese di luglio che ad agosto. Si prevede una perdita complessiva a fine estate di 1,5 miliardi di euro. In termini percentuali si parla di un calo di circa il 2% rispetto al 2009, quando l’estate era stata ancora più nera con -4,5%.
A dispetto di queste cifre, c'è fortunatamente un'isola felice (meglio dire una penisola felice) che paradossalmente ha dato e sta dando dimostrazione di dati addirittura capovolti, con un incremento del 5,2% a luglio e nella prima metà di agosto e, dato ancora più sbalorditivo, del 9,3% nella seconda metà di agosto. Un incremento, quest’ultimo, assolutamente imprevisto che sta dando una carica di fiducia e di ottimismo agli operatori e alla popolazione tutta.
Parliamo del Salento, il famoso “tacco d’Italia” che negli ultimi anni, grazie anche alle continue, originali ed innovative campagne di promozione messe in atto dai giovani studenti di “Repubblica Salentina”, ha sviluppato un appeal unico ed è divenuto meta di scoperta e di valorizzazione da parte di un pubblico sempre più numeroso e variegato. Ne sa qualcosa il grande Roberto Benigni che proprio in questi giorni è qui, in terra salentina, insieme alla bella moglie Nicoletta Braschi.
Il premio Oscar italiano è ospite dell’amico Giorgio Forni, il notaio bolognese che insieme alla moglie ha acquistato e ristrutturato un’antica masseria in agro di Specchia. E se, come il notaio Forni, anche l’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren, il regista Francis Ford Coppola, l’oncologo Umberto Veronesi, il banchiere Roberto Vitale e tanti altri personaggi noti hanno scelto di acquistare immobili e terreni in questo estremo lembo di Italia, un motivo dovrà pure esserci.
Lo chiamano il Salento dei tre miracoli, anzi no, questa volta ce ne prendiamo la totale paternità, siamo noi di Repubblica Salentina a definirlo così. Il primo miracolo lo abbiamo appena descritto, riguarda l’afflusso turistico che, in assoluta controtendenza, ogni anno registra incrementi sempre più importanti negli arrivi, con ospiti che giungono sia dall’Italia che dall’estero. Il secondo miracolo è il fenomeno che va sotto il nome di “Notte della Taranta” e qui di seguito ve ne spieghiamo il motivo, il terzo miracolo è rappresentato dalla naturale ed innata “allergia” che il Salento ha per la vita frenetica, la cosiddetta “fast life”, tanto da meritarsi il titolo di capitale della “Slow Life”.
Il grande evento della “Notte della Taranta” non lo annoveriamo fra i “miracoli” in quanto richiama ogni anno più di 100mila spettatori (sono tantissimi gli eventi che riescono a fare numeri ben più importanti) e nemmeno perché ha avuto come Maestri concertatori grandi nomi come Daniele Sepe, Piero Milesi, Joe Zawinul, Vittorio Cosma, Stewart Copeland, Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani e, quest’anno, Ludovico Einaudi, ma perché riteniamo che sia l’unico evento al mondo capace di richiamare 100mila GIOVANI ad un concerto di musica folk!
Per completezza d’informazione, riferiamo che l’edizione 2010 del concertone della Notte della Taranta ha avuto luogo sabato scorso 28 agosto, sempre nella storica location di Melpignano in provincia di Lecce. Il Maestro Ludovico Einaudi si è trovato di fronte ad un pubblico palpitante e danzante che riempiva il piazzale a vista d’occhio (questo se l’aspettava) e ad un entusiasmo, un calore ed una partecipazione rivolta sia alla sua persona che al “suo” concertone assolutamente scioccante (questo non se l’aspettava!).
«Non mi sarei mai immaginato un successo così vistoso - ha dichiarato - me ne avevano parlato, ma non mi aspettavo di trovare un’atmosfera così intensa, palpitante, esserci, viverla, poi sulla propria pelle è davvero un’altra cosa, che non si può nemmeno immaginare. S’è respirato un clima bellissimo ed unico e questo me l’hanno confermato mio figlio e mia figlia Jessica, che non hanno voluto perdersi l’evento.»
Come già anticipato, il terzo miracolo è la “Salento Slow Life”. Qui, nella penisola salentina, non ha attecchito per nulla il virus della “fast life”, della vita frenetica a tutti i costi, della vita mordi e fuggi, qui, il popolo salentino conserva una innata, particolarissima ed esclusiva propensione allo stile di vita “slow”, assolutamente tutto da riscoprire.
E' l’elogio della lentezza nel compiere le cose, della delicatezza del cuore, dello sguardo rispettoso e meravigliato verso tutto e tutti, non come evasione, ma come apprezzamento umile e coraggioso del qui e ora. L'andamento slow non è il dolce far niente, bensì il festina lente, dell' "affrettarsi adagio", di cui parlavano i latini e prima ancora i greci.
Nel Salento tutto è slow, è sufficiente svegliarsi al mattino presto e vedere i movimenti morbidi dei primi lavoratori, i pescatori, i contadini, gli operatori al mercato, gli edicolanti, per poi proseguire lungo tutta la giornata, la colazione, i rapporti umani, gli spostamenti, il lavoro, sì, anche il lavoro, e non confondiamo per favore l’efficienza con la frenesia!
Tutte le attività autoctone del territorio, l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, inducono inevitabilmente verso un atteggiamento lento e riflessivo. Tutto scorre secondo un orologio rallentato rispetto al resto del mondo, ed è probabilmente per questo motivo che chi non ne è abituato, nei primi giorni di permanenza prova quasi un disagio e tende a sollevare veloci e facili critiche a questa vita slow.
Ma, magicamente, con lo scorrere del tempo, se è una persona sensibile ai valori veri e profondi, se è disposto a “vivere” ciò che ha intorno e non solo a “vedere” o a “visitare”, allora inizia a scoprirne la bellezza e l’intimo piacere, e arriva a provare una sana e buona invidia per questo popolo e per i suoi ritmi. La Salento Slow Life ha al suo fianco una mascotte, la tartaruga multicolore denominata “Bellu Bellu”, la quale dispensa i suoi utili consigli di vita slow.
Per chi non conoscesse bene la lingua salentina, l’espressione dialettale “bellu bellu” si può tradurre con “piano piano”, e rappresenta proprio un incentivo, un invito a fare e a muoversi con calma. Ancora un ulteriore conferma, quindi, che in questa terra “lento” è legatissimo a “bello”.
Alcuni riferimenti utili:
Salento Slow Life: www.repubblicasalentina.it/salentoslowlife
Notte della Taranta: www.lanottedellataranta.it
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Scritto da Valentina Vantaggiato
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Giovedì 26 Agosto 2010 21:13 |
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Concerto con letture dal"Combattimento Spirituale" di Lorenzo Scupoli per il IV Centenario della sua morte
Sabato 28 agosto alle ore 21:00 nella Cattedrale di Otranto si terrà un suggestivo Concerto Spirituale con musiche “di battaglia” di autori del XVI e XVII secolo, eseguite su strumenti antichi dall’Ensemble Pro Musica Antiqua di Savona e con letture dal celebre “Combattimento Spirituale” di Lorenzo Scupoli, il religioso Teatino nato ad Otranto intorno al 1530 e morto a Napoli il 28 novembre 1610, scrittore di alcuni importanti e famosi testi di spiritualità.
Parteciperà all’evento anche il gruppo cittadino “I Tamburellisti di Otranto” che da alcuni anni con le sue iniziative coinvolge in attività culturali ragazzi di diverse età, svolgendo un importante ruolo socio-educativo nella comunità.
Il concerto fa parte delle attività realizzate per il IV Centenario della morte di Scupoli, già avviate nella Cattedrale di Otranto lo scorso 28 novembre e che proseguono in diverse città d’Italia fino a tutto dicembre 2010.
Le iniziative sono organizzate dall’Ordine dei Chierici Regolari Teatini in collaborazione con il Comune di Otranto e con numerose ed importanti Istituzioni: incontri, letture, concerti, eventi liturgici, un convegno di studi interdisciplinari, occasioni e voci diverse chiamate a riscoprire e a conoscere uno scrittore sui generis, che con le sue opere ha illuminato la sua epoca e la spiritualità moderna, pur rimanendo sempre nell’ombra.
Il Combattimento Spirituale è, sorprendentemente, uno dei più grandi successi editoriali di tutti i tempi, con più di seicento edizioni e traduzioni in tutte le lingue: fra i molti ammiratori che ricevettero una profonda influenza dagli scritti di Scupoli vi sono grandi personalità come san Francesco di Sales, Mary Ward, san Paolo della Croce.
Dei primi quarant’anni di Francesco Scupoli, nato ad Otranto intorno all’anno 1530, non si hanno notizie: è certo che il 4 giugno 1569, “dopo numerose richieste”, entra come postulante nella Casa religiosa di San Paolo Maggiore in Napoli – sede del nuovo e rigoroso Ordine dei Chierici Regolari, detti Teatini, fondato nel 1524 da san Gaetano Thiene – dove inizia il noviziato sotto la guida spirituale del grande maestro e santo Teatino, Andrea Avellino.
La ‘nuova nascita’ dello Scupoli è dunque nel giorno della Professione di fede avvenuta il 25 gennaio del 1571, giorno in cui “si spoglia dell’uomo vecchio e si riveste del nuovo” e muta il suo nome in Lorenzo: Laurentius Hydruntinus fu poi «quasi sigillo di autenticità che non lasciò mai, né in vita, né dopo morte». Un lungo e avventuroso percorso lo vede nelle Case teatine di Piacenza, Milano, Genova, Venezia, Padova, Roma: è valido collaboratore dell’opera riformatrice avviata da san Carlo Borromeo e si prodiga nella cura dei confratelli, dei malati e degli appestati.
A Venezia nel 1589 compare anonima la prima edizione a stampa del Combattimento Spirituale sua più celebre opera che, tradotta in molte lingue fra cui anche il russo, l’arabo, il cinese e il giapponese, con oltre seicento edizioni è, insieme agli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio, capolavoro della letteratura spirituale della storia moderna d’Occidente.
Nell’ottica del ‘combattimento spirituale’, la metafora della battaglia del soldato della Controriforma trova una mutazione esemplare e potente: questo nuovo soldato, riprendendo antichi elementi a vantaggio di nuovi significati, rivolge la spada verso il suo interno; nell’esercizio riscatta, in una rinnovata unità dell’homo universalis, la pienezza dell’humanitas e la grazia dell’humilitas.
Nel 1599 Scupoli ritorna nella Casa di Napoli dove trascorre i suoi ultimi anni insieme con sant’Andrea Avellino e i celebrati confratelli, il musicista Pietro Paolo (Scipione) Stella e l’architetto Francesco Grimaldi, le cui vicende esistenziali, spirituali e culturali si intrecciano in un perfetto gioco polifonico con le tante ‘storie’ dei personaggi principali della cultura napoletana di quegli anni: Carlo Gesualdo principe di Venosa, Giovan Battista Manso, Giovan Battista Marino, Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Padre Bartolomeo Más CR, uno dei massimi studiosi viventi dell’Autore, scrive: «Dedicato completamente alla vita interiore, fu fortificata la sua umiltà e accesa, con più veemenza dal forte vento della tribolazione, la fiamma della carità. Già maestro esperto per la lotta e ora allenato in questa palestra, con la fiduciosa rassegnazione alla volontà divina, insegnò con l’esempio quello che diceva e che scriveva».
Con il patrocinio di : Provincia di Lecce, Comune di Napoli Ensemble Pro Musica Antiqua Alberto Rossi cornetto e flauto dritto Lucio Testi bombarda, Roberta Pregliasco trombone Gaetano Conte dulciana, Massimo Carrano percussioni
Silvia De Palma voce recitante
ingresso libero e gratuito
Info : tel. +39.328.6294500
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www.venitepastores.net
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Scritto da Valentina Vantaggiato
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Mercoledì 25 Agosto 2010 19:32 |
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Il 1° e il 2 settembre, la Città dei Martiri ospiterà la seconda edizione
Il cinema europeo dialoga con i territori. Il processo di decentramento dell’industria dell’audiovisivo ha trovato nelle regioni un interlocutore decisivo. I Fondi pubblici regionali e le Film Commission sono diventati un tassello fondamentale del sistema di finanziamento del cinema.
Non si tratta di esperienze marginali né di un cinema minore. L’originalità delle storie ed il talento degli autori hanno consentito a molte opere girate con l’aiuto dei Fondi Regionali di vincere festival nazionali ed internazionali ed approdare, con successo, nelle sale. Ecco come nasce OFFF, Otranto Film Fund Festival. Si è pensato ad una rassegna che promuova e celebri le opere prodotte con il sostegno delle Film Commission e dei loro fondi.
La seconda edizione della rassegna ospiterà lungometraggi, documentari e cortometraggi. La scelta dei due film, “Copia conforme” ed “Honeymoons”, è rappresentativa della capacità delle film commission europee di collaborare attraverso rapporti di coproduzione che guardano al di là del prodotto filmico in sé, aprendosi ad un’esperienza cinematografica di respiro più ampio, europeo ed internazionale. I cortometraggi in rassegna, “Passing Time”, “L’altra metà” e “Uerra” sono stati realizzati con il sostegno di Apulia Film Commission e candidati al David di Donatello 2010.
Il documentario selezionato, “Draquila. L’Italia che trema”, è un’opera di Sabina Guzzanti che affronta il rapporto tra cinema e territori in presa diretta, senza finzioni narrative. Pertanto, in occasione della seconda edizione della rassegna OFFF, il Comune di Otranto ha istituito il premio speciale “Cinema e Territori”, assegnandolo al documentario “Draquila” per il merito che l’opera ha avuto nel sollevare le criticità nel rapporto tra politica e governo del territorio, in riferimento alla gestione dell’emergenza del terremoto in Abruzzo.
Infine, “Panta Rei” è un documentario fortemente voluto e sostenuto dal Comune di Otranto, un’opera di ricerca e di memoria, un enciclopedico movimento di saperi altrimenti destinati a svanire. È il documentario di un luogo, Otranto, dove ogni uomo può dare corpo, e parole, agli alfabeti del possibile.
Si rinsalda la collaborazione fra Apulia Film Commissione e il Comune di Otranto. Il sindaco Luciano Cariddi esprime viva soddisfazione: “Abbiamo creduto di portare ad Otranto qualcosa di importante e lo abbiamo fatto nell’ottica di creare nella nostra città una nuova curiosità, un nuovo interesse, per cercare di arricchire il territorio con il cinema, l’arte, la letteratura. Come Amministrazione vogliamo investire in appuntamenti di cultura e di qualità come questo. Noi continuiamo su questa strada sperando che si possa crescere come territorio. Da non sottovalutare, infine, che il cinema rappresenta anche un fondamentale veicolo di turismo”.
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Scritto da Luigi Antonio Catacchio
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Martedì 24 Agosto 2010 21:52 |
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Il lungomare di Molfetta fra musica, tornei di calcetto, esposizioni di auto, moto e stand commerciali
Il lungomare di Molfetta è parte integrante della città, ormai inesorabilmente abbandonato a se stesso con i suoi coraggiosi commercianti. Prospettiva che un gruppo di giovani molfettesi vuole cambiare, mettendosi in gioco e mettendo in gioco le potenzialità che la nostra città possiede.
La cooperativa Oltreconfine Onlus – che vede alla sua presidenza Saverio Di Gioia, assieme alla collaborazione di Robert Amato, Alessandra Di Gioia, Gianni Floro, Angela Spadavecchia e Maria Squeo – ha raccolto la sfida: rendere il lungomare Colonna un elemento fondamentale per lo svolgimento della vita cittadina e non semplice luogo di passaggio da una zona all’altra della città.
È per questo che giovedì 26 agosto, a partire dalle ore 18.00, la manifestazione “Notte di stelle” riempirà il lungomare Colonna di vita e musica, fra tornei di calcetto, esposizioni di auto e moto, una serie di stand commerciali, giochi per i più piccoli e un palco che animerà la serata, presentata da Lucia Catacchio, con la musica dei New Moons e di molti altri e la presentazione della squadra di calcio a cinque del Real Molfetta.
La manifestazione vede il patrocinio del Comune di Molfetta ed è sponsorizzata dalle attività commerciali del lungomare e Radio Idea media partner.
Avrà inizio alle ore 18.00 con i tornei di calcetto e proseguirà fino a tarda serata con gli spettacoli e le esposizioni, occupando l’area centrale del lungomare.
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