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La Qualità della vita a Milano

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Lombardia
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 09 Novembre 2010 16:23

Dai referendum un progetto per una miglior qualità della vita a Milano


La Qualità della vita a MilanoIl convegno “La Qualità della vita a Milano”, organizzato da Milanosimuove, il Comitato promotore dei referendum per l’ambiente e la qualità della vita, che ha raccolto oltre 25.000 firme per ogni quesito, su cui i milanesi saranno chiamati a votare, costituisce un primo momento dopo la consegna delle firme per individuare proposte e soluzioni per il futuro della città, a partire da, ma anche oltre, le proposte referendarie.

Il convegno. Hanno portato il loro saluto il vice presidente del Senato Emma Bonino e  il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri che hanno garantito di proseguire il loro supporto nell’iniziativa referendaria anche nei prossimi passaggi che porteranno al voto.

Un incoraggiamento a  proseguire  su questa strada di innovazione nelle politiche, nelle soluzioni e nelle tecnologie per vivere e muoversi meglio a Milano è venuto anche da Gianni Vernetti, Benedetto della Vedova, Carlo Montalbetti, Giancarlo Pagliarini, Paolo Gradnik, che hanno evidenziato la capacità di trasformazione urbana connessa a questo progetto civico.

Al convegno sono intervenuti tra gli altri Marco Romano, Gianni Scudo, Andreas Kipar, Franco Morganti e Valeria Corbella. Presente anche Bruno Tabacci.

Secondo i promotori Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini “Per garantire ai milanesi una migliore qualità della vita e accrescere l’attrattiva della città nei confronti dei protagonisti della vita economica e del lavoro, dei turisti, del sistema scientifico e della ricerca, del mondo della cultura e della creatività, è necessaria una profonda innovazione nelle modalità di governo della città.

Oggi la classe politica è scollata dalle esigenze dei cittadini, arroccata sulla difesa di interessi partitici e corporativi (se non addirittura personalistici) e incapace di esprimere una visione credibile di sviluppo della città. E’ indispensabile un forte rinnovamento dell’amministrazione pubblica per garantire infrastrutture, servizi, ma anche regole, che consentano a chi vive, lavora e studia a Milano di poter usufruire delle opportunità che la nostra città è in grado di offrire.

I 5 referendum sull’ambiente e la qualità della vita, per i quali sono state raccolte con successo le oltre 25.000 firme per ciascuno, costituiscono elementi chiave per uno sviluppo urbano che mette al centro la persona, tutelando i diritti alla salute e a crescere e vivere in un ambiente sano e bello.”

Il sostegno all’iniziativa referendaria dei vicesindaci di alcune grandi città europee, come Parigi, Monaco, Barcellona, Bruxelles e Graz rappresentano un incoraggiamento a proseguire lungo questa strada che si è dimostrata  vincente anche nelle esperienze delle città estere: “Nell’amministrazione delle nostre città abbiamo deciso di mettere la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente al primo posto.

Abbiamo promosso con forza il trasporto pubblico rispetto a quello privato. Abbiamo fatto in modo che la superficie di verde pubblico fosse adeguata al numero di abitanti. Abbiamo puntato sull’efficienza energetica e la riduzione dei gas serra. Abbiamo incoraggiato una riduzione nel consumo di acqua. Abbiamo investito nella cultura e nella bellezza, anche per rendere le città più sicure.

Le nostre città oggi sono meno inquinate, meno soffocate dal traffico, più verdi e sia cittadini residenti che ospiti ne riscoprono la bellezza. Chiunque si rende conto che vivere e lavorare sono tutta un’altra cosa in una città con meno auto e più verde: d’altronde proprio il traffico e l’inquinamento sono tra le principali cause di stress e problemi della salute.”

Edoardo Croci ha messo a fuoco nella sua relazione introduttiva gli elementi che contribuiscono alla qualità della vita nelle città. I fattori ambientali assumono un ruolo sempre più rilevante, sia nella percezione dei cittadini, che nelle politiche europee. Qualità dell’aria, presenza di spazi pubblici senz’auto e verdi, disponibilità di servizi di trasporto pubblico, promozione dell’uso della bici e delle altre forme di mobilità sostenibile e partecipazione civica costituiscono elementi di primaria importanza.

“In una città come Milano sono necessarie misure incisive per ridurre il traffico veicolare che comporta costi sociali elevatissimi. Recenti studi europei hanno calcolato che l’uso dell’auto nel centro di una metropoli comporta per ogni spostamento danni dell’ordine dei 20 euro, relativi a congestione, impatti sulla salute, incidenti, ecc.”

Le proposte referendarie possono costituire un fattore di aggregazione di forze sociali sane per un progetto civico di miglioramento della qualità della vita. A questo fine i promotori dei referendum hanno garantito che vigileranno sul corretto e rapido sviluppo del percorso referendario e inizieranno presto la campagna per chiedere ai milanesi di votare “sì”.

Alcuni dati. A Milano ci si muove in auto 5 volte più che a piedi (637,8 spostamenti in auto contro 131 a piedi all’anno) oltre il doppio del dato di Madrid e Londra. Meno della metà sul totale gli spostamenti casa – lavoro a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, città italiane in coda in Europa: Milano, Napoli e Roma seguono Monaco, Vienna, Barcellona, Berlino, Praga, Madrid tra le grandi città, tutte sopra il 50% (fanno meglio Barcellona, Praga e Madrid, oltre il 60%). Bike sharing milanese a livello europeo (1400 bici in 103 stazioni, più di Stoccolma, Oslo, Saragozza e Bruxelles, anche se meno di Parigi – prima in classifica europea seguita da Barcellona, Lione, Siviglia, Copenhagen, Monaco e Berlino) ma forte ritardo sulle piste ciclabili (picco a Helsinki con 297 metri di piste ogni 100 abitanti, tra le grandi città Vienna prima con oltre 60, seguita da Monaco, Lione, Berlino, Bruxelles, Parigi, Praga, Barcellona, Londra, Roma, poi Milano seguita solo da Madrid e Napoli). Milano al 63° posto in Italia per ecosistema urbano su 103 città considerate.

Sito: www.milanosimuove.it


Sintesi dei 5 referendum

1 ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro

Dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti, completando due nuove linee metropolitane, pedonalizzando il centro storico, realizzando 300 km di piste ciclabili, proteggendo e potenziando le linee di trasporto pubblico il bike sharing, il car sharing, i minibus di quartiere, estendendo la regolamentazione della sosta, regolamentando il trasporto merci, incentivando la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall’estensione di ecopass a tutte gli autoveicoli.

2 raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo

Raddoppiare gli alberi e le aree verdi, riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del  territorio.

3 conservare il futuro parco dell’area EXPO

Lasciare alla città come eredità dell’EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.

4 risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas serra

Dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici, richiedendo standard di alta efficienza energetica per la costruzione di nuovi edifici e la “rottamazione” di quelli vecchi privi di valore storico, eliminando il gasolio per il riscaldamento ed incentivando il teleriscaldamento e le energie rinnovabili, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e il risparmio generato dalla riduzione dei consumi energetici.

5 ripristinare la Darsena e studiare la riapertura del sistema dei Navigli milanesi

Far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile,il paesaggio urbano e  il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico

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