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Lo sguardo persistente: fotografie dalle collezioni Gam

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Piemonte
Scritto da Daniela Matteu   
Sabato 19 Febbraio 2011 15:12

Percorso fotografico tra i lavori di alcuni tra i più importanti fotografi  nazionali.


Lo sguardo persistente“L'esercizio dello sguardo è una forma di conoscenza. Io vorrei prolungarlo all'infinito” G. Basilico

Nel periodo di riallestimento dei quattro percorsi tematici al primo e al secondo piano del museo, la GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea presenta, dal 18 febbraio al 4 aprile 2011, il percorso Lo sguardo persistente: fotografie dalle collezioni GAM.

Potendo contare sugli ampi spazi dell'Underground project, il percorso fotografico mostra i lavori di alcuni dei più importanti fotografi nazionali, quali Riccardo Moncalvo, Mimmo Jodice, Nino Migliori, Ugo Mulas e Gabriele Basilico, accanto ad artisti che hanno integrato la fotografia all'interno della loro poetica, come Elisa Sighicelli, Luigi Ontani, Rä di Martino (recentissima acquisizione GAM qui in mostra la prima volta) o la serie di Giuseppe Penone Lavorare sugli alberi - Alpi marittime.

Le opere in mostra sono scelte per la loro tendenza a rifiutare il ruolo della fotografia come cronaca, reportage, tranche de vie. La poeticità dell'istante irripetibile lascia spazio alla meditazione attenta e accurata, ad una visione studiata, ad un metodo che si fa talvolta analitico. È un rifiuto che mette in secondo piano quella capacità di “testimonianza” della fotografia tradizionalmente vista come il suo grande punto di forza rispetto alle altre arti, per sottolinearne invece le intrinseche possibilità formali.

Vivono in una situazione intermedia gli splendidi scatti di Riccardo Moncalvo, opere realizzate fra la fine degli anni ’40 e i ‘70, che mantengono la dimensione umana in Siesta e Architettura Marina per abbandonarla in Nasce la volta, o in Diga, dove la concentrazione sulle linee, i volumi e le ombre finisce per prevalere sulla stessa figurazione.
Lo sguardo persistente
Anche Luigi Ghirri, di cui si presentano fotografie risalenti ad un lungo periodo compreso fra gli anni '70 e '90, si sofferma sull'architettura, in una visione silente e riflessiva, sia quando si confronta con gli interni, che quando il suo sguardo si rivolge ai cosiddetti non-luoghi, che nelle sue immagini acquistano il valore di memoria, seppure impersonale.

L’analisi può concentrarsi su dettagli descrittivi in composizioni eleganti e pulite come quelle di Alessandra Tesi e Elisa Sighicelli, o può essere psicologica come nei ritratti di artista di Claudio Abate, costruiti su simboli direttamente legati al soggetto rappresentato.

L’obiettivo diventa rivelatore in Mimmo Jodice, testimone della cultura classica nei ritratti degli atleti del museo archeologico di Napoli, esempi di un'umanità senza tempo, o di paesaggi reali ma immaginari della serie Isolario Mediterraneo.

Il percorso mette a confronto alcuni degli esiti più pittorici della fotografia, idealmente o praticamente in relazione con l'atto creativo del dipingere: le figure misteriosamente suggerite di Monica Carocci e Luca Pancrazi, i paesaggi umani di Paolo Mussat Sartor, l'inquietante figura di Susy Gomez, le trasfigurazioni sperimentali di Nino Migliori. Il tempo prolungato dello sguardo si sovrappone invece a quello naturale in Lavorare sugli Alberi – Alpi marittime di Giuseppe Penone.

Emblematiche le immagini di Gabriele Basilico: Beirut distrutta perde il carattere transitorio per guadagnare una fermezza della costruzione sistematica e architettonica, confrontandosi con il Woyzeck di Ugo Mulas, con l’elegante rilettura delle forme di alcune delle più affascinanti architetture torinesi di Armin Linke e con la bellezza onirica in Semper Eadem di Maria Grazia Toderi.

Lo sguardo persistenteIl percorso raggiunge infine due possibili conclusioni. Da una parte, le delicate presenze di Cornelia Parker sono accostate alla visione malinconica di No more stars (abandoned movie set, Star Wars), in cui Ra di Martino ritrae un set di guerre stellari in disuso che assume così un’aura surreale di déplacement; dall’altra, la serie What we want di Francesco Jodice ricorre ad un’apparente oggettività per indagare la geografia urbana nei suoi aspetti umani e sociali.

Gli artisti presenti:
Claudio ABATE, Olivo BARBIERI , Gabriele BASILICO, Monica CAROCCI, Mario CRESCI, Rä DI MARTINO, Franco FONTANA, Luigi GHIRRI, Susy GOMEZ, Francesco JODICE, Mimmo JODICE, Armin LINKE, Nino MIGLIORI , Riccardo MONCALVO, Ugo MULAS, Paolo MUSSAT SARTOR, Luigi ONTANI, Luca PANCRAZI, Cornelia PARKER, Giuseppe PENONE, Elisa SIGHICELLI, Alessandra TESI, Grazia TODERI

www.gamtorino.it

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