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Se n’è andato nella notte l’ultimo grande cantore innovatore del Salento
Nella storia della nostra terra, ha regalato un vastissimo repertorio fatto di canti e musiche nel cuore di una tradizione orale: stornelli, nenie, canti alla stisa, pizziche, canti di lavoro. Nacque a Cutrofiano 82 anni fa in una famiglia molto povera, votata alla fatica, attraverso il lavoro dei campi, con una dignità ed onestà ineguagliabili.
Irrefrenabile ed indomabile, il male che lo ha afflitto negli ultimi anni non è riuscito a scalfire la sua voglia di contatto con il calore umano della gente, e lo ha dimostrato due mesi fa a Melpignano durante l’ultima edizione della Taranta, nonostante i medici gli avessero consigliato di restare nel backstage, ovvero dietro le quinte.
Ha suonato sempre e comunque nel corso degli anni alle varie sagre e feste paesane, e ha fondato insieme ad Uccio Bandello ed Uccio Melissano, lo storico gruppo “Li Ucci”, custode delle tradizioni popolari degli stornelli, canti di lavoro ed amore improvvisati con il tamburello. La fama è piovuta addosso ad Uccio nel momento in cui nel Salento, la Taranta è diventato un fenomeno quasi globale, una “Woodstock” del terzo millennio.
E proprio sul palco di Melpignano, è assurto a vera e propria icona, una volta che ha affiancato i Buena Vista Social Club, e ha convertito in maniera rivoluzionaria “Guantamera” in una dolce pizzica. L’Ucciu Aloisi Gruppu ha pubblicato “Musiche e canti popolari del Salento” (2000), “Pizziche, stornelli e canti salentini” (2002), “Robba de smuju tour” (2004) e “Mara l’acqua” (2006), oltre alla partecipazione al film documentario “Craj” di Davide Marengo.
Numerose le testimonianze raccolte a riguardo di ciò che era il Personaggio nel panorama Locale e Nazionale:
Donato Francesco Bianco Direttore Responsabile del Giornale Il Titolo.it "Molti sono i ricordi che legano la mia figura personale al nostro Uccio Aloisi, il voler rimarcare quel nostro è dettato dal suo modo d'intendere e vivere la vita, Uccio non era lo stereotipo del personaggio, Uccio era il cantante del popolo, colui che prima di esibirsi ti era affianco a scambiare due battute, a sorridere dei suoi malanni e ad essere sempre presente anche se non direttamente invitato, qualora le note magiche della musica Salentina aleggiava tra le vie di ogni paese. Ad Uccio dobbiamo molto, i suoi stornelli hanno varcato confini oltre la Penisola Salentina, grazie a lui, oggi il Salento, la Notte della Taranta e la Pizzica Salentina, non sono elementi del tutto sconosciuti".
Avv. Giuseppe Milli "Per me era un secondo nonno, un amico che mi ha fatto vivere emozioni portate all'estreme conseguenze dterminate da passione allo stato puro. Uccio per me è stato e sarà l'elemento di congiunzione tra le masse rurali ed il popolo colto attraverso un legale indissolubile, determinato da una musica aurea, la più bella musica del mondo, dopo di lui il vuoto. L'eco della sua voce continuerà a cantare nel vento del Salento".
Emilio Faivre Direttore Responsabile del Giornale Lecceprima.it
"Il ritmo ossessivo della taranta è uno dei segni di riconoscimento della nostra terra. Un segno antico, eppure riconquistato, a livello di coscienza collettiva, solo negli ultimi dieci-quindici anni, dopo essere rimasto racchiuso in una nicchia, sulla scorta di un rilancio della tradizione popolare. In questo solco tracciato dalla riscoperta che i salentini stessi hanno fatto del loro folklore (e tanto hanno giovato, fra gli altri, il compianto Pino Zimba o il regista Edoardo Winspeare), Uccio Aloisi era l’anello di congiunzione fra vecchie e nuove generazioni.
Ha fatto letteralmente scuola, il suo lascito è un patrimonio che tanti giovani hanno saputo cogliere, rinnovando questo ciclo che nasce dagli echi passati della cultura contadina anche con nuove sperimentazioni sonore. Genuino e umile, era amato in maniera quasi morbosa dal suo pubblico, un’icona come possono esserlo, senza esagerazione, i Pink Floyd o i Beatles. Un vero e proprio fenomeno trasversale, che colpisce soprattutto per la sua spontaneità, in un genere musicale che, come nessun altro, è capace di unire nonni, genitori e figli. Nessuno si sorprenda se, come avvenuto per Jim Morrison, la sua tomba diverrà una meta di culto".
Raffaele Pappadà Direttore Responsabile redazione TeleRama Sport "Uccio Aloisi è stato un icona, un simbolo vivente della cultura musicale salentina. Vederlo era un'emozione: vedevi, nello stesso tempo, i segni del tempo e i segni di una grinta ed un carattere che sembravano non invecchiare mai. Riesce difficile immaginarlo "da qualche altra parte": quella voce, probabilmente, la credevamo immortale. E, di certo, non se andrà mai dai nostri cuori e dalla nostra storia. Ciao Uccio"
Pompea Vergaro Direttore Responsabile del quotidiano on-line corrieresalentino.it
"Il musicista salentino, nella sua semplicità, ha saputo raccontare la vita attraversando il mondo magico della musica e “salvare”, senza saperlo, la sua terra e tutti coloro che lo hanno conosciuto!"
On.le Ugo Lisi
"Tutti ricordano Uccio Aloisi, tutti sentono ancora nelle orecchie e nel cuore i ritornelli delle pizziche che Uccio interpretava in un modo unico e speciale. Tutti sentono la sua voce e il suono del tamburello suonato con ritmo ossessivo ma seducente. Ci dispiace per la sua morte, ma Uccio Aloisi come tutti i grandi artisti o i cantanti non muore del tutto perché lascia la sua preziosa eredità in termini di repertorio della tradizione locale.
L’arte, la storia e la vita di un popolo e di un territorio si nutrono del contributo determinante di alcuni interpreti della cultura che lasciano un segno profondo. Aloisi era uno di questi, ricordarlo anche e soprattutto per il suo stile schivo e modesto, per la sua amabile disponibilità è un dovere che avvertiamo, perché ci sembra di aver perso qualcosa che ci mancherà".
Aldo Tarantini Sindaco di Cutrofiano
"A nome di tutta la comunità esprime cordoglio e rammarico per la scomparsa del cantore salentino e nostro concittadino UCCIO ALOISI. A lui i ringraziamenti per aver dato lustro e conoscenza della comunità di Cutrofiano con la sua testimonianza" Massimo Alfarano Assessore al Turismo, Cultura, Spettacolo della Città di Lecce
" L’ultimo degli Ucci ci ha lasciati. Per la tradizione popolare e artistica del Salento è una grande perdita, per la musica etnica è un motivo di orgoglio che resisterà oltre la morte. Se ne è andato cantando una pizzica tarantata Uccio Aloisi, decano indiscusso e ammirato della tradizione musicale di Terra d’Otranto, voce e volto della Notte della Taranta, grande profilo degli Ucci di Cutrofiano, il primo e più famoso gruppo di musicanti che ha esportato la musica del tarantismo in giro per il territorio.
Insieme a Uccio Bandello ha caratterizzato le splendide note e le arie più classiche della musica di paese o di cortile che oggi è divenuta patrimonio dell’intera cultura salentina. Con Uccio Aloisi va via l’ultimo custode del mito etnomusicologico salentino. E se pur tristi per la sua scomparsa, esultiamo invece per la ricchezza che ci ha lasciato in eredità. Uccio infatti ha fatto in tempo a comunicare e a diffondere, direi ad estendere, lo spirito degli Ucci a nuovi giovani interpreti, al fine di rendere immortale e perpetuo l’amore per questa nostra terra."
I ragazzi di Repubblica Salentina "I ragazzi di Repubblica Salentina ricordano il grande Uccio dedicandogli una pagina su Facebook intitolata “Uccio-Aloisi, taranta per sempre”, su cui stanno postando immagini, filmati e pensieri che riguardano il cantante della tradizione salentina e su cui tutti gli “amici” possono fare altrettanto con le loro personali testimonianze". Pagina Facebook: Uccio-Aloisi, taranta per sempre http://www.facebook.com/repubblicasalentina#!/pages/Uccio-Aloisi-taranta-per-sempre/124158054307428
Noi salentini lo ricorderemo sempre per ciò che siamo stati e ciò che saremo, portandoci nel cuore il suo intenso repertorio musicale e la sua arguta sincerità nel traghettare la tradizione folk salentina verso un futuro fatto di suoni e contaminazioni indimenticabili. Ciao Uccio, mandaci i tuoi meravigliosi stornelli da quell’unico ed assoluto mistero chiamato “regno dei cieli”….
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