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Cittadinanza ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni

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Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 01 Novembre 2011 20:34

Commozione e ricordi alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di San Severino Marche, Teatro Feronia gremito.


Figli del medico Mosè Di Segni che, allontanatosi da Roma per evitare la persecuzione nazista contro gli ebrei, si rifugiò fra il 1943 ed il 1944 con la sua famiglia nella frazione di Serripola, nelle campagne settempedane. Nei dieci mesi della sua permanenza a San Severino, Mosè Di Segni si arruolò, come medico, con i partigiani del battaglione Mario e salvò molti eroi della Resistenza insieme a tantissimi settempedani che, con la loro presenza alla cerimonia svoltasi in un affollato teatro Feronia, hanno voluto così ricambiare la loro più profonda riconoscenza ai discendenti di una famiglia così straordinaria.

“Questo riconoscimento cimenta e rinverdisce il nostro legame con San Severino, un legame che è stato mantenuto sempre vivo attraverso il ricordo di nostro padre – ha sottolineato Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, aggiungendo –Abbiamo un dovere verso questa città, siamo custodi di una memoria che deve essere tramandata alle nuove generazioni. Questa cerimonia ha per noi un valore simbolico eccezionale: intende stringersi attorno alla storia, riscoprire quei valori buoni che hanno consentito all’Italia di superare periodi terrificanti per costruire un’Italia migliore”.

Commosso il ringraziamento di Elio Di Segni, giunto a San Severino da Tel Aviv, dov’è docente di Cardiologia all’Università Israelitica: “Noi siamo venuti qui sentendoci di ringraziare tutti voi e invece siamo noi ad essere ringraziati. Qualcosa, questo, vorrà pur dire sul generoso rapporto instauratosi fra la vostra comunità e la nostra famiglia”. Sentito, e pronunciato con le lacrime agli occhi, anche il saluto della scrittrice e farmacista Frida Di Segni Russi: “Anche a distanza di tutti questi anni il ricordo è ancora molto vivo”.

Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ricordando come la cittadinanza onoraria sia stata concessa con voto unanime del Consiglio comunale ha sottolineato nel suo saluto: “Sono tanti i valori ed i momenti che il conferimento di questa cittadinanza richiama: l’amore per la Patria, la Resistenza e la liberazione dal giogo violento del nemico oppressore, la famiglia, l’appartenenza alla medesima comunità, la solidarietà, l’aiuto reciproco e, non da ultimo, la pace. Sono valori che forse si sono un po’ smarriti, se non addirittura persi con gli anni. E’ doveroso però da parte nostra non perdere la memoria perché il tempo passa, le generazioni cambiano, ma la memoria va mantenuta sempre viva. Oggi, a distanza di quasi settant’anni – ha ricordato ancora Martini -, si continua a registrare il ricordo affettuoso degli allora abitanti della piccola comunità di Serripola.

Vorrei citare la testimonianza trasmessami in questi giorni da Filippo Scisciani, che ha 101 anni, e che mi ha pregato di rappresentare ai figli del dottor Mosè Di Segni tutta la sua riconoscenza. Ho ricevuto in questi giorni moltissimi messaggi di auguri in vista della cerimonia che stiamo vivendo, ma le parole più belle le ho sentite spendere in Consiglio comunale da tutti i componenti dell’Assise cittadina che all’unanimità, nel giugno scorso, hanno detto sì alla concessione della cittadinanza onoraria ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni. E’ stato un momento veramente toccate che mi ha emozionato quanto la cerimonia odierna. Oggi ho sentito e sento di avere al mio fianco tutti voi, miei concittadini. Per indole noi settempedani siamo abbastanza chiusi, riservati, schivi. Ma sappiamo aprire i nostri cuori verso chi lo merita. Vorremo che voi, Elio, Frida e Riccardo, continuiate a far parte della nostra comunità locale.

Ho già scritto – ha poi concluso il sindaco Martini - che la famiglia Di Segni, accettando la cittadinanza onoraria, si è impegnata in qualcosa di straordinario: essere cioè testimone della storia presso le generazioni future. Dal capofamiglia, il dottor Mosè Di Segni, abbiamo avuto molto”.
Tantissime le autorità presenti. Per la Regione Marche ha portato il saluto il consigliere Angelo Sciapichetti, per la Provincia è intervenuto il vice presidente Paola Mariani, per la Comunità Montana il presidente Gian Luca Chiappa, per l’Anpi il vertice regionale Nazareno Re mentre in platea erano presenti il presidente provinciale Lorenzo Marconi, l’ex presidente Giulio Pantanelli, il presidente della sezione settempedana Bruno Taborro. Con loro anche l’onorevole Mario Cavallaro, il consigliere regionale Francesco Massi, quello provinciale Daniele Salvi, il vice prefetto Tiziana Tombesi, rappresentanti delle comunità ebraiche di Roma ed Ancona, il presidente del Consiglio comunale Ostilio Beni, gli assessori Tito Livio Lucarelli, Simona Gregori e Giampaolo Muzio il vice presidente della Comunità Montana e consigliere comunale Sabrina Piantoni, il presidente della Commissione comunale Cultura, Romina Cherubini, i consiglieri comunali Gabriela Lampa ed Alessandra Aronne.

Altri momenti di commozione, nel corso della cerimonia, si sono avuti quando l’arcivescovo di Ancona – Osimo, monsignor Edoardo Menichelli, che è originario di Serripola, ha ricordato la famiglia Di Segni e quella di chi la stava ospitando. Nella sua testimonianza monsignor Menichelli ha citato Frida Di Segni e la memoria di un’amicizia ritrovata quando, nel giugno del 2004, la rincontrò di nuovo ad un incontro pubblico ad Ancona. Poi ha descritto una foto con lui, Frida ed Elio Di Segni che giocavano spensieratamente ed infine, non riuscendo a trattenere le lacrime, la sua famiglia, suo padre e sua madre, scomparsi nel 1951 quando lui era ancora un ragazzino. Lunghi applausi hanno infine salutato il discorso dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, che ha ricordato: “La storia è importante ma, poiché spesso ha dei cattivi scolari, dobbiamo coniugare la memoria di cui l’uomo è fatto con la misericordia divina”.

Al termine della serata è stata infinte presentata la pubblicazione dal titolo: “Mosè Di Segni, medico partigiano” che, curata da Luca Maria Cristini, è stata realizzata in collaborazione con l’Anpi e finanziata dalla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. Il volume è stato presentato dal professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Macerata.

 

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