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Incontro all’Istituto San Giuseppe di Catania.
Tra le diverse voci presenti in sala è emerso il bisogno di socialità e propensione verso i più bisognosi Carità, lavoro e solidarietà. Tre temi difficili, affrontati in un periodo di crisi morale ed economica della nostra società, discussi nell’ambito di un interessante incontro tenutosi all’Istituto San Giuseppe di Catania.
I relatori, provenienti da diversi settori dell’intervento sociale ed umanitario, hanno prestato il loro contributo su temi delicati, spesso dimenticati dalle istituzioni e dalla politica, e interamente riversati sul settore dell’aiuto volontario.
Ad aprire i lavori è stato il parroco della parrocchia “San Pio X” di Catania, Omar Teec Tzir, il quale citando prestigiose figure religiose quali Ignazio di Loyola e San Francesco di Sales, ha rilevato l’importanza del lavoro, della solidarietà e la relativa necessità impellente di potenziare questi aspetti.
Dopo la breve introduzione del parroco, la parola è passata a Suor Rosalia Caserta, già Madre Superiora dell’Istituto San Giuseppe, che ha sottolineato come lavorare nel settore dell’intervento sociale sia sempre difficile e spesso non in cima ai desideri dei lavoratori. Il lavoro – come ha fatto notare la suora – aiuta a programmare degli obbiettivi e la finalità di incontri di questo tipo non servono mai a fornire delle ricette adeguate al problema ma rendere le diverse realtà presenti nel territorio partecipi di un problema comune.
L’intervento successivo è toccato alla dr.ssa Mariangela Anello, da anni impegnata all’interno dello stesso Istituto San Giuseppe, che ha provveduto a illustrare alla platea tramite l’ausilio di una breve presentazione in powerpoint, il progetto “Bottega del Vasaio” finanziato da Enel Cuore. In breve l’esperta ha chiarito alcuni punti del progetto. Esso ha avuto inizio ad ottobre, investe la comunità educativa, e riguarda settori come la sartoria, il ricamo, la pasticceria, la lavorazione del legno.
I laboratori in questione serviranno ai lavoratori come possibile opportunità per futuri stage di tirocinio pratico presso alcune industrie locali e grandi laboratori. Tra gli interventi più significativi ricordiamo quello della dr.ssa Mimma Torrisi, rappresentante dell’associazione onlus a supporto delle attività laboratoriali, “Spazio creativo- solidale Tarcisia Li Pira” e quello della dr.ssa Francesca Pricoco, del tribunale dei minorenni di Catania.
Quest’ultima, nella crisi sociale e morale della famiglia, ha individuato un interrogativo che tutte le comunità familiari dovrebbero porsi: “chi è il padre e chi è la madre”? . Paradossalmente – come ha avuto modo di ribadire più volte il giudice – le famiglie meno abbienti e svantaggiate, forse perché più semplici presentano una serie di valori più radicati e solidi mentre problematiche maggiori si rivelano in quelle più benestanti.
Le chiusura dell’incontro è stata riservata al dr. Marco Gemelli della fondazione “Talenti”, che ha messo in evidenza l’importanza dei laboratori non solo come opportunità di lavoro ma anche come occasione di riscatto sociale, mentre l’intervento successivo è stato curato dalla dr.ssa Novella Pellegrini dell’associazione “Enel Cuore” che ha sottolineato come la multinazionale presso cui lavora crede fermamente nell’importanza sociale ed etica dei laboratori.
Tra gli interventi minori, seppur significativi, delle altre realtà associazionistiche locali, ricordiamo quello di Giorgio Buggiani della cooperativa “Integra” e di Salvo Garofalo, dell’associazione “Don Pino Puglisi” specializzatasi nel recupero di donne madri e svantaggiate divenute esperte nella produzione dolciaria.
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