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Piemonte
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 18 Maggio 2012 23:37 |
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I Guidobono pittori del barocco dal 29 maggio al 2 settembre 2012 Palazzo Madama, Torino.
A Palazzo Madama una mostra dedicata alla carriera dei fratelli Bartolomeo e Domenico Guidobono, pittori originari di Savona, incaricati tra il 1708 e il 1721 di affrescare le volte dell’appartamento della seconda Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Un’occasione per scoprire e per conoscere due figure poco note dell’ambiente artistico torinese tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento; due pittori che hanno lasciato il segno della loro ispirazione più alta nei soffitti di Palazzo Madama, ma a cui si deve anche una vasta produzione di quadri da cavalletto, ora in gran parte dispersa in musei e collezioni private d’Europa e d’America.
L’attività dei Guidobono si divide tra la Liguria e il Piemonte. Arrivano a Torino al seguito del padre Giovanni Antonio, pittore e ceramista stipendiato da Vittorio Amedeo II, e soggiornano in città in due fasi, tra il 1685 e il 1690 e dal 1702 al 1726. La loro arte introduce in Piemonte i caratteri leggeri e festosi della grande decorazione barocca genovese, che trae i suoi spunti dall’osservazione della natura e dallo studio degli effetti della luce. Favole mitologiche, storie bibliche e soggetti sacri, nature morte e scene di magia si accompagnano alla descrizione precisa di fiori, frutti, uccelli, animali, oggetti e brani di natura morta, con esiti di raffinata leggerezza e talvolta di seducente mistero.
Il percorso della mostra presenta dipinti, disegni e incisioni: alla produzione dei Guidobono si affiancano esemplari di grandi comprimari genovesi e di altri artisti che rappresentarono dei punti di riferimento per la loro formazione. Opere di Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Daniel Seyter fanno da confronto e da contrappunto al racconto dell’avventura pittorica dei fratelli Guidobono, mentre una piccola selezione di ceramiche richiama l’attività svolta a Savona dalla famiglia Guidobono.
L’esposizione è arricchita da una scelta di incisioni di Rembrandt e di Castiglione, veicolo importante di diffusione di modelli figurativi che stanno alla base di gran parte della pittura genovese, e da una sezione di disegni e bozzetti di Piola e De Ferrari provenienti dal Gabinetto dei disegni e della stampe di Palazzo Rosso a Genova, testimonianza dell’esuberante decorazione genovese nelle sue fasi progettuali.
La mostra è, infine, occasione per fare il punto sulla fortuna critica e sugli studi svolti intorno ai due pittori: pur avendo lavorato per committenti importanti come i Savoia, nella decorazione di edifici di grande rilievo come Palazzo Reale e Palazzo Madama, Bartolomeo e Domenico Guidobono sono stati a lungo trascurati dalla critica. In particolare, il loro impegno presso la committenza privata, con quadri da cavalletto di dimensioni talvolta ridotte, ha provocato la dispersione della loro produzione nelle collezioni private d’Europa e d’America. Con questa mostra viene approfondito il lavoro dei Guidobono attraverso una lettura allargata della loro produzione artistica e della cultura figurativa cui si riferirono. Le opere in mostra sono presentate seguendo una scansione cronologica, che evidenzia i caratteri specifici dei due pittori, le reciproche influenze e le fasi di collaborazione.
Bartolomeo Guidobono (Savona 1654 - Torino 1709), il più anziano dei due, esordisce con un primo soggiorno in Piemonte tra il 1685 e il 1690. A questo momento risalgono gli affreschi del presbiterio dell’abbazia di Casanova presso Carmagnola e un perduto dipinto per Palazzo Madama nell’“appartamento vecchio” di Madama Reale. Ben più lungo e ricco di opere è il suo secondo periodo torinese, tra il 1702 e il 1709, durante il quale lavora oltre che per le residenze di corte anche per gli altari delle chiese torinesi e del territorio del ducato. In mostra troviamo soprattutto tele che raffigurano grandi scene mitologiche e bibliche, destinate ad arredare le residenze genovesi, mentre gli interventi decorativi più importanti svolti a Torino (gli affreschi del convento di San Francesco da Paola e della cupola del Pilone, il soffitto nell’appartamento ora detto di Madama Felicita a Palazzo Reale) vengono richiamati nel percorso espositivo attraverso immagini video.
Alla morte di Bartolomeo, nel 1709, emerge con maggiore forza ed una precisa individualità Domenico Guidobono (Savona 1668 - Napoli 1746), suo fratello minore, che mantiene il rapporto privilegiato con Madama Reale Maria Giovanna Battista. Domenico rimane, dopo l’uscita di scena del fratello, indiscusso protagonista della decorazione delle sale al Primo Piano di Palazzo Madama (quelle che oggi chiamiamo Sala Guidobono, Camera di Madama Reale, Gabinetto Cinese e Veranda Sud), che la Duchessa va allestendo tra il 1708 e il 1721. Contemporaneamente riceve altri importanti incarichi a Torino e nel Ducato, finché, messo in posizione di marginalità rispetto ai cantieri delle residenze reali orchestrati da Filippo Juvarra, si trasferisce a Genova e poi a Napoli dove muore nel 1746. La figura dell’artista viene indagata grazie alle recenti scoperte documentarie e figurative, di cui il filo conduttore è rappresentato dall’inventario dotale della figlia, Maria Beatrice, redatto nel 1720, in cui sono elencate molte opere che in origine si trovavano presso la bottega torinese del pittore e che sono oggi identificabili in dipinti in gran parte conservati in musei stranieri (Parigi, Louvre e New York, Metropolitan Museum).
La mostra è curata da Mary Newcome Schleier, da Giovanni Romano (Università di Torino) e da Gelsomina Spione (Università di Torino). Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.
PALAZZO MADAMA – Museo Civico d’Arte Antica Piano nobile Piazza Castello, Torino
Ingresso: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni
Orario del museo: martedì-sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso lunedì
Informazioni per il pubblico: 011 4433501
Siti Internet: www.palazzomadamatorino.it e www.fondazionetorinomusei.it
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Scritto da Ufficio Stampa
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Giovedì 17 Maggio 2012 18:43 |
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Giovedì 17 maggio ore 20.30 l'inaugurazione del ciclo dei concerti di Beethoven presso l'Auditorium “G. Agnelli”, Torino.
Con il ritorno sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli della Mahler Chamber Orchestra - assente al Lingotto dall’aprile del 2009 quando fu guidata da Claudio Abbado per una produzione in esclusiva del Requiem di Mozart - giunge a conclusione la stagione 2011-2012 dei Concerti del Lingotto. Alla chiusura della regolare programmazione stagionale corrisponde tuttavia l’inizio del ciclo triennale che prevede l’esecuzione, in tre serate, di tutti i cinque Concerti per pianoforte di Ludwig van Beethoven.
Protagonista di questo progetto pluriennale, che si concluderà con la stagione 2013-2014, è il pianista norvegese Leif Ove Andsnes, che per l’occasione dirige dalla tastiera la Mahler Chamber Orchestra. Nato nel 1970, si è imposto all’attenzione internazionale nel 2004 grazie a una pluripremiata incisione del Concerto per pianoforte del connazionale Edvard Grieg, autore prediletto per il cui centenario della nascita, nel 2007, fu protagonista per la televisione norvegese di una straordinaria esecuzione sulla vetta dei monti Hardanger con un pianoforte appositamente trasportato in elicottero.
 Il programma della serata, che si svolge giovedì 17 maggio 2012 alle 20.30, propone dunque al pubblico del Lingotto due dei cinque concerti per pianoforte beethoveniani. Si comincia con il Concerto n. 1 in do maggiore op. 15, completato ed eseguito a Praga nel 1798 dallo stesso autore seduto al pianoforte; primo in ordine di stampa, il Concerto fu tuttavia composto dopo il suo gemello in si bemolle maggiore, pubblicato successivamente come Concerto n. 2 op. 19.
A metà, come intercapedine tra i due concerti, si situa Apollon Musagète di Igor Stravinskij, balletto neoclassico in due quadri rappresentato per la prima volta a Washington nel 1928, in questa occasione eseguito dalla Mahler Chamber Orchestra senza direttore.
Completa la serata l’esecuzione del Concerto n. 3 in do minore op. 37 di Beethoven, capolavoro della letteratura per pianoforte e orchestra di ogni tempo, che inaugura, insieme alle opere di quel periodo, quello che sarebbe passato alla storia come il “periodo eroico” della produzione beethoveniana.
La biglietteria è aperta nei giorni 15, 16 e 17 maggio 2012 in via Nizza 280 interno 41, dalle 14.30 alle 19, e un’ora prima del concerto, dalle 19.30. Poltrone numerata da 23 a 50 euro, e ingressi non numerati da 20 e 13 euro (ridotto per i giovani con meno di trent’anni) in vendita un quarto d’ora prima del concerto secondo disponibilità.
Informazioni: 011.63.13.721.
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Scritto da Paola Belletti
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Martedì 15 Maggio 2012 16:24 |
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Al ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nomi assurti a simboli unificanti dell’Italia civile, nel ventennale del loro assassinio, è dedicata Biennale Democrazia per la Legalità: lezioni pubbliche, laboratori nelle scuole, confronti tra i cittadini nelle Circoscrizioni.
Il 2 maggio, ha preso il via un ciclo di incontri tra autori e lettori, nelle biblioteche civiche, che hanno proposto lo “scaffale” dei libri della legalità. Anche in alcuni centri culturali delle Circoscrizioni è da tempo iniziato un confronto attivo tra i cittadini impegnati a discutere con personalità e studiosi protagonisti della lotta alla criminalità, sul tema del quotidiano rapporto con la legge e sulle forme di illegalità e corruzione che possono svuotarla di significato, rendendo l’esistenza di ciascuno di noi più fragile.
Questi percorsi di avvicinamento, che vedono la partecipazione di migliaia di studenti e cittadini, si concluderanno con un ciclo di lezioni pubbliche, dal 19 al 23 maggio, nei teatri della città, che daranno voce a numerosi protagonisti della vita culturale e civile, chiamati a riflettere sulla legalità come condizione di una convivenza libera e giusta.
Sabato 19 maggio, al Circolo dei Lettori, Pietro Buffa, Pietro Marcenaro, Luigi Manconi e Vladimiro Zagrebelsky discuteranno di legalità nelle carceri e negli altri luoghi di detenzione. Al tema delle mafie nel nord è dedicato l’incontro che vedrà Bianca Berlinguer coordinare Luigi Ciotti, Pietro Grasso e Maria Falcone (il 20 maggio al Teatro Regio) e la stessa mattina, al Teatro Carignano, Gad Lerner dialogherà con Piero Fassino, Andrea Casalegno e Giancarlo Caselli di violenza politica, trentacinque anni dopo la morte di Fulvio Croce e Carlo Casalegno.
Di corruzione e dei suoi costi sociali parlerà Diego Gambetta il 21 maggio al Teatro Carignano. Tornano il 22 maggio, all’Auditorium della RAI, i Grandi Discorsi di Biennale Democrazia, dedicati quest’anno alla legalità: letture di classici, a cura di Laura Morante, commentate da Massimo Gramellini, Tano Grasso e dal giudice Armando Spataro. Il 23 maggio, Piero Fassino incontrerà al Teatro Regio alcuni Sindaci italiani impegnati in prima linea a combattere le mafie e la corruzione, per governare la propria comunità con legalità e trasparenza.
È di grande significato per la manifestazione il desiderio di tre Ministri del Governo di voler contribuire alla riflessione con la loro partecipazione: il Ministro della Giustizia Paola Severino (lunedì 21 maggio ore 15.00 – Aula Magna del Tribunale di Torino), il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo (sabato 19 maggio ore 11.00 – Teatro Carignano) e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero (mercoledì 23 maggio ore 18.00 – Piccolo Regio Puccini).
Gli appuntamenti si concluderanno mercoledì 23 maggio, in piazza San Carlo, nella giornata del ventennale dalla strage di Capaci, con un concerto di Franco Battiato e con la partecipazione dell’Orchestra di Porta Palazzo: un’iniziativa pubblica di forte valenza simbolica, rivolta a tutta la cittadinanza, una grande festa per inaugurare “l’albero della legalità”, in un abbraccio ideale con Palermo, per unire tutta l’Italia intorno ai valori della memoria e dell’impegno civile.
Tra gli ospiti della serata, i protagonisti della lotta all’illegalità Yvan Sagnet, leader della rivolta dei braccianti di Nardò, e Giovanni Tizian, autore di Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea insieme a giovani di Biennale Democrazia che presenteranno il Calendario della Legalità, allestito in Piazza San Carlo, dal 19 al 27 maggio.
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Scritto da Ufficio Stampa
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Giovedì 10 Maggio 2012 19:36 |
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Lorenzo Brachetti accompagna i bambini in un delizioso viaggio sul gusto.
Tante le curiosità di questo libro. A cominciare da un saluto speciale e un grande in bocca al lupo scritto da Antonella Clerici, proseguendo nei dettagli della vita di Lorenzo Branchetti “condita” da stuzzicanti ingredienti: la passione per la cucina nata in seno alla famiglia, essendo figlio di un maestro artigiano (il padre gestiva la più rinomata panetteria di Prato), la passione sport e il calcio, oltre al suo grande amore per la recitazione.
Tra le chicche del libro uno spazio importante è stato riservato alle illustrazioni esplicative per i bambini che verranno sorpresi piacevolmente soprattutto dalle scenette giocose e ironiche rappresentate da Lorenzo e Lorenzino.
Chi è Lorenzino? Il personaggio a fumetti, inventato dalla penna di Cesare Lo Monaco, autore delle illustrazioni. La personificazione illustrata, buffa, pasticciona e ludica di Lorenzo Branchetti. Potrebbe essere interpretato come la rappresentazione del lato ludico, spontaneo, divertente e sincero che caratterizza tutti i bambini.
Il libro nel dettaglio è diviso in due parti: la prima, contiene i capitoli sull’educazione alimentare (con la piramide della salute, l’importanza di mangiare a colori), il rapporto corretto con i dolci e le tentazioni golose, la celiachia, l’educazione motoria, la stagionalità degli alimenti scoperti attraverso la vita in fattoria, l’ortomania, la catena alimentare, rispettare l’ambiente, cosmesi con prodotti naturali, l’arte e il gusto, giochi e indovinelli sul cibo. Nella seconda si trovano oltre cinquanta ricette di cucina, suddivise per momenti della giornata e per le feste dell’anno
Evelina Flachi, nutrizionista di fama internazionale, altro nome noto de La Prova del Cuoco, ha contribuito alla realizzazione dei focus sull’alimentazione per i bambini, svelando anche alcuni utili “stratagemmi” per farli innamorare di frutta e verdura, non troppo apprezzate dai baby gourmet. Amir Lafdaigui, personal trainer di personaggi dell’imprenditoria e dello spettacolo, ha firmato il capitolo sull’educazione motoria: oltre ai suggerimenti per sconfiggere l’obesità e scegliere lo sport giusto da praticare in età scolare ha suggerito una serie di esercizi da ripetere tra le mura di casa. Una sezione delle ricette è stata studiata appositamente dallo chef Moreno, nome storico della ristorazione torinese, “punta di diamante” del Marachella Gruppo.
Lorenzo Branchetti, protagonista de La Melevisione, il programma cult per i bambini in onda su Rai Yoyo, e volto della Prova del Cuoco nello spazio dedicato ai bambini, su Rai Uno, protagonista anche di “Piccoli Gusti. Consigli e ricette per diventare Grandi Gourmet”.
Il libro, edito dalla Società Editrice Torinese (ideatrice e realizzatrice del’opera) è un utile e simpatico modo per avvicinare i bambini a un’alimentazione sana e equilibrata, imparare a fare la spesa scegliendo prodotti di stagione, conoscere meglio la natura e gli animali e i prodotti della fattoria, e cucinare piatti che coniugano gusto e creatività. Oltre 50 ricette facili e divertenti, da fare in famiglia con alimenti genuini, scelti per prendere per la gola grandi e piccini.
“Il gusto è il senso che ha scandito i momenti di gioia della mia vita”. Lorenzo Branchetti
IL SALUTO SPECIALE DI ANTONELLA CLERICI PRONTI CUOCHI VIA…
Cari bambini Lorenzo è abituato a stupire. Da perfetto e creativo folletto contagia tutti con quella sua inesauribile carica di vitalità e simpatia. A “La Prova del Cuoco” è diventato un esperto pasticcione di merende per piccoli e con questo giocoso libro sono certa, che saprà trovare il modo giusto per suggerirvi quei due ingredienti speciali, da aggiungere sempre in gran quantità: fantasia e divertimento. Cari genitori, sono certa che Lorenzo saprà prendervi tutti per la gola, tra sfiziose ricette e piccoli suggerimenti per coccolare con “gusto” ed estro i vostri bambini... Antonella Clerici
IL LIBRO DEDICATO AL GUSTO E ALL’ALIMENTAZIONE DEI PIU’ PICCOLI
AL SALONE DEL LIBRO OFF IL 12 Maggio ore 17
Viale Hugues (di fronte allo stadio Primo Nebiolo presso il Parco Ruffini di Torino)
www.eventiset.it
Blog www.lorenzobranchetti.com
www.daniellombardi.com |
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Scritto da Ufficio Stampa
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Martedì 08 Maggio 2012 21:29 |
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Mercoledì 9 maggio 2012 alle ore 17 verrà presentato in Sala del Senato a Palazzo Madama il volume che raccoglie studi di amici e allievi pisani in onore di Enrico Castelnuovo.
Dopo aver insegnato alle Università di Losanna, Ginevra e Torino, Castelnuovo è stato infatti professore ordinario di Storia dell’arte medievale alla Scuola Normale di Pisa, di cui è ora professore emerito. Tra i più fecondi storici dell’arte italiani, si è occupato nella sua lunga carriera di aspetti e problemi dell'arte romanica e gotica in Europa, di storia delle tecniche artistiche, di questioni di storia sociale dell'arte e di geografia artistica, di storia della produzione e della recezione dell'opera d'arte, del ruolo dei committenti, della figura dell’artista.
Il libro, che nel titolo riprende una citazione di Italo Calvino riferita allo stesso studioso, nella varietà degli ambiti geografici e degli argomenti affrontati (dal mondo classico all’arte contemporanea) rispecchia le tante piste di studio che Castelnuovo ha saputo suggerire o incoraggiare durante gli anni della docenza pisana.
Enrico Castelnuovo a Torino è stato fra i principali collaboratori della casa editrice di Giulio Einaudi, per la quale ha ideato e promosso la Biblioteca di Storia dell’arte e ha preso parte alla Storia dell’arte italiana. Più recentemente, si segnala con Giuseppe Sergi, la curatela dell’opera Arti e storia nel Medioevo. E’ stato curatore di importanti esposizioni, tra le quali si segnalano Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale (1979) e Cultura figurativa e architettonica negli Stati del re di Sardegna (1980).
Nel 1984 è stato tra i fondatori de “L’indice dei libri del mese”. È membro del comitato scientifico del Museo Civico d’Arte Antica, quindi della Fondazione Torino Musei. Tra le sue numerose pubblicazioni, si ricordano: Un pittore italiano alla corte di Avignone. Matteo Giovannetti e la pittura in Provenza nel XIV secolo (Einaudi 1962; 2a ed. 1991); Arte, industria, rivoluzioni (Einaudi 1985; 2 ed. Edizioni della Normale 2007); Vetrate medievali (Einaudi 1994; 2a ed. 2007); La cattedrale tascabile. Scritti di storia dell'arte (Sillabe 2000). Con Giuseppe Sergi ha curato Arti e storia del Medioevo (4 voll., Einaudi 2002-2004).
A cura di Maria Monica Donato, Massimo Ferretti Edizioni della Normale. Intervengono Giovanni Romano e Fabrizio Crivello (Università degli Studi di Torino) con un’introduzione di Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama.
Ingresso libero alla conferenza INFO: 011 4433501 |
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Giovedì 03 Maggio 2012 17:12 |
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La prima edizione si aggiudica numeri importanti.
Il Torino Jazz Festival in tutte le sue ‘anime’ (i concerti in piazza Castello e Valdo Fusi, il Fringe, le rassegne al Circolo dei Lettori e al Cinema Massimo) è stata seguita da circa di 100mila persone che hanno risposto con entusiasmo all’ampia offerta musicale in programma.
“Ringrazio i torinesi e tutti coloro che hanno partecipato a questa prima edizione del Torino Jazz Festival decretandone un successo inequivocabile – ha dichiarato Maurizio Braccialarghe assessore alla cultura, turismo e promozione della città -. Non esistono parole per descrivere l’atmosfera magica che si è creata ieri sera durante il lungo concerto jazz del 1° maggio in piazza Castello.
Alle 17 più di settemila persone gremivano la piazza (alle 21 erano diventate più di diecimila) con i loro ombrelli colorati sotto un diluvio permanente per assistere alla maratona musicale in programma. L’empatia che si è creata tra pubblico e artisti ha dato vita a un’emozione fortissima e a un profondo legame interrotti solo dall’ulteriore violenta perturbazione che, verso le 22 – ha continuato l’assessore – ha purtroppo impedito, per ragioni di sicurezza, a Stefano Bollani di terminare la performance e a Beppe Servillo di cominciarla.
Siamo già impegnati a progettare la prossima edizione – ha terminato Braccialarghe - che sarà dal 26 aprile al 1° maggio e programmata con molto anticipo ci consentirà di renderla più competa e ambiziosa così come il pubblico merita”.
PIAZZA VALDO FUSI - Il 27 aprile, giorno d’apertura del Festival, il concerto inaugurale dei Buena Vista Italian Jazz in piazza Valdo Fusi ha registrato circa 2mila e 500 presenze. Sabato 28 aprile le ritmiche e i virtuosismi di Ahmad Jamal hanno attratto oltre 4mila amanti del jazz, numero di spettatori che è stato replicato anche domenica 29, quando a salire sul palco del TJF è stato il cantante sassofonista inglese Ray Gelato che, con la sua Giant Orchestra, ha fatto ballare il pubblico presente sulle note dei suoi successi. Lunedì 30 in 2mila e 500 hanno sfidato il cattivo tempo per assistere allo spettacolo degli Hamp the Champ, progetto realizzato per commemorare la grande figura di Lionel Hampton, vibrafonista che ha segnato con la sua musica svariate epoche del jazz.
PIAZZA CASTELLO - Numeri ancora più alti in piazza Castello. Al concerto di apertura un pubblico di circa 8mila persone si è dato appuntamento ai piedi di Palazzo Madama per godere delle melodie acoustic jazz degli eclettici Yellowjackets. Successo enorme sabato sera per Dionne Warwick. Un folla di 12mila ha raggiunto il palco per assistere all’esibizione dell’ospite d’onore che ha entusiasmato il pubblico per circa un’ora e mezza, grazie anche all’accompagnamento della Torino Jazz Orchestra.
Domenica 29 la forza e l’energia creativa del leggendario Billy Cobham hanno nuovamente suggestionato 12mila appassionati di tutte le età. E neanche la pioggia di ieri ha impedito alle circa 2mila persone, armate di ombrello e buona volontà, di poter godere della performance live della pianista californiana Carla Bley. Il concerto del 1° maggio, bagnato da un continuo temporale, è stato seguito da circa 10mila spettatori che sotto il loro ombrello hanno assistito pazienti alle battute finali del TJF.
FRINGE - Un flusso tra le 30mila e le 50mila persone ha assistito ai concerti e alle performance in programma al FRINGE, sezione del Torino Jazz Festival curata da Furio Di Castri, che si è svolta dal 27 al 30 aprile. Appassionati di musica e neofiti, habitué della movida torinese e semplici curiosi, giovani e adulti hanno assistito ai numerosi concerti ospitati dai 10 “locali Fringe” sulle sponde del Po (Acua Club, Alcatraz Club, Blah Blah, CAP 10100, Circolo Canottieri Esperia Torino, Fluido, Giancarlo, Imbarchino, Magazzino sul Po, Puddhu Bar).
Di richiamo è stata ogni sera la suggestiva performance che, alle ore 23.00, difronte al Circolo Canottieri Esperia, ha visto esibirsi grandi musicisti del calibro di Emanuele Cisi, George Robert, Mark Nightingale e Perico Sambeat su una chiatta in mezzo al fiume. Il pubblico del Fringe ha seguito gli oltre 100 artisti che si sono esibiti durante le 4 notti del festival, facendo registrare il tutto esaurito in più occasioni come i concerti al Circolo Canottieri Esperia dove 5mila persone hanno affollato il locale, le performance all’Imbarchino e al Fluido con altre 5mila presenze e le improvvisazioni jazz al Magazzino sul Po che hanno conquistato più di 2.500 spettatori.
 CINEMA MASSIMO – Risultato più che buono anche per la rassegna cinematografica ‘All That Jazz. Il cinema e la musica jazz’, organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Durante i giorni di proiezione circa mille e cinquecento persone hanno scelto di vedere i film in cartellone.
CIRCOLO DEI LETTORI - Ottimo risultato anche per ‘Pagine di Jazz’, il calendario di eventi costruito dal Circolo dei Lettori in occasione del primo Torino Jazz Festival. Sia la guida all’ascolto di Marco Basso (27-28-29 aprile), sia gli appuntamenti pomeridiani con Giuseppe Culicchia, Tullio Avoledo e Massimo Carlotto (27-28-29 aprile) hanno registrato il tutto esaurito (150 persone sedute, e molte in piedi). Sold-out per lo spettacolo di Stefano Benni e Umberto Petrin (ore 21, 30 aprile) su Thelonious Monk, unico appuntamento a pagamento domenica 29 aprile.
OBJECTO PER TJF - Molto apprezzata la collezione di gadget creata per la prima edizione del TJF che affianca la linea ufficiale di ObjecTo: t-shirt, tazze, panama jazz, portachiavi, spille, porta iPad e iPhone, tovagliette, shopper, bicchieri e sottobicchieri, magneti e poster.
Per informazioni sul Festival www.torinojazzfestival.it www.torinoclick.it
Nelle foto da in alto a sinistra: Maurizio Braccialarghe - foto di Gabriele Mariotti ; Il Maestro Bollani ; Claudio Gregori in arte Greg ; Patruno ;
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 27 Aprile 2012 23:24 |
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Stanziati oltre 40mila euro per la partecipazione al prossimo Salone del Libro di Torino.
Il sistema camerale piemontese, ha deciso di sostenere la partecipazione dei piccoli editori piemontesi alla venticinquesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 10 al 14 maggio 2012 presso il Lingotto Fiere di Torino. Grazie ad un accordo stretto con l’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e nell’ambito della legge regionale n. 18 del 2008 “Interventi a sostegno dell’editoria piemontese e dell’informazione locale”, infatti, le Camere di commercio del Piemonte hanno infatti messo disposizione la somma di 1.000 euro per ciascun editore piemontese (avente i requisiti richiesti) che parteciperà al Salone, per un totale di 40mila euro.
“Il sistema delle Camere di commercio è da sempre attento alle politiche di sostegno all’imprenditoria piemontese e, soprattutto in una fase economica così delicata, ha accettato con entusiasmo l’invito della Regione Piemonte ad aiutare l’industria dell’editoria – dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. I piccoli editori, con la loro produzione, rappresentano un fiore all’occhiello della nostra regione che deve essere valorizzato al fine di aumentare il pluralismo dell’offerta editoriale, permettendo a tutti gli editori, anche di piccole dimensioni, di poter essere realmente conosciuti dal pubblico fuori e dentro il Salone del Libro, momento irrinunciabile per l’intero mondo dell’editoria piemontese e italiana che la città ha l’orgoglio di ospitare da anni”.
“Il Piemonte, terra di editori e scrittori, sostiene e promuove l’editoria e la lettura. La filiera del libro – composta da Salone Internazionale del Libro, Circolo dei lettori, circuito delle biblioteche, librerie, piccoli e medi editori e festival – rappresenta in Piemonte un vero e proprio sistema che genera ricchezza culturale e ricadute economiche - commenta l’Assessore alla Cultura, Patrimonio linguistico e Politiche giovanili della Regione Piemonte Michele Coppola -. Per queste ragioni, grazie alla preziosa e decisiva collaborazione di Unioncamere Piemonte e del Sistema camerale piemontese, partner attenti alle politiche di sostegno all’imprenditoria, la Regione Piemonte ha confermato il proprio impegno a favore della partecipazione degli editori piemontesi alla XXV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un intervento volto a tutelare e sviluppare l’attività produttiva e le ricadute occupazionali legate a questo settore”.
L’editoria in Piemonte
Delineare le dimensioni del settore editoriale non è un’impresa semplice. Da un lato, le imprese di dimensione medio-piccola vanno sempre di più verso il decentramento di alcune fasi produttive, mantenendo al loro interno soprattutto le fasi relative alla politica editoriale, al rapporto con gli autori e alla divisione marketing, ed esternalizzando alcune funzioni redazionali, con la nascita di veri e propri service aziendali. Dall’altro lato, le imprese di grandi dimensioni si orientano sempre di più verso una maggiore integrazione verticale delle proprie attività, sia a monte (processi di stampa) che a valle (librerie di proprietà o in franchising); i grandi gruppi italiani negli ultimi anni hanno concentrato numerose sigle editoriali specializzate in determinate aree tematiche e hanno sviluppato un elevato livello di diversificazione extrasettoriale, soprattutto verso aree limitrofe come quelle dei quotidiani, dei periodici e della pubblicità.
I PICCOLI EDITORI
Dei circa 300 editori censiti dall’Osservatorio Culturale del Piemonte nel 2010, poco meno del 50% sono piccole case editrici indipendenti che presentano in catalogo di un minimo di 5 e di un massimo di 500 titoli, non appartengono a gruppi editoriali e hanno sede legale e produttiva in Piemonte. Se l’editoria piemontese ha una dimensione economica complessiva che ruota attorno al miliardo di euro, la piccola editoria pesa per meno del 10% sul fatturato complessivo e impiega circa il 15% degli oltre 3.500 addetti occupati nel comparto editoriale regionale.
I piccoli editori piemontesi presentano circa 10.400 titoli in catalogo e hanno pubblicato nel 2010 un migliaio di novità. La maggioranza si occupa esclusivamente di editoria libraria: meno di un terzo, infatti, unisce alla pubblicazione dei libri quella dei periodici. La proposta editoriale è varia, interessa settori di produzione e generi molto diversi tra loro, si apre a diverse aree tematiche che vanno dalla letteratura e narrativa ad ambiti più specifici e specialistici (dalla medicina alla saggistica).
I piccoli editori sono principalmente localizzati nel capoluogo di regione: il 60% circa delle piccole case editrici ha sede a Torino. Le piccole case editrici si rivolgono principalmente al mercato nazionale, mentre sono contenute le esperienze editoriali capaci di affacciarsi al mercato internazionale
LE IMPRESE DELL’EDITORIA
Sulla base del Registro Imprese delle Camere di commercio, in Italia a fine 2011 risultano operanti 14.539 imprese di editoria. La distribuzione territoriale evidenzia come il Piemonte, con le sue 864 imprese, sia la quinta regione per presenza di editori, in coda a Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Campania.
Analogamente a quanto è avvenuto a livello nazionale, nel corso dell’ultimo triennio la presenza del settore editoriale sul territorio regionale è apparsa relativamente stabile. Le imprese piemontesi del settore occupano complessivamente oltre 4mila addetti. A livello territoriale, la cartografia della localizzazione delle imprese editoriali su scala comunale mostra una forte concentrazione nell’area metropolitana torinese, contrapposta ad una localizzazione abbastanza diradata sugli altri territori. Si notano comunque alcune aggregazioni anche nel novarese e nel biellese.
Per quanto riguarda la forma giuridica, il 38% delle imprese piemontesi nel campo dell’editoria è strutturato come società di capitale, sintomo di un settore robusto e strutturato sotto il profilo dell’organizzazione aziendale.Va tuttavia segnalato come una quota altrettanto rilevante, pari al 30%, sia costituita da imprese individuali; a seguire, il 19% sono società di persone e il 13% ricade sotto la categoria “altre forme”.
Concentrando l’attenzione sulle sole società di capitale dell’editoria con sede legale in Piemonte che hanno depositato il bilancio d’esercizio sia per il 2009 che per il 2010 (con l’esclusione delle società con bilancio consolidato), si osserva come nel 2010 il relativo volume d’affari sia cresciuto solo dell’1% rispetto al 2009, a fronte di un incremento del 9,8% dei ricavi delle vendite delle società di capitale piemontesi nel loro complesso.
Le società di capitale dell’editoria si trovano comunque in una situazione di buon equilibrio finanziario (indice di liquidità). La capacità di far fronte agli impegni a breve attraverso l’utilizzo del capitale circolante (senza tenere conto del magazzino che, pur essendo considerato un elemento del capitale circolante, può assumere una valenza minore in termini di liquidità) è risultata più elevata rispetto al 2009, e si colloca sopra la media regionale.
L’incidenza del costo dell’indebitamento finanziario sul volume d’affari (oneri finanziari sul fatturato), pur in arretramento rispetto al 2009, si colloca su valori “limite”, anche se non critici, a differenza di quanto si rileva a livello complessivo piemontese.
La performance reddituale delle società di capitale dell’editoria appare, nel complesso, buona. Parallelamente all’aumento del fatturato rilevato tra il 2009 e il 2010 si osserva, infatti, un incremento della redditività lorda delle vendite: nel 2010 il rapporto tra l’EBITDA e il fatturato delle vendite si attesta all’8,7%, livello che risulta superiore a quello complessivo regionale. A differenza di quanto accaduto nel 2009, nel 2010 le aziende dell’editoria sono riuscite a trasformare in utili i ricavi delle vendite, riportando il valore dell’indice ROE su livelli positivi. Anche la redditività del capitale investito (ROA) è aumentata rispetto al 2009, passando dallo 0,1% all’1,8%, e si colloca su livelli simili rispetto a quelli medi regionali.
La produttività del settore dell’editoria in Piemonte, misurata attraverso il valore aggiunto pro-capite, risulta superiore rispetto a quella dell’aggregato delle società di capitale piemontesi e in crescita rispetto al 2009.
Info www.pie.camcom.it
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Piemonte
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Scritto da Ufficio Stampa
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Mercoledì 18 Aprile 2012 23:20 |
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Nel mese di aprile è in programma la rassegna di iniziative dal titolo “Balcani – vent’anni dopo”, promossa e organizzata dalla onlus Rajiv Gandhi Home for Handicapped in collaborazione con il Comune di Cuneo (assessorati alle Pari Opportunità e alla Cultura).
Si tratta di incontri, film e una mostra fotografica sulla guerra nei Balcani e sulla situazione attuale dei paesi della ex Jugoslavia a vent’anni dall’inizio dei conflitti. Venti anni di scontri e tragedia, ma anche resistenza, ricostruzione, voglia di sanare le ferite.
Le iniziative:
Martedì 17 aprile h. 21 Cinema Monviso – via XX Settembre n. 14 FILM “IL SEGRETO DI ESMA” di Jasmila Zbanic - Ingresso gratuito Esma e Sara, madre e figlia, vivono a Sarajevo cercando di ricostruire la loro vita dopo i postumi della guerra. Esma cerca, con fatica, di non far mancare niente alla figlia adolescente e un po’ ribelle.
Sara si appresta a partire per una gita scolastica a cui tiene molto, e per la quale servono 200 euro. Un’ordinanza della scuola prevede però che i figli dei caduti in guerra siano esonerati dal pagamento della quota prevista per la gita. Sara, convinta che il padre sia caduto in guerra, chiede insistentemente alla madre di procurarsi il certificato che attesti la sua condizione di orfana, ma Esma pare in difficoltà ad esaudire tale richiesta e preferisce pagare i 200 euro. Per racimolare la cifra, Esma, che già riceve un sussidio da un centro d’aiuto per donne in difficoltà, trova lavoro presso un locale notturno. Quando Sara scoprirà che non risulta inserita nella lista dei figli degli eroi di guerra, chiederà spiegazioni alla madre, che a quel punto sarà costretta a raccontarle la verità... Vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino
“Il film è una pellicola tutta al femminile, nella sensibilità, nello sguardo attento al cuore, alla gestualità, alle problematiche delle donne reduci da quella guerra che ne ha inesorabilmente determinato il percorso di vita: ed è proprio nell’unione, nella forza dell’amicizia, della complicità, dell’aiuto tra donne che il cammino verso la guarigione si rende obiettivo possibile” (da Mymovies.it)
L’iniziativa è inserita anche nella rassegna “8 marzo e dintorni – Cuore di mamma”
Giovedì 19 aprile h. 17.30 Museo Casa Galimberti – piazza Galimberti n. 6 “BALCANI, VENT'ANNI DOPO 1991-2011” Inaugurazione della mostra fotografica di Livio Senigalliesi. Testimonianze e interventi di Livio Senigalliesi, Agostino Zanotti (cooperante, presidente dell'Ambasciata Democrazia Locale a Zavidovici), Luca Leone (scrittore, esperto di Balcani, giornalista e cofondatore della casa editrice "Infinito Edizioni") e Nadia Mujcic (donna di Srebrenica).
La mostra è dedicata al ventennale dell'inizio dei conflitti nella ex Jugoslavia. Protagoniste le fotografie di Livio Senigalliesi che ha raccontato e documentato quegli anni tragici con la voglia di vedere e dare notizia a storie e destini oltre le categorie e i pregiudizi, i falsi miti dei “buoni e cattivi”, per non dimenticare, ma anche per "vedere" cosa è cambiato. Livio Senigalliesi appartiene a pieno titolo al nocciolo duro dei reporter che hanno fatto la storia del giornalismo internazionale nei Balcani.
La mostra è promossa dall’associazione Rajiv Gandhi Home for Handicapped, Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC) e l'Associazione Ambasciata per la Democrazia Locale a Zavidovići (ADL Zavidovići) Per visionare un trailer della mostra http://www.balcanicaucaso.org/Media/Multimedia/1991-2011.-Vent-anni-dopo
Apertura mostra: da venerdì 20 aprile a giovedì 10 maggio presso il Museo Casa Galimberti a Cuneo in piazza Galimberti n. 6 Orario mostra: da martedì a venerdì: h. 15-18; sabato: h. 10-12 15-19; domenica e festivi: h. 15-19 Visite su prenotazione per le scuole: 0171 693344
Venerdì 20 aprile mattino Cinema Monviso – via XX Settembre n. 14 “BALCANI, 20 ANNI DOPO” Incontro con le scuole superiori di Cuneo sulla guerra nei Balcani tenuto da Agostino Zanotti (cooperante, presidente dell'Ambasciata Democrazia Locale a Zavidovici), Luca Leone (scrittore, esperto di Balcani, giornalista e cofondatore della casa editrice "Infinito Edizioni") e Nadia Mujcic (donna di Srebrenica). Si parlerà della guerra, di quello che è stato ma anche della situazione politica attuale della Bosnia e dell'Europa, facendo riferimento ai progetti di aiuto umanitario partiti dall'Italia che hanno coinvolto anche ragazzi giovanissimi (della stessa età dei ragazzi delle scuole superiori invitati) con gemellaggi e viaggi di conoscenza. Per prenotazioni: Ufficio Pari Opportunità comune di Cuneo (0171 444291/295) o Settore Socio-educativo comune di Cuneo (0171 444514).
Venerdì 20 aprile h. 17.30 Salone d’Onore Comune di Cuneo – Via Roma, 28 “BALCANI, 20 ANNI DOPO: COSTRUIRE LA PACE SULLE SPALLE DELLE DONNE” Incontro sulla figura della donna nei Balcani, la guerra, il genocidio di Srebrenica, la situazione attuale. Interventi di Agostino Zanotti (cooperante, Presidente dell'Ambasciata Democrazia Locale a Zavidovici), Luca Leone (scrittore, esperto di Balcani, giornalista e cofondatore della casa editrice "Infinito Edizioni") e testimonianza di Nadia Mujcic (donna di Srebrenica). L’iniziativa è inserita anche nella rassegna “8 marzo e dintorni – Cuore di mamma”
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.
Perché un evento sui Balcani?
“Per tutti noi e in particolare per tutti coloro che hanno continuato ad attraversare quel confine, il desiderio e la complessità di comprendere le ragioni di ciò che è accaduto in Bosnia e di ciò che continua ad accadere non si è esaurito; la nostra convinzione è che se è avvenuto a Sarajevo allora può avvenire ovunque. Sembrava essere una guerra vicina, alle porte di casa, in realtà è molto di più, è dentro, dentro il nostro tempo e i suoi fondamenti di democrazia, diritti umani, economia.
In questi anni, l’Europa e il Mediterraneo sono stati attraversati da milioni di persone, uomini, donne e bambini, in fuga dalle loro case. Persone profughe, scappate alla terribile pulizia etnica che ha devastato la Yugoslavia. Persone migranti, che scappano dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni individuali alimentate da una economia, tra legale e illegale, che dispensa ingiustizie globali. Altre persone si sono spostate in direzione opposta, verso quei luoghi di morte, di devastazione e di dolore per offrire il loro aiuto.
Mentre l’Europa delle Nazioni diventava una fortezza che respingeva, l’Europa dei cittadini teneva aperte le porte dell’accoglienza, della solidarietà e della fratellanza. Mentre la diplomazia degli Stati inseriva nel proprio lessico l’ossimoro “ guerra umanitaria”oppure “ guerra preventiva”, in un crescendo di nuove guerre, distruzione e sofferenze, un movimento globale “ dal basso” vi si opponeva , nelle piazze, nei luoghi di conflitto, nei forum mondiali, dando forma all’idea che un “nuovo mondo è possibile”.
I fatti non possono continuare a ripetersi, la storia "deve" saperci insegnare qualcosa.”
Foto in alto a destra: nella foto, divenuta un’icona della guerra in Bosnia, una famiglia mista lotta contro le fiamme appiccate alla loro casa da un gruppo di nazionalisti serbi.
Foto a lato: foto significativa di Vukovar oggi. Nel libro aperto c'è una foto che scattò Livio Senigalliesi durante la guerra e vicino il primo piano del famoso criminale Zeljko Raznatovic, detto Arkan, uno dei più spietati sanguinari della guerra di Bosnia.
Siti di approfondimento www.balcanicaucaso.org www.liviosenigalliesi.org
Per ulteriori informazioni: www.pariopportunita.cuneo.it
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Scritto da Ufficio Stampa
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Giovedì 12 Aprile 2012 23:04 |
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Da lunedì 16 a mercoledì 18 aprile 2012 Four Tourism, società di consulenza turistica internazionale, al via il corso “Informazione e accoglienza 2.0 nelle destinazioni turistiche” presso la propria sede di Torino.
Obiettivo della tre-giorni dedicata ai responsabili dell'accoglienza turistica, sarà l’analisi delle innovative modalità di gestione dei punti di informazione e degli strumenti necessari allo sviluppo di competenze in ottica 2.0.
Una tre-giorni, indirizzata ai responsabili dei punti di accoglienza, degli uffici del turismo e delle proloco, che desiderano gestire un servizio realmente attento alle esigenze del turista contemporaneo, sempre più legato al web e ai social media per la ricerca di informazioni e prenotazioni.
Proprio per venire incontro alle esigenze degli operatori, il percorso formativo è strutturato in 3 giornate di 8 ore, per un totale di 24 ore di formazione e coordinato da quattro esperti professionisti con una lunga esperienza nel mondo del turismo. Il corso illustrerà con un approccio strettamente operativo e concreto le nuove modalità per una gestione innovativa dei punti di informazione e accoglienza turistica e gli strumenti necessari per lo sviluppo delle proprie competenze in ottica 2.0.
Il programma scientifico prevede una prima giornata di orientamento con un focus sui nuovi scenari di settore e un approfondimento sulle nuove necessità del turista: cosa e dove cerca, quali sono i suoi bisogni. Domande alle quali l’operatore moderno deve saper rispondere in maniera aggiornata in base a un profilo del viaggiatore che sta evolvendosi rapidamente. Durante la seconda giornata, invece, saranno analizzati i nuovi modelli di accoglienza – Best practices e modello Greeters –, i servizi che è necessario offrire e il nuovo profilo dell’informatore turistico.
La terza ed ultima giornata verterà infine sulle tematiche social, analizzando le esigenze del turista 2.0 tra multicanalità web e social media, in rapporto a un nuovo concetto di ufficio turistico, denominato info point 2.0, che eroga servizi in mobilità al turista, prima della partenza e durante il soggiorno nella destinazione.
L’accoglienza turistica oggi deve adeguarsi ai cambiamenti in atto e giocare d’anticipo. Deve essere presente nel momento stesso della ricerca – quando il turista sta decidendo la destinazione delle sue vacanze – oppure mentre sta raccogliendo informazioni su cosa vedere e cosa fare. E soprattutto iniziare a contattare i clienti anche attraverso i nuovi strumenti, in primis i social media e il mobile.
Il turista 2.0., sempre connesso e multitasking, vuole informazioni geo-localizzate, personalizzate, a portata di click o touch. Basti pensare che oggi soltanto il 10% dei viaggiatori che arrivano nella destinazione si presentano ai punti d'informazione predisposti, preferendo invece tutti quei canali dove gli enti di accoglienza e di informazione turistica di fatto non sono presenti.
Maggiori informazioni:
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e http://www.fourtourism.it/documenti/Info_point_2-0_destinazioni_turistiche.pdf
Four Tourism è una società di consulenza strategica ed operativa specializzata nell'industria turistica. Offre servizi in tutte le aree del Management: marketing turistico, sviluppo prodotto, distribuzione e promo-commercializzazione, comunicazione e pubbliche Relazioni e web marketing. Nasce nel 2008 dal connubio tra l’esperienza professionale dei soci fondatori nel mondo dei viaggi e la volontà di applicare tale esperienza per contribuire al settore con una visione operativa nuova e competitiva.
Four Tourism ha maturato un’esperienza specifica di comunicazione, promozione, innovazione e marketing per lo sviluppo locale a favore di imprese ed enti territoriali, ha gestito o collaborato alla creazione di community, club di prodotto, distretti ed organismi per lo sviluppo economico e sociale, oltre ad aver consolidato la propria esperienza nella gestione di grandi progetti pluriennali.
Four Tourism, Corso Ciriè 21, Torino,
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, www.fourtourism.it
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Piemonte
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Scritto da Ufficio stampa
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Lunedì 02 Aprile 2012 21:50 |
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Mercoledì 11 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Giolitti del Centro Congressi Torino Incontra in via Nino Costa 8 a Torino, si terrà la seconda edizione, promossa dal Consolato Generale di Francia a Torino e Genova, dalla Camera di commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte.
L’iniziativa è dedicata alle opportunità di uno sviluppo integrato e di una “strategia di rete” fra le regioni geograficamente localizzate nell’ambito territoriale dell’AlpMed in tema di programmazione europea e politiche comunitarie, soprattutto nell’ambito della nuova programmazione di sviluppo regionale 2014-2020 (Feder).
L’incontro, realizzato in collaborazione con l’Euroregione AlpMed, La Stampa e Erai (Entreprise Rhône-Alpes International), si aprirà con i saluti del nuovo Ambasciatore di Francia in Italia Alain Le Roy, del Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello, del Presidente della Camera di commercio di Torino Alessandro Barberis, e del Presidente delle Camere di commercio AlpMed Asbl Jean Paul Mauduy.
Interverranno poi sul tema “Il punto di vista della politica” Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte e Presidente dell’Euroregione Alpi Mediterraneo; Joël Giraud, Vice Presidente della Regione Provence-Alpes-Côte d'Azur e Presidente del Comitato Massif des Alpes Françaises; Augusto Rollandin, Presidente della Regione Valle d’Aosta; Christian Dupessey, Primo vice-presidente della Commissione Europa, Relazioni e solidarietà internazionali per la Regione Rhône-Alpes; e Angelo Berlangieri, Assessore al Turismo della Regione Liguria.
Sarah Bovini, dell’Ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte, presenterà la sintesi della ricerca “Secondo rapporto sugli scambi transfrontalieri nei territori dell’AlpMed”.
Seguirà poi la tavola rotonda “La nuova programmazione europea 2014-2020: le sfide transfrontaliere”, moderata dal giornalista Marco Alfieri, che darà spazio alla testimonianza di esperti italiani ed europei che, a diverso titolo, si occupano di programmazione dei fondi europei di sviluppo regionale. Parteciperanno alla tavola rotonda: Sabina De Luca, Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico; Nicolas Evrard, Segretario generale dell’associazione europea dei rappresentanti della montagna, membro del comitato permanente della Convenzione alpina; e Cristina Cuscunà, Responsabile promozione e comunicazione MESAP - Polo piemontese della meccatronica. Concluderà l’incontro la Console Generale di Francia a Torino e Genova Véronique Vouland-Aneini.
L’appuntamento si rivolge a imprenditori, istituzioni, agenzie per lo sviluppo territoriale e a tutti quei soggetti, pubblici e privati, interessati a favorire un consolidamento dei rapporti economici ed istituzionali fra le regioni dell’AlpMed. La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento dei posti, previa iscrizione presso la Segreteria organizzativa:
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, tel. 0115714701/2/3.
Info www.pie.camcom.it
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