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Puglia
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Scritto da Francesco Maggiore
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Giovedì 07 Ottobre 2010 22:00 |
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Si è tenuta in mattinata a Lecce presso il Chiostro dei Domenicani la conferenza stampa di avvio ai lavori (7-8 ottobre) sulla necessità di una riforma nel campo delle politiche agricole.
Il 2010 è stato un “anno nero” dal punto di vista produttivo e per il valore aggiunto, con il conseguente crollo dei prezzi, l’impennata dei costi ed il taglio dei redditi.
La Cia ha sottolineato che il calo produttivo è dovuto soprattutto dalla contrazione delle coltivazioni (meno 3,2 %), mentre è risultato stabile l’andamento del settore zootecnico.
Giuseppe Politi (Presidente Cia), Federico Vecchioni (Presidente Confagricoltura) e Franco Verrascina (Presidente Copagri) hanno relazionato il documento con gli orientamenti sul futuro della PAC (Politica Agricola Comune) dopo il 2013.
Gli obiettivi della politica agricola comune (fissati oltre 50 anni fa con la Conferenza di Stresa e confermati recentemente dal Trattato di Lisbona) prevedono: l’incremento della produttività, il miglioramento dei redditi degli agricoltori, la sicurezza degli approvvigionamenti, la stabilizzazione dei mercati e prezzi ragionevoli per i consumatori.
Nonostante ciò, gli obiettivi della politica agricola comune non sono stati soddisfatti, ed è stata proposta una riforma che utilizzi gli attuali strumenti (pagamenti diretti, misure di mercato e assi dello sviluppo rurale) seguendo un articolato percorso con i seguenti punti: (1) la semplificazione degli strumenti e delle procedure (2) la finalizzazione degli interventi a favore degli agricoltori professionali (3) la valorizzazione del ruolo del settore agricolo per la crescita economica e l’occupazione (4) la qualificazione dell’attività agricola per fronteggiare adeguatamente le sfide globali.
Per quanto riguarda i pagamenti diretti, quelli disaccoppiati sono stati erogati ai beneficiari storici perché “compensativi” di una situazione pregressa, poi venuta meno, che concedeva agli agricoltori determinate garanzie di prezzo e di mercato. Gli interventi di mercato sono essenziali e devono continuare ad essere previsti, rafforzandoli notevolmente rispetto alla situazione attuale, al fine di garantire minor volatilità di prezzi e maggior equilibrio tra domanda e offerta.
Per lo sviluppo rurale, la spesa dovrà essere indirizzata ad alcuni obiettivi prioritari della sua attuale politica, che dovrà mantenere: la sua caratterizzazione basata sulla programmazione territoriale, il principio del cofinanziamento delle risorse da parte degli Stati membri e dei beneficiari, concentrarsi su misure a vantaggio delle imprese puntando principalmente sull’aumento della competitività.
Questa politica di sviluppo rurale dovrebbe essere finalizzata a sostenere: gli investimenti aziendali con particolare priorità a quelli indirizzati all’introduzione di innovazione tecnologica ed organizzativa nelle imprese; il ricambio generazionale rivedendo le due misure del primo insediamento e del prepensionamento; il recupero di competitività sui mercati con iniziative di integrazione di filiera e di promozione all’export.
E’ stato ribadito che nel mercato associazionistico ci deve essere una sana e leale competizione con comportamenti corretti, e che l’unitarietà porti alla produzione di risultati di un certo peso specifico.
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