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Uno sguardo ironico e paradossale su Palermo
In scena all’Agricantus lo spettacolo di Stefano Piazza, “Vucciria in piazza”. Per la regia di Ernesto Maria Ponte, lo spettacolo andrà in scena il 16 e il 30 dicembre 2010 alle 21.30. La piece guarda in chiave ironica agli stereotipi legati ai palermitani, riprendendo la tradizione del racconto popolare.
Lo hanno definito "Teatro comico ma di ricerca". Si tratta di Stefano Piazza, giovane attore palermitano, che dopo il successo dell’estate a Villa Pantelleria e di novembre al teatro Al Convento arriva in quello che da più di vent'anni è un saldo punto di riferimento nella vita culturale di Palermo: il teatro Ccp Agricantus, di via Nicolò Garzilli 89 a Palermo. Vucciria in Piazza sarà in scena il 16 e il 30 dicembre alle 21.30. (intero €8, ridotto €5. info, biglietti e prenotazioni Kronos Eventi 0916374430)
E’, quella del giovane e promettente Piazza, una ricerca che mischia la comicità degli spettacoli con squarci poetici, fondendo la tradizione del dialetto con la satira sulla modernità. Attento a tutti i cambiamenti, li analizza nei suoi monologhi, proponendo battute che prendono di mira tutti gli aspetti: la politica, i rapporti interpersonali, la televisione, il calcio.
Lo spettacolo è una serie di monologhi forti e di duelli verbali, che suggerisce un nuovo utilizzo del parlato dialettale. Il risultato è uno spettacolo esilarante, che lascia un sorriso spesso amaro, ma sempre con un ritmo serrato e travolgente. Una ricerca che è continuamente troviamo tra le origini e le tradizioni della Sicilia di Sciascia e Guttuso: odori, sapori, profumi visti con l’occhio ingenuo di chi, in modo disarmante e forse senza saperlo, evidenzia il confine labile tra il reale e l’assurdo di questa nostra amara terra, definita dallo stesso Sciascia irredimibile.
Vucciria in Piazza, è – come dice lo stesso Piazza – come la caponata. “Un piatto semplice ma allo stesso tempo un incontro di sapori diversi, l'agro che si alterna col dolce ed il salato delle olive o dei capperi, il fritto e il soffritto che si stringono la mano ed accolgono l'aceto come se fossero vecchi amici. E la conferma che Palermo sia un po’ come la caponata, un incontro difficile ma dal gusto invidiato, lo dimostra il fatto che il palermitano alla fine di ogni disquisizione e lamentela dichiara di amare Palermo e di reputarla la città più bella del mondo.”
Ampio spazio per un ricordo dedicato a Renato Guttuso, già tributato nel titolo della pièce (il famoso quadro del pittore) e nel dipinto “Arance Rosse”, scelto come simbolo di una stagione intellettuale siciliana che riuscì a dare un grosso contributo alla cultura di tutto il paese.Stefano Piazza, giovane e brillante showman, esprime la sua comicità utilizzandone tutte le forme, infatti è autore e interprete dei suoi testi, da lui recitati o cantati. Fin da subito è evidente che la sua vera vocazione è quella di essere autore dei testi da lui stesso interpretati. Dopo una serie di partecipazioni che lo hanno visto sul palco e in tv con ruoli minori, negli ultimi anni riesce a conquistare il pubblico con i suoi monologhi.
Conosciuto per le sue performance satiriche e spesso irriverenti, ha dato vita a un personaggio televisivo “l’onorevole Pino Occhio” che, tra fantasia e satira, racconta il lato paradossale della nostra quotidianità. Vanta diverse collaborazioni con artisti nazionali di tutto rispetto, con i quali e grazie ai quali si è esibito in innumerevoli spettacoli, da Giovanni Cacioppo a Ivan Fiore, Rocco Barbaro e Dario Vergassola, da Nino Frassica a Ernesto Maria Ponte, che di questo spettacolo cura la regia.
“Un viaggio nell’anima di una città a partire da un quadro che l’ha resa celebre nel mondo. Una narrazione che è un puzzle tra tessere del passato e del presente, tra ricordi dei tempi che furono e l’osservazione delle nuove dinamiche della società.” (BlogSicilia)
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