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La cultura apre agli Arcimboldi di Milano

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Lombardia
Scritto da Sebastiano Di Mauro   
Sabato 09 Ottobre 2010 19:45

Un occasione per riflettere e parlare di cultura, crisi del teatro, finanziamenti pubblici e lanciare sfide  che coraggiosamente possano far rinascere il Teatro


La cultura apre agli Arcimboldi di MilanoMassimo Buscemi, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, ha avuto il difficile compito di aprire la discussione agli Arcimboldi di Milano, che a scena chiusa sul suo palco fin da subito si annunciava importante e grave, nello stesso tempo,  per i temi che inevitabilmente si sarebbero da lì a poco toccati davanti ad una affollatissima platea di giornalisti ed addetti ai lavori.

Ovviamente Buscemi non poteva che toccare il tasto dei finanziamenti pubblici e, rivolgendosi agli “amici” della stampa, sia pure rimanendo molto vago e demagogico (il ruolo politico glielo impone) ha detto: “Il teatro è rappresentazione della realtà, palcoscenico della vita.

Unico luogo in cui si possono affrontare, senza pregiudizio,  i temi più scottanti che hanno caratterizzato il nostro passato, presente, e che potrebbero interessare il nostro futuro. Affascinante strumento per far riflettere, discutere o semplicemente emozionare l’essere umano....”

Anche  Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, nel suo appassionato intervento, toccava lo stesso tasto, pur ovviamente rimanendo anche lui molto teorico nelle sue affermazioni in riguardo, ma precisando che prestissimo, probabilmente nella stessa giornata, qualcosa si sarebbe mossa.

C'è la necessità - proseguiva  Finazzer -  di incontrarsi ad un tavolo delle trattative con le persone e gli enti interessati, affinchè vi possa essere la giusta continuità che salvaguardi il patrimonio culturale. Chiedendo delle deleghe più ampie per poter fare cultura in tutti gli ambiti, sia pure con approcci diversi, come potrebbe essere ad esempio quello della stampa, che indiscutibilmente ha un ruolo deterninante nel veicolare la cultura.

Ma il discorso dell'Assessore Finazzer ha anche toccato diversi temi culturali, come solo lui sa fare con la preparazione che ha: “Il teatro è un luogo ottico. Tutto ciò che esiste nel mondo, nella storia, nella vita, nell’uomo, tutto deve e può specchiarvisi, ma sotto l’etichetta magica dell’arte (che ha) un fine quasi divino: resuscitare se fa della storia, creare se fa della poesia”.

In questo modo Victor Hugo coglieva il potere delle arti della scena. Forse, lo stesso impulso continua a riprodursi ancora oggi. Questo potere anzi si amplifica grazie alla presenza della musica e della danza. Assume nuove coloriture rivisitato nella sensibilità contemporanea che rilegge, per esempio, i classici: Swan Lake, I promessi sposi – opera moderna, Inferno e Cantica II.!”

Infine sia Buscemi che Finazzer accennavano all'agonia del Teatro Smeraldo, per il quale riferivano dei cali del 20/25 % di presenze a causa dei lavori,  che da troppo tempo si stanno protraendo davanti ad esso. Mi dispiace in proposito contraddire i due amici assessori e sarebbe stato meglio sentire la viva voce di Gianmario Longoni, diretto interessato quale direttore artistico, ma onestamente ed obiettivamente, non credo che la causa del declino del TEATRO in generale e, nella fattispecie del teatro Smeraldo, sia da ricercarsi ed imputarsi solo a dei, pur antipatici, lavori sulla piazza, che secondo me incidono minimamente.

Invece sicuramente sono da ricercare in un ottica più vasta. Se così non fosse anche tutte le attività commerciali sulla piazza stessa e l'adiacente Corso Como e zone limitrofi, dovrebbero risentire dello stesso calo nella sua offerta di vita notturna. Mentre basta farsi un giro da quelle parti nelle ore serali e notturne, quando inizia la movida, ma anche di giorno a pranzo, per vedere e rendersi conto che c'è quasi sempre il tutto esaurito, altro che crisi!

Da ciò si deduce che l'offerta culturale non è pari all'offerta commerciale, che la cultura non viene proposta ai giovani nella maniera giusta, che non vengono utilizzati i canali giusti per quanto riguarda la stampa. Forse sono di parte ma sembra ovvio che vi sono certe sacche nella veicolazione della cultura.

Fino a quando ad esempio vi sono pregiudizi sulla stampa online che, contrariamente alla stampa cartacea, riesce a raggiungere più agevolmente tutte le fasce d'età, ma soprattutto quelle medio-giovani, che hanno da sempre avuto una certa riottanza verso il cartaceo, non c'è possibilità di sviluppo. L'on-line piaccia o non piaccia è il futuro su cui tutti devono prima o poi guardare. Lo hanno mai capito gli assessori alla cultura, i direttori artistici dei teatri, che a volte, forse senza rendersene conto, snobbano questo tipo  di veicolo?

Ma torniamo alla presentazione della Stagione di uno dei più grandi Teatri Europei, cha ombra di dubbio costituisce una grossa potenzialità, sia per la cultura che per tutto l'indotto e, come giustamente ha detto l'assessore Finazzer Flory, può accadere che l'offerta commerciale a volte stimola la cultura a mettersi in discussione. Da qui l'esigenza di aprire un dialogo tra le parti, dove anche la stampa deve avere il suo ruolo,  tenendo presente il principio generale del rispetto del proprio ambito, che non deve prescindere da un altro concetto  che afferma “Nessun Uomo è un Isola”.

La stagione 2010-2011 del Teatro degli Arcimboldi è ricchissima di spettacoli che si rivolgono a tutte le fasce d'età ed incontrano tutti i gusti. Ad esempio, dopo il primo Concerto straordinario di mercoledì 20 ottobre ore 21 con l'Orchestra e coro del Teatro Regio di Torino, diretto da  Gianandrea Noseda, ecco che aprirà ufficialmente il musical indiano BHARATI, con Pietro Pignatelli (narratore) e Bhavna Pani(dancer), che unisce tradizione e modernità con excursus sulla terra d’India, il quale rigorosamente dal vivo è un viaggio di due ore alla scoperta di una nazione affascinante e misteriosa tra la sua storia ed i suoi colori, attraverso una musica coinvolgente. La stagione poi proseguirà con grandi nomi della musica come Sting, Dalla-De Gregori, Paolo Conte, Anna Oxa.

Non mancheranno i balletti classici con la 2^ di Dance Machine Festival, una vetrina di largo prestigio per i giovani talenti. Liliana Cosi, milanese di nascita, in proposito ha detto: “la Vita è fatta di Assoli e di momenti di comunione, la danza deve dare il senso dell'immaterialità e come arte deve essere rigore ma anche essere capace di incantare.

Come non accennare alla commedia musicale come “Aggiungi un posto a tavola”  che porterà volti noti e simpatici come Gianluca Guidi e tanti altri nomi della comicità italiana. Interessante l'intervento di Michele Guardì che con dovizia di particolari ha spiegato come sono nate e come saranno le spettacolari scene dei I PROMESSI SPOSI, che sara capace di incantare lo spettatore quando si vedrà spuntare il Duomo, Il Forno, ecc. con le scene mobili che ntreranno nel palco.

Poi, sempre nella scia delle sfide lanciate, Miche Guardì affermava: “La sfida è interessare il Pubblico più giovane”, mentre Graziano Galatone, provocatoriamente, affermava: “i milanesi dopo aver visto questo spettacolo, oltre che “Oh mia bela madunina” canteranno  “Ecco Milano”.

Il teatro,  diceva ancora Finazzer Flory è  “metafora.... è Milano è incarnazione di questa metafora: è il luogo in cui vi è più vita, il palcoscenico quotidiano di uno spettacolo straordinario: la convivenza tra esseri umani, esseri parlanti. Questa è la nostra sfida e grandezza in quanto esseri umani.

Voglio anch'io rilanciare questa sfida dell'Assessore perchè, come quella di un altro teatro Milanese, che non gode di finanziamenti pubblici, quale lo storioco San babila, guidato dall'ottimo direttore artistico Gennaro D'Avanzo che coraggiosamente arricchisce il suo cartellone con 6 operette liriche, la prima delle quali  già andata in scena (http://www.iltitolo.it/giornale/cinema-e-teatro/la-traviata-di-verdi-sfida-milano.html) o come quella che sta portando avanti Pietro Pignatelli che il 29 ottobre 2010 ha capitanato la manifestazione a Napoli in favore del teatro e della Cultura.

Pietro tra l'altro riprendendo educatamente la parola dopo il suo intervento ha voluto annunciare la presenza di un fornte di resistenza in favore della cultura ed io voglio dichiarare orgogliosamente che la nostra testata fa parte di questo fronte insieme al suo staff di collaboratori sparsi  in Italia e nel mondo.

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