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Puglia
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 16 Dicembre 2011 15:43 |
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Appello alla Regione Puglia per l’autonomia dopo la scandalosa decisione della Provincia di Lecce. I docenti, gli studenti ed i genitori della scuola salentina alzano le barricate.
«Accorpare il Costa ad un’altra scuola è come accorpare la Ferrari (che vince gran premi) alla Fiat (che produce un numero maggiore di automobili)»
E’ di lunedì scorso, ma si è saputo solo oggi, il documento con cui la Provincia di Lecce, in tema di dimensionamento scolastico, ha deliberato l’accorpamento dell’Istituto “Costa” di Lecce all’Istituto “Calasso”, unico caso di accorpamento in città, nonostante che le scuole sottodimensionate siano almeno quattro o cinque. Tutti i docenti della scuola insieme a tutti gli studenti e alle relative famiglie alzano le barricate e annunciano: IL COSTA NON SI TOCCA.
Parte subito infatti un documento a firma di tutti i componenti del corpo docente della scuola leccese con un accorato appello alla Regione Puglia, in persona del presidente Nichi Vendola, della vice presidente Loredana Capone e dell’assessore al diritto allo studio Alba Sasso (e per conoscenza all’USR Puglia), affinché mantengano l’autonomia scolastica dell’Istituto e non tengano canto del parere della Provincia di Lecce, la quale, con estrema leggerezza e noncuranza, ha deciso la “estinzione” di un centro di eccellenza scolastica pugliese e italiano.
Il documento fa leva su alcuni solidi e concreti aspetti che rendono il “Costa” una scuola unica del suo genere, tra cui:
· Grazie al tenace e accurato lavoro svolto negli ultimi dieci anni dal dirigente scolastico e da tutto il corpo docente, proprio perché la scuola è piccola è divenuta un polo di eccellenza formativa, conosciuta e riconosciuta nei confini nazionali e oltre, capace di meritarsi il titolo di “scuola più premiata d’Italia” per via della quantità e qualità di premi e riconoscimenti ottenuti;
· La conseguenza di questa eccellenza si è tradotta in una inversione di tendenza delle iscrizioni con una crescita esponenziale (negli ultimi 3 anni un incremento dell’88%);
· dal 2004 l’Istituto ha nel suo grembo una importantissima esperienza di scuola-lavoro; è da sette anni infatti che presso il Costa opera la società cooperativa “Arianoa”, costituita da diplomati della scuola, la quale è una sorta di incubatore di lavoro creativo per i neo diplomati che vogliono sperimentare nel reale idee imprenditoriali innovative. “Arianoa” è un ponte concreto tra la formazione scolastica tecnica ed il mondo del lavoro per i giovani;
· in questi ultimi dieci anni la scuola è riuscita a creare una solida rete di collaborazioni con il tessuto imprenditoriale ed istituzionale del territorio. Opera in sinergia con aziende, scuole della regione ed imprese locali, Provincia di Lecce, Confindustria, Camera di Commercio, Comune di Lecce, etc.
· l’Istituto Costa vanta una storia di ben 126 anni (fondato nel 1885) e rappresenta da sempre, con la sua sede nel centro di Lecce, una icona storica e di grande prestigio dell’istruzione, per la città e per tutta la Puglia. Dalle sue aule, come si può ben immaginare, sono usciti ed escono eccellenti professionisti ed imprenditori che hanno contribuito e contribuiscono non poco alla crescita di tutto il territorio.
L’appello a Nichi Vendola, a Loredana Capone e ad Alba Sasso fa riferimento anche ad alcune dichiarazioni esplicite e ben precise che la Regione Puglia stessa ha inserito nella propria Deliberazione n° 2410 del 02/11/2011 in merito al dimensionamento scolastico:
· perdita autonomia delle Istituzioni scolastiche con meno di 300 alunni;
· “La Regione Puglia intende il dimensionamento non come una mera operazione ragionieristica, ma come una connotazione strategica della programmazione dell’offerta formativa, che va coniugata con l’innalzamento complessivo dei livelli di prestazione del servizio”
· è prevista la “revoca dell’autonomia degli istituti sottodimensionati rispetto al parametro minimo previsto dal DPR 233/98 (500 alunni) a meno che non ricorrano i requisiti per la deroga (300 alunni) previsti dallo stesso (scuole ricadenti nelle piccole isole, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità linguistiche), o si evidenzino situazioni particolari di opportunità (inversione di tendenza nelle iscrizioni, ……).
E’ forte e decisa convinzione dei docenti salentini che il Costa di “situazioni particolari di opportunità” ne abbia tante e l’abbia ampiamente dimostrato negli ultimi dieci anni (polo di eccellenza pugliese, titolo di “scuola più premiata d’Italia”, inversione di tendenza delle iscrizioni, creazione di una società di lavoro all’interno della scuola, rete di interazione e collaborazioni fattive con enti ed aziende, una storia di prestigio lunga 126 anni, …).
«E’ un assurdo totale – sostengono i docenti della scuola leccese – anche perché la Provincia di Lecce, dal 22 novembre scorso, era perfettamente a conoscenza di tutte le motivazioni che sostanziavano la richiesta di mantenimento dell’autonomia da parte nostra. Accorpare il Costa ad un’altra scuola è come accorpare la Ferrari (che vince i gran premi) alla Fiat (in quanto produce un numero maggiore di vetture).»
Info www.costa.clio.it
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Puglia
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Scritto da Michele Casella
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Mercoledì 14 Dicembre 2011 23:34 |
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V edizione del Festival Internazionale di Pace e Musica Hip-Hop 16 e 17 dicembre, Quartiere S. Paolo, Bari.
È stata presentata il 13 dicembre 2011, nella Sala Giunta del Palazzo di Città di Bari, la quinta edizione di MENU’ KEBAB, il festival internazionale di pace e musica che focalizza l’attenzione sulla cultura hip hop quale mezzo di rivendicazione espressiva e di identità sociale attiva.
Il tema centrale del 2011 sarà l’Esodo, scandagliato non solo come richiamo alla precarietà, ma anche come elemento di opportunità e di confronto fra culture. Per questa nuova edizione Menù Kebab decentrerà il suo campo d’azione e si svolgerà nel quartiere San Paolo di Bari, una delle periferie che fungerà da vero e proprio punto di ri-partenza sociale e culturale.
Ospite d’eccezione della manifestazione sarà DADDY FREDDY, inventore dello stile ragamuffin hip hop e collaboratore dei migliori artisti hip hop del mondo; sarà lui il protagonista della serata del 16 dicembre per un grande spettacolo ed un puro esempio di “edutainment“, ovvero educazione più intrattenimento.
Gli artisti che interverranno alla manifestazione saranno chiamati a testimoniare e confrontarsi sugli “esodi”: da una terra, dalla povertà e dalla sofferenza, ma soprattutto sull’esodo come via di fuga dalla cultura dalle mafie. Il loro codice espressivo sarà la musica, l’arte visuale, il ballo e soprattutto la street art. Tra il 16 ed il 17 dicembre la città di Bari avrà l’occasione di assistere alle performance dei migliori talenti presenti sul nostro territorio, artisti che avranno l’occasione di interfacciarsi con ospiti stranieri di caratura internazionale per un incrocio di creatività ed uno scambio umano e emozionale.
IL PROGRAMMA Venerdì 16 dicembre Bari, Istituto scolastico Maiorana, Quartiere S. Paolo
ore 17.30 - Sede del S. Paolo Social Network, Piazza Europa Workshop; l’Esodo dalla cultura mafiosa, percorsi di liberazione attraverso l’hip hop Intervengono: Francesco Occhiofino, Michele Wad Caporosso, Francesco Kento Carlo e Walino
ore 20.00 Selezioni hip-hop reggae a cura di dj Fato e dj Keedo
ore 21.00 Concerti di Walino, Max Il Nano & Ufo
ore 22.00 Concerto del rapper, dj e cantante giamaicano DADDY FREDDY
Sabato 17 dicembre - ore 16.00 Bari P.zza Europa, Quartiere S. Paolo Contest di writing
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Puglia
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Scritto da Ufficio Stampa
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Mercoledì 07 Dicembre 2011 00:13 |
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E’ il rinascimento agroalimentare italiano. Un marchio giovane per rilanciare il meridione e l’Italia intera con un’idea da tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente.
Era stato anticipato una settimana fa e ora ecco l’annuncio ufficiale, parte da un gruppo di giovani pugliesi e sembrano avere le idee chiare: il futuro del meridione e dell’Italia intera passa attraverso il rinascimento agroalimentare con una idea da vera tripla A, anzi quadrupla: agricoltura, alimentazione, ambiente e accoglienza turistica.
Non saranno quindi la finanza, le borse o i rating che permetteranno la ripresa del Bel Paese ma l’economia vera, quella fatta dal lavoro e dalle persone, nelle piccole, medie e grandi imprese e, nel pensiero degli ideatori, soprattutto in quel settore chiave che più e meglio caratterizza il nostro “stivale”: i prodotti della terra, della pesca e l’Italian cuisine style. Come dire, la battaglia sarà vinta a colpi di olio, pasta, pesce, vino, legumi, verdura, primi e secondi e la parola magica è “Dieta Mediterranea Italiana” ribattezzata nel nuovo marchio appena registrato “Dieta Med-italiana“ (in inglese Med-italian Diet).
Il marchio è accompagnato da un logo identificativo che simboleggia il busto di un uomo con le braccia sollevate (in segno di ottima salute) il quale ha, al posto delle mani, un cucchiaio ed una forchetta e, al posto della testa, un calice di vino. Il tutto naturalmente in tricolore.
L’obiettivo del progetto è semplice mentre il raggiungimento dello stesso lo è un po’ meno: far comprendere ad inglesi, americani, canadesi e al resto del mondo (…e anche a noi stessi) che la Dieta Mediterranea italiana è in assoluto il regime alimentare più indicato per nutrirsi in maniera sana, per prevenire e combattere malattie importanti (ipertensione, arteriosclerosi, diabete, malattie cardiovascolari, obesità, …), per mangiare bene senza rinunciare al gusto e, infine ma non meno importante, per raggiungere la sospirata sostenibilità ambientale.
Se questo obiettivo fosse raggiunto, si otterrebbero risultati importanti, tra cui:
1) si incrementerebbe la domanda commerciale dei nostri prodotti naturali (ortaggi, cereali, legumi, frutta, pesce) e dei loro derivati (olio, vino, pasta, pane, latticini);
2) aumenterebbe ulteriormente e notevolmente l’interesse per la nostra cucina con la conseguente voglia e necessità di degustarne la bontà e impararne i segreti;
3) il Paese si distinguerebbe per aver realizzato e messo in pratica un ottimo esempio di agricoltura e di regime alimentare sostenibili;
4) si otterrebbe un conseguente e benefico incremento del turismo agro-eno-gastronomico, soprattutto destagionalizzato;
5) tutti i precedenti punti, insieme, porterebbero ad una crescita dell’occupazione e, cosa più importante, alla agognata possibilità di offrire un futuro lavoro ai giovani;
Per raggiungere l’obiettivo si terrà conto innanzitutto di alcuni fattori contingenti particolarmente favorevoli. Primo fra tutti si farà leva sulla dichiarata voglia e necessità espressa in alcuni Paesi (USA in testa) di modificare radicalmente le abitudini alimentari dei propri cittadini, preferendo sistemi nutrizionali che utilizzano meno grassi saturi. In secondo luogo si approfitterà sia del recente titolo di “patrimonio immateriale dell’umanità” attribuito alla Dieta Mediterranea dall’Unesco, sia degli innumerevoli risultati ottenuti nelle ricerche scientifiche effettuate da istituti specialistici e universitari che decretano e confermano gli indiscussi benefici per la salute del regime alimentare mediterraneo.
Gli strumenti di attuazione, come si può ben immaginare, saranno molteplici e diversificati, dall’organizzazione di eventi specifici in loco alla partecipazione ai maggiori congressi e saloni internazionali del settore, dalla pubblicazione e diffusione di siti web e blog multilingue all’uso approfondito e sapiente di tutti gli strumenti offerti dal moderno web marketing.
Ed ecco allora che si comprende come è che gli ideatori del progetto rivolgono un accorato appello alle istituzioni, alle organizzazioni di categoria, ai media e alle aziende del comparto agroalimentare: «Dateci credito, ascoltateci e supportateci, sia con sostegni immateriali che con contributi reali, potremmo divenire gli “Steve Jobs” italiani. Se in America i giovani hanno brillato e aiutato l’economia nazionale soprattutto nel settore della tecnologia, in Italia probabilmente potremmo farcela con un ritorno al futuro, nell’agricoltura e nell’alimentazione, nel pieno rispetto dell’ambiente».
Appello ad aziende ed istituzioni: «Dateci credito, in Italia gli “Steve Jobs” opereranno nell’agroalimentare»
La “Dieta Med-italiana” è un progetto dei giovani dell’Istituto Tecnico Economico “Costa” di Lecce.
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Puglia
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 02 Dicembre 2011 20:20 |
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Un natale diverso con la squadra dei babbo natale dell'associazione pronta a scendere in campo nel prossimo week-end a Martina Franca (TA).
In Piazza XX Settembre a Martina Franca sarà allestita una Casa di Babbo Natale e un piccolo villaggio messo in scena dall’Associazione Ambasciatori d’Amore Onlus, che da qualche anno si occupa di tutela dei diritti dei bambini e dell’infanzia. Rientra a pieno nel programma della “Città dei Bambini” di Martina Franca, idea sposata a pieno dalla Responsabile dott.ssa Rosalba Scialpi, dopo aver constatato il grande successo dello scorso anno. Infatti si presenta con un elenco di iniziative esplosive per entrare nell’atmosfera del Natale.
A supportare il grande evento ci saranno anche la Fondazione “Lino Cassano” che regalerà dei giochi a sorpresa per tutti i bambini che faranno il colloquio con Babbo Natale, oltre ad aver donato ad Ambasciatori d’Amore la casa gonfiabile di Babbo Natale ed un Babbo Natale Gigante di circa 4 metri d’altezza, l’Associazione Amar Down che presenterà “Le Creazioni dei ragazzi ‘UP”, l’Associazione AIDA con “inform@ati sul Natale”, l’Associazione UNITALSI con il “Bazarino di Natale” e l’AVIS che farà una campagna informativa sul glaucoma e Telethon. Il tutto sarà contornato dalla simpatica animazione degli elfi di Ambasciatori d’Amore e dai ragazzi dell’Istituto Motolese di Martina Franca.
Sabato pomeriggio dalle ore 17 alle ore 22 e domenica dalle ore 10 alle ore 22 Martina Franca inaugura il Natale in una maniera davvero diversa, specie in un momento difficile per la città. Torneranno in piazza poi il prossimo 10 dicembre. Intanto Ambasciatori d’Amore ritorna il prossimo 8 dicembre, il giorno dell’Immacolata, con un concerto Gospel dei NewLab Gospel & Jazz nella Chiesa del Carmine di Martina Franca alle ore 20.
Il 26 dicembre invece Ambasciatori d’Amore effettuerà una raccolta di giochi, in disuso o non graditi, sull’esempio del Boxing Day festeggiato nel Regno Unito, per donarli ai bambini poveri delle Case Famiglia Il Chicco di Grano e La Mimosa di Taranto e far vivere un Natale diverso ai bambini dei centri selezionati dal Tribunale dei Minori di Taranto. L’invito è aperto a tutti i bambini…ed Ambasciatori d’Amore sostiene a gran voce: “Facciamo emozionare i bambini….vi aspettiamo numerosi”.
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Puglia
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Scritto da Ufficio Stampa
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Martedì 29 Novembre 2011 19:19 |
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Presentazione dell'ultimo volume di Lino Patruno giovedì 1 dicembre nell’ex convento dei Teatini a Lecce.
Un viaggio attraverso il variegato e inesplorato mondo dei movimenti meridionali e un’inedita rilettura di fatti reali, dall’Unità d’Italia in poi, che non mancherà di sorprendere e divertire e ci aprirà gli occhi verso una nuova prospettiva: La storia del Mezzogiorno è davvero quella che ci è stata raccontata? Il nostro sottosviluppo è effettivamente la nostra migliore possibilità di sviluppo?
Questi alcuni degli interrogativi a cui l’eclettico autore pugliese giornalista e ex -direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, cercherà di dare risposta in questa serata, a lui dedicata, che lo vedrà protagonista di un evento pensato e realizzato per tutti coloro che desiderano approfondire le ragioni che nel corso di 150 anni di storia del nostro paese hanno condotto alla genesi della cosiddetta “questione meridionale”.
All’interno sarà presente un assaggio della mostra fotografica a tema dal titolo RI-SCATTO a cura di un gruppo di fotografi salentini che hanno scattato istantanee con volti, paesaggi e immagini del Mezzogiorno.
Il professore Franco Merico - docente di sociologia dei processi migratori - Università del Salento introdurrà la serata". “Un’iniziativa a cui tenevamo particolarmente assieme alla nostra partecipazione a Città del Libro 2011” spiega il presidente Maria Nadia Stefano “Questa è infatti la prima di una serie di presentazioni programmate da Artesottoilsole ed è bello che a fare da apripista sia un attento osservatore e conoscitore della realtà del nostro Sud”.
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