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Quando Italia vuol dire moda

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Piemonte
Scritto da Alessandra Chiappori   
Sabato 17 Settembre 2011 22:06

150 anni di storia italiana negli splendidi abiti in mostra alla Venaria Reale.


Quando Italia vuol dire modaTORINO. Sono sgargianti di pailettes, sete e ricami preziosi gli abiti esposti da sabato 17 settembre presso la Reggia di Venaria Reale nell’ambito della mostra “Moda in Italia – 150 anni di eleganza”, visitabile fino all’8 gennaio 2012. Un’iniziativa che fa parte del ricchissimo calendario allestito per l’anniversario dell’Unità di Italia e che ha trovato nelle sale della reggia lo scenario più adeguato.

Quasi 200 gli abiti in mostra, a cavallo di tutto il Novecento e in un allestimento, curato dall’Architetto Michele De Lucchi, che ammicca molto al teatro. E del resto come non ammettere che la moda e la storia dei grandi atelier sono parte integrante della cultura e dello sviluppo industriale del Bel Paese? Da sempre specchio fedele di abitudini, vicende storiche, sociali, politiche, culturali e di costume nostrane, la moda esprime al meglio, in questa grande mostra, non solo le vicende storiche dal Regno sabaudo ai giorni nostri, ma una creatività, un’eleganza e uno stile che hanno reso e tutt’ora rendono l’Italia uno dei fortini delle passerelle internazionali.

Specchio non solo della realtà: grazie alle installazioni scenografiche di De Lucchi, che prevedono una selva di specchiQuando Italia vuol dire moda e di telai sospesi su cui sono esposti gli abiti, la mostra diventa tridimensionale e ingloba lo spettatore, che, riflesso tra i vestiti, diventa parte integrante della moda. La teatralità, del resto, è un percorso ricorrente in “Moda in Italia”: dopo supporti che si scoprono quinte teatrali e giochi di specchi, il visitatore approda nella sala del Teatro delle Commedie della Reggia per assistere a una sfilata di manichini che indossano le firme più prestigiose degli ultimi vent’anni.

Il viaggio nello stile italiano si snoda da Parigi fino a Torino, per poi spostarsi a Roma e a Firenze e arrivare, ai giorni nostri, a Milano. È un percorso che tocca le dame risorgimentali, gli artisti futuristi del Ventennio, le dive del cinema anni Cinquanta e le firme contemporanee.

Quando Italia vuol dire modaTra i moltissimi e sfarzosissimi vestiti spiccano abiti autentici, appartenuti a personaggi storici che con il loro stile hanno segnato il gusto di un’epoca (Eleonora Duse e Lina Cavalieri, per esempio), ma anche celebri abiti di scena indossati da grandi attrici.

E proprio a Torino, culla del cinema, non poteva mancare un riferimento alla moda sul grande schermo. Rappresentati dal magnifico abito bianco di Piero Tosi creato per il genio di Luchino Visconti e indossato da Claudia Cardinale ne “Il gattopardo”, si susseguono abiti portati da Alida Valli, Silvana Mangano, Ava Gardner, ma anche Audrey Hepburn e Marylin Monroe, con un paio di scarpe firmate Ferragamo. Il cinema si scopre così come archivio vivente della moda, permettendo agli abiti d’epoca di continuare a vivere sullo schermo e valorizzandoli grazie ai corpi, alle espressioni e ai volti degli attori.

Non ultimo, il tocco sensoriale che fa di questa mostra un rarissimo esempio di percorso sinestesico. Laura Tonatto, imprenditrice torinese e creatrice di profumi ed essenze, è la mente dietro al progetto del percorso olfattivo, un’idea che associa alcune fragranze a particolari abiti, suggerendo allo spettatore un percorso sorprendente, innovativo e di sicura efficacia.
Quando Italia vuol dire moda
L’aggancio alle essenze, oltre a richiamare il cinema (fu Visconti stesso a spruzzare sul set de Il Gattopardo alcune gocce di zagara per evocare la mediterraneità e lo spirito dell’alta società), apre un altro capitolo della mostra, quello della storia del profumo, accessorio poco visibile ma niente affatto irrilevante.

Una mostra particolare, insolita e tutta da ammirare, per la direzione artistica della costumista Gabriella Pescucci, Premio Oscar nel 1994, e della giornalista Franca Sozzani, direttrice dal 1988 di ''Vogue Italia''.

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