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L’impronta musicale di Riz Ortolani

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Toscana
Scritto da Riccardo Catola   
Giovedì 14 Ottobre 2010 05:08

Parla il maestro: “Così è nata la colonna sonora del film”. E il 22 ottobre le note di ‘Cinema specchio dell’anima’  nella basilica francescana


Firenze – Il 22 ottobre le sue celebri colonne sonore echeggeranno in concerto (Cinema specchio dell’anima) nella basilica di Santa Croce. E il 7 dicembre, in prima mondiale al Teatro della Pergola, presenterà la sua opera-musical Il principe della gioventù. Domani, intanto, il maestro Riz Ortolani debutta nei cinema di Firenze con l’ultimo film di Pupi Avati, Una sconfinata giovinezza di cui firma, da par suo, l’atmosfera musicale.

Cinque David di Donatello e oltre 200 pellicole in carriera (tra cui Il sorpasso), Ortolani è uno dei maggiori musicisti del nostro tempo e rappresenta, da solo, un capitolo di storia del cinema italiano.

Il felice sodalizio con Pupi Avati, ormai pluridecennale, si ripropone in questo Sconfinata giovinezza, dramma della memoria a doppia dimensione, in cui il filo dei ricordi ammalati di nostalgia (l’infanzia del regista) si dipana e commuove, in parallelo, con il filo dei ricordi spezzato dall’Alzheimer.


“La vicenda del film colpisce in profondità perché può capitare a chiunque”, dice Ortolani, “E trattandosi di una storia così delicata e sofferta, di un dramma tanto esplicito, non era necessario enfatizzare. Il commento musicale si limita dunque a sottolineare con pudore i sentimenti dei protagonisti”.

Il metodo di lavoro è stato quello di sempre. Avati e Ortolani hanno un mondo musicale comune, condividono gli stessi gusti. “Quindi”, spiega il maestro, “anche stavolta è stato facile accordarci sul che fare, sia per il film nel suo complesso, che per le singole scene, quando l’orchestra doveva entrare e in quale modo”.

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