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Messina a Milano per rappresentare Shakespeare e la Commedia: ‘Molto rumore per nulla’ al Teatro San Babila fino al 31 Ottobre
Da non confondere con il Teatro Nuovo, il Teatro San Babila si trova sul lato opposto, proprio affianco alla chiesetta della medesima Piazza. Più piccolo, ma non per questo meno gradevole. Anzi, la cortesia e la comodità sono stati l’accoglienza gradita di una serata piacevole.
Secondo uno studio americano, infatti, apprezzerai maggiormente lo spettacolo se l’entrata in sala sarà accompagnata da una signorina dai modi garbati e se le poltrone saranno confortevoli. Ringrazio per i bei posti da cui potevo riconoscere il colore degli occhi degli attori, resi disponibili, credo, ahimè, dalla scarsa affluenza di spettatori: età media dei presenti 46. Media abbassata da me medesimo e da due ragazze in fondo alla sala. Sarà stata colpa di Real Madrid-Milan?
Questo non ha certo intimorito gli interpreti di una commedia senza tempo come ‘Molto rumore per nulla’ di William Shakespeare: equivoci, spie, guardie, tradimenti, duelli e morti nella corte del Signore Leonato di Messina, in cui vengono ospitati i vincitori della guerra Don John, Don Pedro, Claudio e Benedetto, che creeranno un gioco di sentimenti ed emozioni con Ero, figlia del Signore, e Beatrice sua cugina.
Questi i personaggi, la storia troppo intrecciata da raccontare è intuibile se si pensa alle tipiche commedie tragicomiche del Bardo, partendo da ‘Romeo and Juliet’ e finendo con ‘The Merry Wives of Windsor’. Dalla prima si riprende la storia d’amore, raddoppiata, di due sposi destinati da Cupido, che incontreranno sul loro cammino intoppi e ostacoli da superare. Dalla seconda si riprendono i favolosi testi, intelligenti scontri verbali, veloci e velenosi come lame sulla carne, furbi diverbi e accesi dialoghi di fuoco molto teatrali.
Si, le commedie di Shakespeare rappresentano IL Teatro: nulla di più e nulla di meno. Interpretate per il pubblico, per allietare un paio d’ore, per sorridere e piangere, ma fatte per quel momento, per quell’istante. A casa porti solo il ricordo di una bella serata.
Infatti come scrive nella sinossi Maurizio Annesi, regista dell’opera: ‘molto e nulla: due opposti, uno esclude l’altro, l’altro inganna l’uno. E dal nulla si scatena talmente molto rumore da coinvolgere tutti i personaggi in un’altalena di situazioni comiche che sfociano nel tragico per poi volgere al lieto fine’.
Tra gli attori Franco Oppini e Chiara Salerno, protagonisti indiscussi dello spettacolo, se non per la loro fama, per la loro potenza dialettica e interpretativa. Era come se stessero vivendo davvero la scena e, nonostante la scenografia immobile, la sensazione di essere coinvolto e la paura di essere interrogato tu stesso sui fatti, era inconsciamente eccitante.
Alcune scene sarebbe stato meglio ometterle o tralasciarle perché, ridondanti e noiose, bloccavano il flusso dello spettacolo. Per fortuna c’erano gli intercalari comici delle due guardie che (fuck the words!) hanno interpretato in chiave dislessica la complicata storia degli amanti, ma autori della soluzione del dramma e del lieto fine.
L’unica distrazione dello show, anche se era preannunciato nel titolo, era il rumore fastidioso dei passi, dei saltellini e dei movimenti azzardati degli attori sul palcoscenico.
Non riuscivano proprio a stare fermi!
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