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L’Arcimboldi accoglie l’India, “Bharati” coinvolge la platea milanese e racconta un’insolita storia d’amore
I colori, le musiche, i 900 costumi, un cast composto da 60 artisti ed il teatro più imponente di Milano, sono diventati gli ingredienti giusti a regalare una serata dal sapore unico, anche nei confronti di un pubblico abituato al vero Show.
Si è notato già dalle prime battute iniziali, che qualcosa di diverso avrebbe preso vita sul palcoscenico del teatro progettato dal Gregotti, l’energia è stata la variabile che ha immediatamente travolto e “tramortito” gli sguardi e l’udito della platea.
Il primo degli applausi è dedicato all’ingresso in scena dei musicisti che si posizionavano ai lati della scenografia, asimmetrica nei dettagli ma ricca di profondità e, come scopriremo durante lo spettacolo, con variazioni molto interessanti tra proiezioni ed uso del sipario come parte integrante della stessa scenografia.
Gli strumenti musicali, tipici della cultura indiana, prendono vita e quasi non ci si accorge che a dare voce a quelle note siano i sei coristi posti anch’essi ai lati della scena, il motivo non è la loro poca forza scenica, è semplicemente che in quell’istante si viene travolti da un cast di ballerini a dir poco straordinari.
La loro forza sta nell’energia, nella precisione esecutiva, nell’espressività corporea e nelle scelte coreografiche meticolosamente curate. Insomma è come se cominciasse un sogno, quel sogno che ti porta, inconsciamente, in una cultura lontana dalla nostra che però, probabilmente, può insegnarci a sorridere e a godere di più delle vere gioie della vita.
Si narra la storia d’amore di Bharati, splendida oriunda indiana, e di Siddharta, ragazzo proveniente da Los Angeles ma anch’egli con origini indiane. Il viaggio toccherà le culture ed i colori di tutti i 26 i paesi della nazione. Uno spettacolo che sta facendo il giro del mondo per raccontare le essenze di un paese gioioso e che, come tutti gli altri paesi, con difficoltà può dimostrare facilmente il proprio essere.
Allora è lo spettacolo a fare da tramite tra un paese sconosciuto a molti e l’indifferenza disattenta di un mondo che si accorge solo di tutto quello che gli compare sotto il naso. A prestare la splendida voce e la naturale simpatia, è Pietro Pignatelli, versatile attore che ha dedicato particolare attenzione nei confronti della sua innata voglia di conoscenza.
Infatti , con questo spettacolo mette in mostra le sue doti tecnico vocali, la duttilità nell’intraprendere anche il ruolo di ballerino e con la sua forte intensione motivazionale, porta il pubblico ad avere la sua medesima grande voglia, quella, come detto prima, della conoscenza. E’ la sua calda e coinvolgente voce, infatti, a permetterci il curioso ed incantevole viaggio in India.
Durante tutto lo spettacolo si presterà attenzione ad una serie di dettagli che rendono ancora più veritiera l’avventura amorosa dei due protagonisti. Si scoprirà il significato folcloristico religioso di molti gesti, si ascolteranno frasi in indiano, si osserveranno splendide immagini proiettate nello schermo posto in fondo alla scenografia, si sentirà l’atmosfera contornata da canti e simboli inconsciamente sconosciuti da una così lontana cultura e si scoprirà il caldo significato del colore rosso.
Le svariate difficoltà della storia amorosa, verranno superate grazie alla forza scenica che i protagonisti assumono dal potere dell’essere e non da quello dell’apparire. Infatti il nome Bharati deriva dal termine “Bharat”, che vuol dire “India” in indiano, quindi dal nome stesso, consapevolezza di far sapere del proprio vero “essere”.
Lo spettacolo prosegue e lascia lo spettatore incollato alle poltrone, i sorrisi si disegnano sui volti distesi degli spettatori che, all’invito di Pietro Pignatelli ad alzarsi per ballare, non possono fare a meno che lasciarsi trasportare dalle note e dai movimenti di uno spettacolo più unico che raro.
Poi, come in tutte le cose arriva il momento della fine e vorresti che ricominciasse un'altra volta, ma è tardi il teatro deve chiudere e salutando gli amici, i vicini di posto che scopri sono improvvisamente diventati tuoi “amici”, ti avvii verso il foyer sperando che si riapra il sipario e ricominci lo spettacolo, infine uscendo ti ritrovi nella Milano di sempre che, in una sera d’autunno, ci ha regalato il colore ed il sapore di un paese lontano magicamente unito da un misterioso feeling e voglia di India che ci è rimasto dentro.
Foto di Paolo Casati
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