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Paolo Rossi apre la stagione del Teatro delle Energie
Paolo Rossi apre il 9 novembre nel Mistero buffo di Dario Fo, rivisitato in “un’umile versione pop”, la stagione del Teatro delle Energie predisposta da Comune e AMAT con il sostegno di Ministero per i Beni e Attività Culturali e Regione Marche.
E si apre con il sicuro tutto esaurito il cartellone che, come detto in più occasioni, in risposta ad una crisi generale offre qualità. Sottolineata da un significativo incremento degli abbonati grazie anche ad un programma che, con temi e interpreti, prosegue la tradizione della proposta teatrale della città – il teatro di parola - collocandola però su un palcoscenico dalla vocazione più spettacolare com’è quello delle Energie. Messo in scena con la partecipazione straordinaria di Lucia Vasini, questo Mistero Buffo appartiene ormai a tutti, scrive l’attore di Monfalcone nella nota di presentazione e «vuole essere un omaggio al mio maestro Dario Fo nella nostra umile versione pop».
E prosegue: «Se Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione, i suoi dogmi, i suoi miracoli? Clandestino allora come tanti oggi nel nostro paese fu accolto, ammirato, perseguitato e poi giustiziato. Un Gesù raccontato da un giullare, da Giuda, da Maria e dal popolo. Oggi, per paradosso, ognuno di noi è un povero cristo, ognuno di noi è “in fila alla biglietteria del cinema Italia”.
Dario Fo per primo ci ha insegnato che rubare in teatro è cosa buona, copiare è da coglioni. E questo Mistero Buffo è anche un’avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare.
Ogni sera diverso - nonostante non ci sia niente di improvvisato -, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale dove la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e anche drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica.
I misteri non finisco mai: il maestro Dario Fo non ha finito di raccoglierle e in ogni angolo della strada troviamo nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano. Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza.
Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare. Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere». Lo spettacolo è prodotto da Corte Ospitale - Compagnia del Teatro Popolare in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber. Riduzione e adattamento del testo di Paolo Rossi e Carolina De La Calle Casanova, che firma anche la regia.
Foto Lidia Bagnara
www.amatmarche.net
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