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Gli Allegri Masnadieri e 6x8 48 (Tutta la Città canta)

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Lombardia
Scritto da Silvia Boz   
Sabato 31 Luglio 2010 09:59

67. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia La situazione comica (1937-1988)


Gli Allegri Masnadieri e 6x8 48 (Tutta la Città canta)Fondazione Cineteca Italiana presenta alla 67. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nell’ambito della retrospettiva curata dalla Cineteca Nazionale La situazione comica (1937 – 1988), il restauro de Gli allegri masnadieri (1937) di Marco Elter, che vede per la prima volta sul grande schermo la coppia comica composta da Guido e Giorgio De Rege e  6X8/48 (Tutta la città canta), assoluto gioiello surreale girato nel biennio 1943 - 1945 da Riccardo Freda e interpretato da Nino Taranto.   
Entrambi i restauri filmici, curati dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, partono dai materiali d’epoca conservati presso l’Archivio film milanese e rappresentano due tasselli fondamentali della Storia del cinema italiano.

Film diversi tra loro ma accomunati da un debito verso il teatro di rivista a cui si ispirano, nella struttura, proponendo una riuscita mistione di elementi di prosa, musica, danza e humor, con attori, cantanti e caratteristi, professionalmente nati sui palchi dei più importanti teatri dell’epoca, la cui eredità sarebbe stata raccolta dalle generazioni successive di comici.
Altro elemento comune alle due pellicole è la libertà compositiva delle sceneggiature, ricche di colpi di scena, momenti di suspense e di esilarante umorismo.
Se Freda strizza l’occhio alla produzione d’oltreoceano, come dimostra la ripresa dello stile dei Fratelli Marx fatta dai tre Bonos di 6X8/48 (Tutta la città canta) o nella musica jazz e nella partecipazione eccellente di Natalino Otto (a cui il titolo stesso del film è ispirato), Elter raccoglie il miglior repertorio dell’avanspettacolo italiano testando la bravura dei fratelli De Rege nell’ambito cinematografico  .

Gli allegri masnadieri nasce come una sorta di parodia del coevo Il corsaro nero diretto da Amleto Palermi, film che ottenne largo successo.
La vis comica dei fratelli De Rege, i protagonisti  indiscussi nel ruolo di due servitori imbarcati per caso su una nave pirata nel tentativo di ricondurre a casa la pupilla del loro padrone, trova in questa prima, comune, prova cinematografica una ideale estensione dell’attività teatrale, già largamente apprezzata dal pubblico.
Guido e Giorgio De Rege iniziarono separatamente  la propria carriera nei teatri di rivista a metà degli anni Venti, scoprendo ben presto l’enorme potenziale del lavoro di coppia.

Fianco a fianco recitarono a teatro e, in poche e scelte occasioni, anche per il cinema facendosi sempre portatori di una comicità dal ritmo incalzante, basata sul non-senso e sulla contrapposizione estrema tra il personaggio del “furbo” e quello del “trasognato”.
Guido, con la sua parlantina svelta, era la “spalla” di Giorgio, caratterizzato da un enorme naso finto, baffoni spioventi – una vera e propria maschera della commedia dell’arte - e una marcata balbuzie che non impediva una battuta pronta e improntata sul paradosso.

Molti i comici italiani che si ispirarono a questa coppia, da Carlo Dapporto al celeberrimo duo composto da Walter Chiari e Carlo Campanini, debitrice del famoso sketch “Vieni avanti, cretino”.
A completare il cast di questa irresistibile commedia, due grandi divi del periodo come Assia Noris, attrice amatissima della commedia leggera italiana e star dei “telefoni bianchi”,e Mino Doro, soprannominato il "Clark Gable italiano" per l’indiscusso fascino, che proseguirà la sua carriera cinematografica come apprezzato caratterista, comparendo in alcuni capolavori tra cui La dolce vita di Fellini.

Una genesi molto faticosa quella della pellicola 6X8/48 (Tutta la città canta), in cui Nino Taranto nei panni di un professore si trova per uno strano caso del destino a diventare impresario teatrale abbandonando l’insegnamento.
6X8/48 (Tutta la città canta) è senz’altro uno dei film più misteriosi del cinema italiano del dopoguerra, frutto di una lavorazione lunghissima (ben tre anni), segna di fatto l’avvio al cinema di Freda che ricorda “Dopo l’8 settembre 1943 il film venne interrotto. Quando, dopo la liberazione, andai per completarlo, trovai che Vivi Gioi era ingrassata, che le costruzioni non esistevano più, che alcuni attori erano morti, che altri erano al Nord con i Repubblichini, ecc. ecc. Allora girai i raccordi (necessari alla comprensione della storia) facendo dei movimenti di macchina tanto rapidi da doversi escludere che il pubblico potesse accorgersi delle controfigure” Riccardo Freda aveva svolto le più diverse mansioni in ambito cinematografico, dalla recitazione, al montaggio alla sceneggiatura, approdando dietro alla macchina da presa nel 1942 con Don Cesare Bazan.

6X8/48 (Tutta la città canta) è uno dei pochissimi lavori comici di un regista che, con oltre settantadue film all’attivo, ha attraversato nel corso della sua carriera molti generi: dal peplum (Maciste alla corte del Gran Khan, 1962) all’avventura (Le sette spade del vendicatore, 1963), al giallo e al western (La morte non conta i dollari, 1969, con lo pseudonimo di George Lincoln) all’horror (I vampiri 1957).
Per 6X8/48 (Tutta la città canta), sebbene non fosse stato accreditato, Freda ricorda il contributo di Federico Fellini alla sceneggiatura: “Ho conosciuto Fellini quando era ancora un redattore del «Bertoldo». Partecipava a qualche sceneggiatura; me lo presentò Metz, che lavorava con me a Tutta la città canta. (…).Fellini partecipò (…) a due o tre sedute.”

Una raffinata commedia,  un musical autenticamente italiano, in cui il teatro di rivista non solo fa da cornice alla storia ma diventa, come nei classici musical americani, un vero e proprio set in una vicenda in cui gli elementi di surrealtà sono un elemento forte..
La musica jazz, qui magistralmente interpretata da Natalino Otto, è uno degli elementi portanti di tutto il film ed il fatto che proprio quel genere fosse stato messo all’indice dal regime fascista, costrinse Freda a incidere la colonna sonora in una situazione di totale clandestinità.
Nino Taranto, protagonista nei panni di un maestro elementare vessato da due zie venali e invadenti, aveva debuttato nel 1933 nel grande teatro di rivista, al quale si dedicò fino al secondo dopoguerra, accanto a Wanda Osiris e Titina De Filippo, dando vita a straordinarie macchiette, tra le quali l'indimenticabile Ciccio Formaggio.

Per il cinema Nino Taranto interpretò circa un centinaio di pellicole diventando ben presto spalla del principe della risata Totò ma 6X8/48 (Tutta la città canta) rimane uno dei pochi film in cui, da protagonista, viene inserito in una vicenda in cui la comicità napoletana fa un passo indietro rispetto alla vena stralunata di Riccardo Freda.
Ad affiancare il popolarissimo comico, Nanda Primavera che, abbracciata la carriera cinematografica dopo quella teatrale, fu protagonista accanto ad Alberto Sordi della più florida produzione comica italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta e la splendida Vivi Gioi, nella parte di una affascinante soubrette.

Fondazione Cineteca Italiana vuole, con questa doppia proposta, rendere omaggio al genere più popolare del nostro cinema, offrendo una nuova vita a film scomparsi dalla circuitazione per riscoprirne il valore storico e culturale.
GLI ALLEGRI MASNADIERI (1937)
Regia: Marco Elter, Produzione: Artisti Associati, Soggetto: Amleto Palermi, Sceneggiatura: Kurt Alexander, Musica e direzione musicale: Maestro Mancini Umberto, B/N,1900m, 70’
Int:Assia Noris, Mino Doro, Camillo Pilotto, Calisto Bertramo, Olivia Fried, Giorgio De Rege, Virgilio Riento, Rosanna Schettina, Guido De Rege Sinossi:
Due servitori hanno il compito di ricondurre a casa la figlia del padrone, fuggita su un piccolo veliero pirata, per evitare le nozze con un nobile a cui è stata destinata da tempo. Il brigantino ospita, fra gli altri, un prigioniero molto particolare, ovvero l’uomo di cui la fanciulla è innamorata. Dopo innumerevoli peripezie la ribelle madamigella riuscirà a coronare il suo sogno d’amore.

6x8 48  (TUTTA LA CITTÁ CANTA)
Regia: Riccardo Freda, Soggetto: Riccardo Freda, Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Steno, Sceneggiatura: Riccardo Freda, Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Steno (Federico Fellini, non accreditato), Produzione: Bruno Bolognesi per ICI/SAFIR Appia Cinematografica, Musica: Gorni Kramer (compositore: canzoni "Altalena d'amore", "Tutta la città canta" and "6x6"),Giovanni D’Anzi, Gino Filippini, Orchestrazione: Oscar De Mejo Colore: B/N, 2300m, 87’
Int: Nino Taranto, Nanda Primavera, Maria Pia Arcangeli, Vivi Gioi, Natalino Otto, Giuseppe Addobbati, Gianni Bonos , Luigi Bonos, Vittorio Bonos

Sinossi:
Un giovane professore è succube delle zie impiccione e invadenti. Un giorno riceve un’eredità inaspettata: un lontano parente gli lascia una rivista musicale da lui prodotta. Il paese e soprattutto le zie gridano allo scandalo. Ma il docente riuscirà molto bene nella sua nuova occupazione, al punto da lasciare definitivamente l’insegnamento per dedicarsi al varietà.


 

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