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Torino, per la sesta volta capitale del concorso, apre le porte a radio, tv e web.
TORINO – È stata inaugurata domenica 18 settembre con un concerto dell’Orchestra Sinfonica della Rai presso l’Auditorium di via Rossini (trasmesso su Rai 5 e Radio 3) l’edizione numero 63 del Prix Italia, il più antico e prestigioso concorso internazionale per programmi radio, tv e web che si svolgerà a Torino dal 18 al 23 settembre. Promossa dalla Rai sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio del Ministero dei Beni artistici e culturali, della Città di Torino, della Provincia di Torino e con il sostegno della Regione Piemonte, la manifestazione sarà dedicata quest’anno ai 150 anni dell’unità di Italia e porterà come titolo “Lo spettacolo della storia”.
Il Prix Italia è del resto un pezzo di storia mediatica del Paese. Fondato dalla Rai a Capri nel 1948 insieme alle radio pubbliche europee, ha visto nel tempo aggregarsi emittenti di tutto il mondo per promuovere e premiare la qualità, l’innovazione e la creatività nella produzione dei programmi radiotelevisivi e, negli ultimi anni, anche dei contenuti per il web. L’intento del premio non è tanto quello di stabilire un vincitore per ciascuna categoria, quanto di riunire in un Festival i prodotti mediali di diverse realtà nazionali e di varie emittenti per cercare di definire lo stato radio-televisivo globale. In gara saranno presentate circa 300 opere tra fiction, documentari, musica e rappresentazioni artistiche, per un totale di oltre novanta partecipanti tra gli organismi radiotelevisivi, pubblici e privati, provenienti da tutto il mondo: “il meglio della televisione, della radio e di internet”.
La manifestazione, inoltre, non cessa di rappresentare un’occasione di incontro e collaborazione all’interno del mondo della creatività radiofonica, televisiva e legata al web, stimolando discussione, studio, conoscenza dei problemi culturali legati al mondo mediatico. Per questo motivo, alle attività del Premio partecipa l’Università degli Studi di Torino, con numerosi convegni a tema e in particolare attraverso gli studenti e i docenti dei corsi di Comunicazione. Tra i membri delle giurie internazionali che selezioneranno i programmi e discuteranno il vincitore sono infatti stati coinvolti, in un lavoro partito prima delle vacanze estive e proseguito per tutto settembre nelle aule di Palazzo Nuovo e Palazzo Venturi, alcuni studenti dell’ateneo torinese. L’obiettivo è formare ogni anno dei gruppi di studenti altamente specializzati nel valutare i prodotti che saranno selezionati. Tra le altre attività dell’Università, anche, per il terzo anno, una Summer School dedicata agli studi sui media, aperta a giovani ricercatori dal 15 al 18 settembre e organizzata dal C.i.r.c.e. (Centro Interdipartimentale per la Ricerca sulla Comunicazione) dal titolo “Vecchio e nuovo della televisione”.
Per il sesto anno il Prix ha deciso di restare a Torino, dove, è già stato confermato, si svolgerà anche l’edizione 2012 e dove il premio sembra aver trovato la propria sede ideale. Forse perché città dei più antichi studi Rai - quelli di Via Verdi in pieno centro, luoghi dello svolgimento del Festival - forse perché Università legata a uno dei più importanti dipartimenti di Comunicazione, Torino si trova bene nel ruolo di ambasciatrice del Prix, tanto che per tutti i giorni della manifestazione aprirà luoghi storici della tv pubblica italiana, teatri, sale cinematografiche e aule universitarie agli eventi, tutti a ingresso libero e gratuito.
Saranno giornate all’insegna della storia della tv e di anteprime (fiction e documentari con la presenza di attori e registi) della Rai, madrina dell’evento nella persona di Giovanna Milella, Segretario Generale del Prix Italia, dal 2009 nonché Vice Direttore giornalistico della Rai con una vasta esperienza nella comunicazione, nella produzione editoriale e nel management. E proprio le anteprime, insieme ad altri lavori delle emittenti internazionali, saranno proposte sul grande schermo grazie a “Il Prix va al Massimo”, una serie di proiezioni quotidiane e gratuite nelle sale del Cinema Massimo. Tra le altre novità di quest’anno, anche il restauro dell’archivio storico del Prix Italia, curato da Rai Teche, e il Premio speciale multimedialità dedicato a giornali e agenzie di stampa.
Tanti i volti celebri di questa 63° edizione: Ottavia Piccolo, Massimo Ghini, Luca Argentero, Martina Stella e Veronica Maya, non mancano i registi, con Mario Martone e Italo Moscati, e i produttori con Andrea Andermann e Nicoletta Mantovani Pavarotti. La stessa Rai sarà presente a Torino con i propri vertici istituzionali, guidati dal Presidente Paolo Garimberti e dal Direttore Generale Lorenza Lei, ma sarà a Torino anche Sergio Zavoli, Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tra i volti internazionali, invece, è attesissima l’attrice Fanny Ardant. Il sipario sul Prix Italia calerà venerdì 23, giornata dello spettacolo finale e della premiazione. In palio per i vincitori un’incisione realizzata in esclusiva da Francesco Casorati, pittore figlio di quel Felice Casorati la cui firma campeggia sulle incisioni originali della prima edizione del premio.
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